Taccuino mondiale (4a parte)

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Nella quarta parte le tre edizioni disputatesi negli anni ’90 in Italia, Stati Uniti e Francia, con la nazionale azzurra dotata di ottimi giocatori ma purtroppo sfortunata nell’esito finale.

Roberto Baggio protagonista nel 1994

ITALIA 1990
La quattordicesima edizione si disputò in Italia dall’8 giugno all’8 luglio.
“Ciao” fu la mascotte dei campionati, mentre la colonna sonora “Notti Magiche” di Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, suona ancora oggi nelle nostre orecchie.
Nelle sedi scelte per ospitare le partite, in parte si costruirono stadi ex-novo mentre in altri casi, gli impianti furono ammodernati aumentandone la capienza o dotandoli di copertura, furono interventi poco lungimiranti perché laddove situata una pista di atletica, la distanza tra gli spalti ed il perimetro di gioco non permetteva una giusta visuale dello spettacolo, tra tutti il Delle Alpi di Torino demolito circa vent’anni dopo.
L’Italia schierò una formazione ricca di giovani talenti come Roberto Baggio insieme al debuttante Schillaci miglior marcatore del torneo con sei reti.
Nella fase a gironi fu subito grande entusiasmo col tris di vittorie contro Austria, Stati Uniti e Cecoslovacchia, agli ottavi successo contro l’Uruguay, ai quarti sull’Irlanda ma il cammino s’interruppe in semifinale contro l’Argentina, dove nonostante il vantaggio iniziale il cammino si concluse ai calci di rigore, comunque lusinghiero visto il terzo posto dopo la vittoria nella finalina contro l’Inghilterra.
Trionfò la Germania Ovest contro l’Argentina, al termine di un incontro poco spettacolare deciso da un rigore a pochi minuti dal termine, lo stesso Gianni Brera commentò:“Mai assistito a uno strazio paragonabile a quello di Germania-Argentina.”
Durante il torneo fu sorprendente il percorso del Camerun, che sconfisse all’esordio proprio l’Argentina classificandosi al primo posto del suo girone, eliminato a fatica nei quarti dall’Inghilterra, deludente l’Olanda che campione d’Europa in carica, dopo aver superato la prima fase tra le migliori terze, venne eliminata dai futuri campioni.

USA 1994
In occasione del mondiale americano che varcò i confini di alternanza tra una sede europea e quella sudamericana, per la prima volta cambiò il sistema di assegnazione punti dando maggior peso alla vittoria (tre punti rispetto ai precedenti due).
Considerato il fuso orario per permettere ai telespettatori europei di assistere alle partite in orari congrui, gli incontri si disputarono tra la mattina ed il primo pomeriggio, penalizzando i valori tecnici e fisici dei calciatori in considerazione del calore climatico.
L’avvio dell’Italia fu subito in salita, dopo la sconfitta all’esordio contro l’Eire, nei minuti iniziali del secondo match contro la Norvegia si ritrovò in inferiorità numerica causa l’espulsione di Pagliuca per avere toccato la palla con la mano fuori dall’area di rigore, il c.t. Sacchi per inserire il secondo portiere Marchegiani al posto di un giocatore di movimento, sacrificò Roberto Baggio talmente sorpreso (e con lui tutta l’Italia) da borbottare platealmente, ma alla fine esultammo grazie al gol di Dino Baggio che tolse le castagne dal fuoco.

Col pareggio nell’ultimo incontro contro Messico, la classifica del girone presentò le quattro squadre appaiate a quattro punti, comunque ripescati come ultima tra le migliori terze nel conteggio della differenza reti.
La svolta avvenne nella soffertissima partita degli ottavi contro l’esordiente Nigeria, in svantaggio poi agguantata nei minuti finali da Roberto Baggio che segnò la svolta nel suo mondiale e di tutta la nazionale, visto che il rigore segnato nei successivi tempi supplementari che valse il passaggio del turno.
Ai quarti incontrammo la Spagna dove al gol iniziale di Dino Baggio rispose Caminero, ma a due minuti dal termine toccò a Roberto Baggio su assist di Signori segnare la rete decisiva per l’accesso alla semifinale contro la sorprendente Bulgaria di Stoickov, battuta 2 a 1 con una doppietta dello stesso Baggio.
Nella finale contro il Brasile, rientrò in difesa Franco Baresi dopo l’intervento al menisco ma Roberto Baggio non giocò al meglio per problemi fisici, la partita si concluse ai calci di rigore con la sconfitta degli azzurri dove ironia della sorte, oltre a Massaro sbagliarono il tiro dal dischetto proprio Baresi e Baggio.
Il pubblico azzurro non ha mai dimenticato le amare lacrime dei protagonisti, stringendosi a loro ed in modo particolare al Divin Codino, ancora oggi amato maggiormente proprio per l’umanità dimostrata dopo quel fatidico errore.

FRANCIA 1998
Il mondiale francese segnò l’allargamento delle nazionali partecipanti a trentadue squadre, così da permettere l’esordio della Croazia, Jamaica, Sudafrica e Giappone; tra le novità l’espulsione in caso di fallo da tergo.
L’Italia schierò il giusto mix tra calciatori esperti (tra tutti Roberto Baggio) e giovani di belle speranze con già esperienze di rilievo, come Cannavaro, Nesta, Vieri, Del Piero, Inzaghi e Buffon, quest’ultimo giovanissimo portiere di riserva.
Dopo il pareggio all’esodio contro il Cile di Marcelo Salas ed Ivan Zamorano, arrivarono le vittorie contro Camerun ed Austria, così come negli ottavi di finale sulla Norvegia, battuta con gol di Vieri.
Il 3 luglio a Saint Denis si disputarono i quarti di finale contro la Francia, che dopo averci sconfitto ai calci di rigore, vinse dapprima contro la Croazia e successivamente in maniera schiacciante contro il Brasile, vincendo il primo mondiale della sua storia.
Nella formazione transalpina a brillare fu soprattutto la stella di Zinedine Zidane, mentre nei verdeoro destò particolare scalpore la condizione fisica di Ronaldo, giocatore in quel momento più atteso che poco prima della finale, venne colto da convulsioni e comunque schierato disputando una partita anonima.
Miglior marcatore fu il croato Suker con sei reti.
Lo sport fu ancora una volta messaggero di importanti valori, mettendo di fronte nel gruppo F Iran e Stati Uniti, al centro di tensioni geopolitiche.

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Andrea La Rosa

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