Ultim’ora: gli Oakland Raiders tagliano Antonio Brown!

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A meno di ventiquattro ore dal loro esordio stagionale, gli Oakland Raiders hanno deciso di rilasciare quello che era stato il più clamoroso colpo del mercato loro e di tutta la NFL. Si conclude così un’estate di bizze, intemperanze e zero football di quello che era considerato da molti il miglior ricevitore della lega.

Dopo il ritiro di Luck e la soporifera partita di Kickoff vinta dai Packers a Chicago, ci voleva proprio il caratterino non proprio semplice di Antonio Brown per mettere un po’ di pepe all’inizio del centesimo campionato NFL. Dopo un’estate di continue bizze, assurdi infortuni, multe e zero allenamenti, infatti, pochi minuti fa gli Oakland Raiders hanno deciso di tagliare il loro miglior colpo del mercato, quell’Antonio Brown prelevato da Pittsburgh e da molti considerato, ancora a 31 anni, il miglior wide receiver dell’intera NFL. Il taglio è arrivato a poche ore dall’esordio in campionato e, quindi, dal momento in cui i 30 milioni di dollari garantiti del contratto triennale di Brown (su 50 totali) sarebbero diventati obbligatori da versare al giocatore. Una scelta coraggiosa, dal punto di vista tecnico, ma inevitabile da quello economico e sportivo, visto che Brown ha saltato quasi tutti gli allenamenti prestagionali e non ha giocato neppure un down nei quattro match di preseason affrontati dai suoi compagni. La storia di questa estate travagliata tra Brown e Raiders ha del tragicomico. Messo sotto contratto alla fine dello scorso campionato, il 9 marzo 2019, con un triennale in cambio di una terza e di una quinta scelta al draft, i problemi hanno ufficialmente inizio il 3 agosto, quando Brown entra nella macchina della crioterapia senza le apposite protezioni ai piedi, con il risultato di semicongelarseli, saltando così 10 dei primi 11 allenamenti. Il 9 agosto ha inizio la querelle tra Brown e la NFL

sulla questione del casco: il giocatore vorrebbe continuare a giocare con un vecchio modello, l’unico con cui a suo dire riesce a giocare, ma la NFL gli vieta di utilizzarlo, perché alla luce dei nuovi regolamenti sulla sicurezza quel modello è vietato perché obsoleto. Il 4 settembre Brown trova finalmente un modello consentito che gli vada bene, ma nello stesso giorno riceve una multa di 54 mila dollari dal suo club per assenze ingiustificate in due sessioni di allenamento. Il giorno seguente, il giocatore ha un duro confronto, a proposito della multa, con il general manager dei Raiders, Mike Mayock, confronto che pare sia stato sul punto di degenerare, con Brown che sarebbe stato bloccato da alcuni compagni nel tentativo di aggredire il gm. E arriviamo a ieri, giorno in cui Brown rivolge un commosso discorso di scuse ai suoi compagni durante l’allenamento, dichiarandosi pronto a rientrare in squadra. Ventiquattr’ore dopo, oggi, tutto cambia di nuovo, con Brown che pubblica un tweet in cui chiede di essere rilasciato e i Raiders che lo accontentano molto volentieri, prima di dover mettere mano al portafogli. E ora? Tecnicamente Antonio Brown torna ad essere un free agent, quindi ingaggiabile da chiunque, ma naturalmente questa vicenda avrà un grosso peso sul suo futuro. Non sono molti i club e gli allenatori con la forza contrattuale e il carattere per tenere testa a un carattere così. Ma per chi vince la scommessa, c’è in premio un ricevitore da almeno 1.300 yard a stagione…

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Gianluca Puzzo

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