Alle World Series chi sbaglia paga

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Kozma_postDopo aver celebrato a Boston i primi due atti, le World Series 2013 ci hanno ricordato questo importante adagio: chi sbaglia paga. Specie quando le forze in campo sono equilibrate, specie quando la posta in palio è alta, riuscire a non sbagliare è già un bel passo verso il successo finale.

In gara uno è toccato ai Cardinals farne le spese, causa una partenza fredda (forse emozionata) che dopo soli due inning aveva già irrimediabilmente compromesso la loro partita. Due brutti errori difensivi di Kozma, uno di tiro di Freese e un’inguardabile indecisione difensiva tra Wainwright e Molina hanno lanciato Boston sul 5-0, punteggio perfino stretto per i padroni di casa, considerando il grand slam che Beltran ha letteralmente rubato a Ortiz con una presa al muro che l’ha costretto a uscire contuso. Da lì in poi è stata solo accademia, con Ortiz che si è ripreso l’home run e Holliday che ha messo a segno il punto della bandiera con un esplosivo solo homer sopra il Green Monster, fissando l’8-1 finale.

Gara 2 è stata molto più appassionante, ma la sua pietra angolare è di nuovo stata un errore difensivo. Recuperato Beltran e sostituito, almeno inizialmente, Kozma con l’anziano Descalso come shortstop, i Cardinals aprono le danze al quarto inning con un triplo di Holliday, spinto poi a casa da un’indecisione di Pedroia, che su una valida interna sceglie di tirare in prima e non a casa per difendere il punto. Per la riscossa di Boston, ben tenuta a bada da un grande Michael Wacha sul mound, bisogna attendere il sesto inning, quando David Ortiz spara un home run da due punti oltre il Green Monster, ribaltando il punteggio.

La ripresa chiave è la settima: con le basi piene per St. Louis arriva la volata di sacrificio di Carpenter che fa entrare il punto del 2-2 con Descalso ma lì arriva, inopinatamente, l’erroraccio di Breslow. Il pitcher di Boston, infatti, sistematosi in copertura dietro il suo catcher, decide di provare a eliminare Jay in terza, con il risultato di mandare la palla in tribuna e far entrare quindi anche il punto del 2-3. Nell’azione seguente Beltran spinge a casa anche il punto del 2-4 per i Cardinals, che così devono solo affidarsi al loro bullpen per controllare la partita. E il bullpen, per quanto giovane, non li tradisce: Carlos Martinez lancia due inning con una sola valida concessa e 3 K, e Trevor Rosenthal completa l’opera chiudendo il nono con 3 K consecutivi, da vero closer di razza.

Sull’1-1 le World Series si spostano a St. Louis per tre gare consecutive a partire da questa notte, e non si tratta solo di un cambiamento geografico, perché da oggi si giocherà con le regole della National League, quindi niente battitore designato. I Cardinals dovrebbero inserire Craig in prima base al posto di Adams per avere un battitore di contatto in più e un corridore più veloce sulle basi. Molto più dolorosa la scelta per Boston, per la quale appare impensabile mettere in panca David Ortiz, il miglior battitore della squadra, ma tenere dentro “The Big Papi” equivale a buttar fuori Mike Napoli, ottimo difensore e secondo miglior battitore della squadra. Si potrebbero salvare entrambi facendo tornare Napoli al suo vecchio ruolo di catcher al posto di Saltalamacchia, ma appare una soluzione più affascinante che realmente praticabile, visto che Napoli non gioca in quel ruolo ormai da due anni.

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Gianluca Puzzo

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