Casco vs Casco

C

Torniamo sul Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna, in particolar modo sulla vicenda dell’incidente Bottas/Russell e il successivo incontro ravvicinato, un duro confronto che ha richiamato altri episodi del passato in cui i piloti hanno svelato tutta la loro emotività.

Se l’incidente tra Bottas e Russell fosse successo qualche decennio addietro, oggi parleremmo di ben altri argomenti.
Violentissimo l’impatto sulle barriere dove le avanzate misure di sicurezza imposte ai circuiti, ma soprattutto il lavoro dei crash-test e l’introduzione dello Halo, hanno compiuto il loro lavoro.
Dietro le quinte del duello c’è stato (e c’è) molto di più di un semplice sorpasso o di una migliore posizione in gara.
In palio, c’è un sedile in Mercedes nel prossimo futuro, perché se da un lato Bottas ha iniziato sottotono il campionato evidenziando la distanza siderale dal suo compagno Hamilton, Russell, da più anni alla Williams, è il promesso sposo delle Frecce d’Argento dopo un triennio di apprendistato, con un talento già dimostrato nell’unica gara corsa in Bahrein lo scorso anno, quando sostituì lo stesso Hamilton alle prese con il Covid.
Un duello quindi, che va ben oltre il piazzamento in zona punti, che avrebbe rappresentato una vittoria per Russell, e fino a quel punto un weekend da dimenticare per Bottas, nonostante il mezzo a disposizione.
Nella fattispecie il contatto è avvenuto a metà gara, con la pista che progressivamente andava asciugandosi ma solo nella traiettoria consueta di passaggio delle monoposto, per cui il sorpasso andava effettuato obbligatoriamente sul tratto bagnato, chiedere ad Hamilton dell’errore in fase di doppiaggio che poteva costargli un risultato diverso dal podio, se non fosse sopravvenuto lo stop alla gara proprio a causa dei molti detriti lasciati in pista da Russell e Bottas.
Dicevamo della dinamica.
Bottas tiene la traiettoria, mentre Russell è più veloce ma nel tentativo di sorpasso in pieno rettilineo, mette le ruote sul bagnato e perde il controllo, finendo sulla Mercedes, poi entrambi sulle barriere.
Monoposto semidistrutte con danni da milioni di euro, piloti storditi dall’impatto ma Russell scende

immediatamente per regolare i conti, ricevendo un gesto da Bottas ricambiato con uno scappellotto sul casco.
Tutto finito? Per niente.
Infatti nel breve tempo intercorso tra l’incidente, la bandiera a scacchi e le interviste, gli animi non si sono per niente placati.
Difficile che un simile duello possa riproporsi, soprattutto per la differenza di valori tra le monoposto che raramente (ci auguriamo il contrario) battaglieranno, ma il duello è aperto, si riproporrà non appena capiterà l’occasione.
Una Formula 1 che piace, comunque, dove viene fuori il carattere (giusto o sbagliato) di fronte ad aspetti spesso ovattati.
Diverso (e non potrebbe essere altrimenti) il parere di Toto Wolff, che ha mandato un avvertimento al giovane pilota: “Oggi è più vicino alla Clio Cup che alla Mercedes”.
Perfetto assist-social di un curioso siparietto dove la stessa Renault, col tweet “Non ti preoccupare Mercedes, paghiamo noi” ha invitato Russell alla prossima tappa allegando un modello pre-compilato.
Ad ogni modo, nelle scorse ore sono arrivate le scuse di Russell, che a mente serena (o forse dopo una telefonata di Toto?) ha capito il gesto sopra le righe.
L’episodio ne richiama molti altri del passato, dove piloti venuti a contatto hanno preferito un immediato chiarimento ravvicinato; l’episodio del 2018 era solo l’ultimo della serie, quando Verstappen dopo il Gran Premio del Brasile, durante le operazioni di peso, spintonò Ocon per un’incidente mentre lui era doppiato e l’olandese in testa, ma come non dimenticare quello tra Piquet e Salazar nel Gp di Germania 1982, Senna-Irvine a Suzuka nel 1993, l’incontro “molto” ravvicinato Schumacher-Coulthard a Spa-Francorchamps del 1998 e poi lo stesso tedesco con Sato sempre in Belgio nel 2005, Fisichella-Villenueve al Gp d’Europa 2006, lo screzio in diretta televisiva Alonso-Massa prima di salire sul podio del Gp d’Europa del 2007, Trulli-Sutil nel Gp del Brasile 2009, Vettel-Webber entrambi compagni di squadra RedBull in Malesia nel 2013, Vettel-Kvyat in Cina nel 2016 e Vettel-Hamilton a Baku nel 2017.

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Andrea La Rosa

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