Breve storia di Stirling Moss, il primo dei secondi

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Stirling-Moss_postDestino ingrato, quello di Stirling Moss: essere considerato il migliore tra i piloti che non hanno mai vinto il campionato mondiale di Formula 1. Per inquadrare Moss valgono le parole di Enzo Ferrari, che lo considerava molto simile a Tazio Nuvolari come capacità di dare sempre il meglio su qualunque tipo di auto, su ogni percorso e in tutte le condizioni di gara.
Dopo una lunga gavetta nelle formule minori inglesi, Moss approda in Formula 1 nel Gran Premio di Svizzera del 1951, al volante della poco competitiva HWM, passando poi alla Connaught e, nel ’54, alla Maserati, con la quale conquista i primi punti iridati (terzo al G.P. del Belgio).
L’anno seguente approda alla fortissima Mercedes come alfiere del campione argentino Juan Manuel Fangio, cogliendo la sua prima vittoria e la sua prima pole position, entrambe al G.P. di Gran Bretagna a Silverstone: sarà quella la prima di quattro stagioni consecutive che lo vedranno giungere sempre secondo in classifica generale (tre volte dietro Fangio e una, nel ’58, dietro Mike Hawthorn).
Nel 1956 Moss torna alla Maserati, passando poi alla Vanwall (che porta al titolo Costruttori nel ’58), alla Cooper e alla Lotus (che conduce alla prima vittoria della sua storia, al G.P. di Montecarlo del 1960). Nel G.P. del Belgio del 1960 incappa in un terribile incidente che lo costringe a saltare gran parte della stagione; rientrerà nelle ultime gare, giusto in tempo per trionfare nel G.P. degli USA, a Riverside. Nel 1961 vince ancora a Montecarlo (per la terza volta in carriera, come a Monza) e al Nurburgring, ma le conseguenze di un nuovo gravissimo incidente durante un test a Goodwood lo costringono a ritirarsi definitivamente dall’attività agonistica dopo 66 G.P., 16 vittorie e altrettante pole position.
A conferma delle parole di Ferrari, la fama di Moss varcherà spesso i confini della Formula 1, grazie alle numerosissime vittorie ottenute dal campione inglese con le vetture Sport e Gran Turismo: sette successi al Tourist Trophy automobilistico (1950, ’51, ’55 e dal ’58 al ’61, le ultime due con la Ferrari 250 GT Berlinetta), la Mille Miglia (con la media record di 157,650 km/h) e la Targa Florio nel 1955 con la Mercedes 300SLR, la 12 Ore di Sebring nel 1954 e la 3 Ore di Daytona (ancora con la Ferrari, la 250 GT Sperimentale).

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Gianluca Puzzo

Un commento

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  • Moss era veramente un grande pilota. Ha vinto meno di quanto meritasse per la contemporanea presenza di autentici fuoriclasse come Fangio, Ascari ed altri. Se ben ricordo negli anni ’50 ha corso diversi Gran Premi di Siracusa. Ne ho visti un paio, ero bambino e ricordo la folla inneggiarlo come fosse uno di loro. In gara dava sempre il massimo. Uno spettacolo! Grazie per averci ricordato la sua lunga carriera.

Gianluca Puzzo

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