Cosa ricordare (e dimenticare) del 2017

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Ultime ore di questo anno solare; val la pena ricordare quanto accaduto nel mondo dello sport.
Innanzitutto, cosa ricordare di questo 2017.
Nel calcio abbiamo assistito al sesto, strepitoso scudetto consecutivo della Juventus, così come al suo ennesimo vano assalto alla Champions League. Ma non c’è solo chi vince, quindi è impossibile non ricordare la miracolosa salvezza del Crotone e la promozione in Serie A della Spal, dopo cinquant’anni di assenza. Infine, il 2017 ha segnato l’introduzione della VAR, tanto contestata ogni settimana ma infinitamente utile a non restituirci risultati falsati.
In tema di motori, ricorderemo nell’automobilismo la lotta al titolo tra Hamilton e Vettel, con una Ferrari sconfitta ma finalmente competitiva come non accadeva da molti anni; nel motociclismo invece come non citare il duello tra Marquez e Dovizioso, dove l’italiano della Ducati ha sfiorato un titolo nemmeno pronosticabile ad inizio stagione.
Nel basket, per la Reyer Venezia è stata un’annata da incorniciare, per lo scudetto conquistato ai danni di Trento dopo una finale al cardiopalma. In campo femminile, Lucca ha rotto l’egemonia di Schio.
Nel volley maschile la più forte è sempre Macerata, mentre al femminile è stata la prima volta di Novara.
Nella pallanuoto maschile continua il dominio della Pro-Recco, al femminile gloria per Padova; rimanendo in vasca, indimenticabili gli ori ai Mondiali di Budapest del duo Famini-Minisini nel nuoto sincronizzato, Pellegrini nei 200 stile libero, Detti negli 800 stile libero e Paltrinieri nei 1500 stile libero.
Nel tennis maschile il 2017 è stato l’anno della “Restaurazione”, con Federer e Nadal nuovamente dominatori degli appuntamenti importanti, due Slam a testa, grazie anche alla latitanza pressoché totale dei loro più accreditati (e giovani) rivali, Djokovic e Murray. Tutto il contrario al femminile, dove la maternità di Serena Williams, vincitrice dello Slam d’apertura in Australia, ha lasciato campo libero a nomi nuovi, come Ostapenko, Muguruza e soprattutto Sloane Stephens, sorprendente campionessa agli Us Open.

Al di là dell’Atlantico, abbiamo avuto conferme e storiche prime volte, ma in generale possiamo dire che il 2017 è stata una “buona annata” per lo sport Usa. Nel football NFL abbiamo avuto il Super Bowl più emozionante di tutti i tempi, vinto dai New England Patriots di Tom Brady dopo una rimonta pazzesca ai danni dei malcapitati Atlanta Falcons. Nel basket altra conferma, ma decisamente meno palpitante, con i Golden State Warriors che bissano il titolo del 2015 dominando in lungo e largo la stagione dopo la brutale delusione patita nel 2016 per mano dei Cavs di James. Altra dinastia nell’hockey NHL, con i Pittsburgh Penguins che bissano la Stanley Cup dell’anno precedente: finale quasi a senso unico contro i Nashville Predators, ma playoff che ci hanno regalato una delle serie più appassionanti di sempre, quella vinta 4-2 da Washington su Toronto. Infine, il baseball: anche qui un grande 2017, capace di regalare agli Houston Astros il primo titolo della loro storia, titolo quanto mai meritato viste le vittorie in sette gare sugli Yankees e quella nelle World Series sui Dodgers, finale impreziosita da due autentiche gemme come le leggendarie gare 2 e 5, certamente da collocare tra le più belle di tutti i tempi.

Nella casella delle cose da dimenticare c’è solo un fatto, ma talmente grave e amaro da bastare per tutto l’anno: la mancata qualificazione della nazionale italiana di calcio ai prossimi Mondiali di Russia. Speriamo solo sia un istruttivo bagno di umiltà da cui ripartire.

Abbiamo purtroppo salutato anche campioni del calibro di John Surtees, Jana Novotna, Michele Scarponi , Nicky Hayden, Angel Nieto e il grande coach Paolo De Crescenzo.
In ultimo, è d’obbligo il saluto a Paolo Villaggio, o al Rag. Ugo Fantozzi se preferite, che atleta non era ma che ha trovato con il suo genio il modo di farci ridere anche dello sport.

Gianluca Puzzo & Andrea La Rosa

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Gianluca Puzzo

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