Super Bowl LVIII: conferma o rivincita, tutto passa per Las Vegas

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Inizia la marcia di avvicinamento all’attesissimo Super Bowl di domenica: saranno i campioni uscenti dei Chiefs a riconfermarsi o i San Francisco 49ers riusciranno a “vendicare” la sconfitta subita nella finale del 2020 proprio per mano di Mahomes & Co.? Mille temi si intrecciano intorno a una partita di enorme importanza che, ci auguriamo, regalerà anche uno spettacolo tecnico all’altezza.

Se quello dello scorso anno è passato alla storia come la prima sfida tra quarterback di colore (Mahomes e Hurts) e tra fratelli (i Kelce), il Super Bowl di quest’anno, in programma domenica a Las Vegas, ci propone tutt’altri temi, ad iniziare dalla lotta tra i campioni uscenti, per la riconferma, e gli aspiranti tali, per riprendersi quel Vince Lombardi Trophy che sembrava già vinto nel 2020, prima che la classe di Mahomes ribaltasse la situazione. Il primo Super Bowl ospitato nel Nevada sarà teatro innanzitutto della sfida tra i due coach, gli stessi di quattro anni fa, Reid e Shanahan; il primo, più esperto e all’undicesima stagione sulla panchina dei Chiefs, ha saputo cambiare in corsa il dna della sua squadra, prima basato sulla produzione offensiva e ora invece imperniato sulla tenuta difensiva, mentre il secondo, al settimo anno nella Baia, ha saputo costruire un attacco all-star, aggiungendo anno dopo anno un pezzo pregiato e confermando con grande coraggio, in cabina di regia, l’ex Mr Irrelevant Brock Purdy. In tema di giocatori a caccia di rivincite, non si può non partire proprio dal qb dei 49ers: selezionato con l’ultima scelta assoluta (la 262ma) al draft del 2022, esploso lo scorso anno dopo gli infortuni di Lance e Garoppolo, Purdy si è visto negare la partecipazione allo scorso Super Bowl dalla sfortuna, sotto forma di rottura dei legamenti del gomito di lancio dopo un placcaggio di Reddick, degli Eagles, nella finale di Conference poi perduta malamente dai 49ers costretti a schierare il quarto qb. Ora, a 24 anni, tornato in perfetta efficienza fisica e dopo una stagione con numeri da MVP (69,4% di completi per 4.280 yard, 31 td e solo 11 intercetti lanciati, un qb rating pazzesco di 113 punti su 16 partite giocate), Purdy può davvero dimostrare di essere il qb giusto per ambire a grandi traguardi. Anche tra i Chiefs c’è un “quasi” Mr Irrelevant a caccia di rivincite personali, il running back Isiah Pacheco, selezionato come 251° giocatore sempre al draft 2022 e ora divenuto titolare inamovibile di un attacco che, Mahomes e Kelce a parte, ha molto stentato nella stagione regolare. L’ago, anzi gli aghi, della bilancia per i campioni in carica sono certamente due: Pat Mahomes e la difesa.

Mahomes, dopo una stagione regolare non indimenticabile, passata ad inseguire i suoi ricevitori (primi in dropped passes, ricordiamolo), nei playoff ha messo il vestito buono e non ha sbagliato più nulla, caricandosi la squadra sulle spalle da campione assoluto qual è e guidandola, dopo la passeggiata contro Miami, a due difficilissime vittorie esterne, a Buffalo e Baltimore. Con lui, come dicevamo, una difesa cresciuta esponenzialmente, e forte soprattutto nelle secondarie, con il terzetto formato da Sneed (eroe del match contro i Ravens), McDuffie e Reid, il cui rendimento sarà uno degli elementi chiave domenica. Per i Chiefs è la sesta finale della loro storia, la quarta negli ultimi cinque anni, tre delle quali vinte (più un titolo nel ’62 precedente all’introduzione del Super Bowl); la loro eventuale doppietta sarebbe la prima dopo vent’anni nella NFL, da quella 2003-2004 dei Patriots di Tom Brady. Per i 49ers, invece, quello di Las Vegas sarà l’ottavo Super Bowl, i primi cinque tutti vinti (quattro con Montana e uno con Young) cui sono seguite due sconfitte, l’ultima appunto contro i Chiefs quattro anni fa a Miami. La loro carta migliore verso la vittoria è quella dell’attacco, il primo nella storia della NFL a poter contare su quattro giocatori tutti sopra le mille yard dalla linea di scrimmage (McCaffrey, Samuel, Kittle e Aiyuk); potente, molto tecnico e pieno di soluzioni, l’imprevedibilità è un “must” per scalzare dalle sue certezze una difesa forte come quella dei Chiefs. La difesa dei 49ers, invece, è apparsa in calo nelle ultime uscite, malgrado i recuperi di Armstead e Greenlaw; 21 punti concessi ai Packers e 31 ai Lions non sono un gran viatico contro Mahomes, ma la front-seven è di primissimo livello (Bosa, Hargrave, Armstead, Warner e Greenlaw hanno pochi eguali nella lega), mentre le secondarie lasciano più perplessità e verranno sicuramente messe a dura prova da Travis Kelce. Un Super Bowl molto equilibrato, quindi, e senza una vera favorita: l’impressione è che i Chiefs potrebbero spuntarla da un match a punteggio basso, mentre se iniziassero a fioccare segnature l’ampiezza di soluzioni di San Francisco potrebbe avere la meglio. Tirati per i capelli e non potendoci esimere dall’ormai tradizionale obbligo morale del pronostico, diciamo 49ers 37-31, con tutti i gesti apotropaici del caso.

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Gianluca Puzzo

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