Stanley Cup Finals ’19: i Blues si rialzano, è di nuovo parità

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St. Louis regala ai propri tifosi il primo successo casalingo nelle Finals della loro storia, superando 4-2 Boston in gara 4. O’Reilly sugli scudi con due reti, mentre i Bruins perdono Zdeno Chara per infortunio. Serie sul 2-2 e si torna a Boston per gara 5 giovedì.

Dopo la figuraccia rimediata in gara 3, i St. Louis Blues si rialzano con l’orgoglio che contraddistingue questa loro stagione e vincono meritatamente gara 4, riportando la finale in parità. L’aver sbloccato la partita dopo soli 43 secondi ha certamente dato fiducia ai padroni di casa, ma la reazione, dopo le sette reti incassate sabato, è stata soprattutto di testa, visto che fisicamente la squadra di Berube aveva già dimostrato di esserci. Le ferite provocate dal power point dei Bruins richiedevano un’attenzione particolare nei contatti, per unire la durezza fisica necessaria all’assoluta necessità di limitare al minimo le penalità, per non prestare il

fianco alla superiorità numerica avversaria, ed in questo i Blues sono stati quasi perfetti. Il “quasi” è riferito all’incredibile gol subito in shorthanded, quindi con i Bruins in inferiorità numerica, figlio del talento di Marchand tanto quanto di una stupefacente morbidezza difensiva. Questa finale vivrà quindi almeno altri due atti, gara 5 a Boston e gara 6 di nuovo a St. Louis, e non è dato sapere se sarà in scena, tra le fila dei Bruins, Zdeno Chara, colonna difensiva di straordinaria importanza nei playoff. Colpa di un disco ribattuto col volto, che gli ha spaccato il labbro inferiore e probabilmente provocato altri danni, visto che non è più rientrato in gara 4, pur rimanendo seduto in panchina.

Sapevamo cosa fare e lo abbiamo fatto per 60 minuti. Siamo stati ordinati dietro e implacabili davanti.

Craig Berube, coach St. Louis Blues

Dell’inizio partita abbiamo già detto, con O’Reilly che dopo 43″ aggira rapidamente alle spalle la porta dei Bruins e deposita il disco alle spalle di Rask, forse ancora un po’ freddo nei tempi di reazione. Boston accusa il colpo e St. Louis capisce di non dover essere lei, a quel punto, a buttarsi avanti, con tutti i rischi del caso. Nascono così una decina di minuti combattuti ma di sostanziale impasse tattica. A 6’46” dalla prima sirena arriva il pareggio dei Bruins, con Coyle che sfrutta il rebound di un tiro di Chara respinto da Binnington, ma l’equilibrio dura solo un paio di minuti. A spezzarlo è il solito Tarasenko, fulmineo a raccogliere il disco dopo la parata di Rask su Pietrangelo, per depositare in porta il 2-1 Blues.
L’apertura del secondo periodo è segnata dall’infortunio a Chara di cui abbiamo già riferito, e fino a metà tempo accade poco. Da lì in poi, però, un paio di entrate pesanti accendono una battaglia senza tregua, che porterà un palo per parte, un paio di capolavori di Rask e, a -5’41”, il clamoroso 2-2 di Boston, segnato con l’uomo in meno.

Il terzo periodo vede Chara tornare in panca con una maschera integrale; non rientrerà, però, neppure per un secondo. I primi minuti sono tutti targati Blues, che sfruttando un power play a favore mettono alle corde gli avversari, salvati in almeno tre occasioni dalla bravura di Rask. I Bruins rimettono fuori la testa intorno a metà tempo, ma il loro temutissimo power play, stavolta, ha le polveri bagnate. A 9’22” dalla fine arriva la doppietta personale di Ryan O’Reilly, che sfrutta ancora una volta un tiro di Pietrangelo e la successiva ribattuta di Rask. Sul 3-2 ci si aspetta una reazione rabbiosa di Boston, che però non arriva. I Bruins pasticciano ripetutamente in fase di costruzione, non arrivando neppure a costruire buoni tiri e finendo per subire il 4-2 conclusivo, a porta vuota, da Schenn, a 90″ dal termine. Tifosi di casa in delirio, e ci mancherebbe altro, visti i 49 anni di attesa per vedere una vittoria alle Finals dalle parti di St. Louis. Nel presente, però, c’è una finale riaperta e ancora tutta da giocare.

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Gianluca Puzzo

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