Verso Euro 202(1) – 1a parte

V

È iniziato il conto alla rovescia per i prossimi campionati europei posticipati di un anno per i fatti della pandemia. Su SportOne presentiamo un excursus suddiviso in quattro parti con una sintesi delle edizioni fin qui disputate: partiamo dal 1960 al 1972.

L’Italia vince la manifestazione del ‘68

Prima di sintetizzare tutti gli appuntamenti dei campionati europei, occorre fare un passo indietro sulla loro origine che risale alla “Coppa Internazionale” fondata nel lontano 1927, competizione calcistica riservata alle rappresentative nazionali dell’Europa centrale, a quel tempo le più competitive al mondo insieme alle sudamericane.
Questa competizione prevedeva un girone all’italiana senza una precisa cadenza temporale, della quale si disputarono ben sei edizioni.
Le prime cinque edizioni videro la partecipazione di Italia, Austria, Cecoslovacchia, Ungheria e Svizzera, mentre nell’ultima fece il suo ingresso anche la Jugoslavia.
Nell’albo d’oro spicca due volte l’Italia (1927/30 e 1933/35), poi l’Austria (1931/32) e la Cecoslovacchia (1955/60).
Va ricordato che la Coppa Internazionale 1936/38 venne interrotta durante il suo svolgimento quando l’Austria venne annessa alla Germania nazista: in quel momento era in testa l’Ungheria davanti all’Italia, che aveva tre partite ancora da disputare.
I capocannonieri furono i due ungheresi Gyorgy Sarosi (17 reti) e Ferenc Puskas (15), in questa speciale classifica al sesto posto c’è anche Giuseppe Mezza (6).

All’inizio degli anni ’60, i tempi erano ormai maturi per un format diverso, così il primo campionato europeo fu quello della Coppa dedicata ad Henri Delauney, arbitro e dirigente sportivo francese che già intorno agli anni Venti aveva teorizzato la competizione europea.
All’evento inaugurale che prevedeva turni a eliminazione diretta con partite di andata/ritorno, si iscrissero diciassette squadre ma si registrò le rinuncia di importanti nazionali come Germania Ovest, Italia ed Inghilterra; gli stadi del torneo furono il Parco dei Principi di Parigi ed il Velodrome di Marsiglia, col primo posto conquistato il 10 luglio dall’Unione Sovietica in finale contro la Jugoslavia.

Con cadenza quadriennale, il successivo torneo del 1964 si disputò in terra spagnola nelle sedi del Camp Nou di Barcellona ed il Santiago Bernabeu di Madrid, con l’aumento del numero relativo alle nazionali iscritte pur mantenendo la stessa formula di un turno preliminare, poi ottavi fino alla finale con incontri di andata e ritorno.
La vittoria andò ai padroni di casa contro i detentori dell’Unione Sovietica, per l’Italia dopo la vittoria iniziale contro la Turchia, il cammino si concluse agli ottavi di finale proprio contro i sovietici.

L’edizione del ‘68 è quella che ancora oggi ricordiamo non solo per essere stati Paese ospitante, ma perché resta la prima ed unica affermazione.
Le sedi furono Roma, Firenze e Napoli, aumentarono le nazionali ammesse e di conseguenza cambiò la formula che prevedeva otto gironi, dei quali sette composti da quattro squadre e uno da tre, poi successiva fase ad eliminazione diretta.
L’Italia proveniva dall’umiliante eliminazione mondiale contro la Corea del Nord, ma nell’occasione fu tutt’altra storia, aiutati anche dalla fortuna.
Già perché dopo la vittoria ai quarti contro la Bulgaria, in semifinale l’Unione Sovietica fu un avversario tosto, perché proveniente dal successo nell’edizione d’esordio oltre che finalista nel ’64, così dopo il pareggio 0-0, non essendo previsti i calci di rigore, l’Italia vinse grazie al sorteggio con il lancio della monetina a decretare la finalista.
L’atto conclusivo contro la Jugoslavia, che nel frattempo aveva eliminato i campioni del mondo in carica dell’Inghilterra di un certo Bobby Charlton, è ricordato ancora oggi come un altro momento epico.
La finale si concluse in parità ma non essendo previsti i rigori, due giorni dopo si giocò la rivincita, col 2-0 a nostro favore dove segnarono Riva e Anastasi.
Doveroso citare tutti i componenti di quella nazionale.
Portieri: Albertosi, Vieri, Zoff.
Difensori: Anquilletti, Bercellino, Brugnich, Castano, Facchetti, Guarneri, Rosato, Salvadore.
Centrocampisti: Bulgarelli, De Sisti, Ferrini, Juliano, Lodetti, Rivera.
Attaccanti: Anastasi, Domenghini, Mazzola, Prati, Riva.
C.T.: Valcareggi.

La quarta edizione del 1972 vide una nuova formula che prevedeva una qualificazioni divisa in due fasi, la prima disputata nel biennio antecedente l’Europeo dove le trentadue nazionali partecipanti furono suddivise in otto gironi all’italiana da quattro squadre ciascuno, con le nazionali classificate al primo posto qualificate alla fase successiva disputata in Belgio, ovvero quarti di finale con incontri di andata/ritorno, invece semifinale e finale compresa anche quella per il terzo posto in uniche partite.
L’Italia campione in carica si arrese ai quarti di finale proprio contro i padroni di casa che conclusero al terzo posto, dopo aver vinto la finalina con l’Ungheria.
La Coppa il 18 giugno ’72 fu vinta dalla Germania Ovest contro l’Unione Sovietica, trascinata dalla doppietta di Gerd Muller capocannoniere del torneo con quattro reti.

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Andrea La Rosa

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