Daniele Baselli

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Daniele BaselliAppare quantomeno curioso che io debba parlare di un ragazzo che la settimana prossima potrà purgare la mia Roma ormai allo sbando e al tempo stesso una giovane promessa che proviene da quel vivaio orobico che ammiro in maniera sconsiderata e che come una mannaia ha troncato di netto la testa domenica scorsa alla mia squadra: parliamo di Daniele Baselli da Gottolengo, provincia di Brescia.
Esordio in Serie A il 1°settembre 2013 subentrando alla mezz’ora della ripresa a Jack Bonaventura, in Atalanta-Torino 2-0, in precedenza la trafila svolta nelle giovanili nella Dea, poi il prestito al Cittadella e le prime esperienze in Serie B.
Nell’estate del 2013, il ritorno alla base, a Bergamo, per l’inizio di una carriera che molti prevedono come ricca di soddisfazioni. Nelle due stagioni atalantine, in Serie A, Baselli raccoglie cinquanta presenze con due gol, agli ordini di Colantuono e Reja.
Nonostante la giovane età Baselli è un calciatore piuttosto maturo, fisicamente non ancora pronto, che si fa apprezzare per le sue doti da centrocampista di costruzione, abile nel giocare davanti alla difesa. Sarà l’esperto Reja, sulla panchina bergamasca, ad aprire gli occhi a molti sulle capacità del centrocampista bresciano e sarà lo stesso tecnico a far scoprire a tutti le sue capacità in fase offensiva.
Quel ragazzo alto e filiforme come un gambo di sedano non è un regista, non è quindi il clone di Cigarini bensì una mezzala con notevoli doti di inserimento. Così, sul finire della stagione scorsa, arrivano due reti: una contro il Palermo, una contro il Milan, condite da prestazioni sempre più convincenti.
Il trasferimento al Toro, appare la scelta più saggia, e l’incontro con Ventura sarà fondamentale per la crescita esponenziale: lo schiera sempre titolare su nove partite (due le salta per infortunio): agisce da mezzala, sia a sinistra che a destra, in un centrocampo a cinque.
A Bergamo gli imputavano di essere poco cattivo, quando arriva a Torino bisogna sfruttare i suoi inserimenti, il suo tiro, la sua visione di gioco al servizio dei compagni, il tutto in una posizione di campo più vicina possibile alla rete avversaria.
I numeri parlano chiaro in 8 partite, 4 reti di pregevole fattura tra campionato (più 1 in Coppa Italia), ottime prestazioni, tanta qualità e numeri che lo portano ai primi posti delle classifiche di rendimento della Serie A.
Con la Fiorentina, alla seconda di campionato, Baselli si rende protagonista in fascia di un gioco di prestigio saltando tre avversari: forza, caparbietà e classe, un contrasto, un altro contrasto e palla servita ad un compagno, la difesa viola la rinvia in maniera sbilenca e Baselli, ai 30 metri, si ritrova il pallone tra i piedi: elegante stop di destro, scavetto sotto per eludere Borja Valero e Pepito Rossi, coordinazione perfetta dai venticinque metri e tiro secco, imparabile, alla destra di Tatarusanu.
Contro il Milan prima sfiora il pari (sinistro dalla distanza a lato di un soffio) e poi pareggia i conti con un colpo mancino che sorprende Diego Lopez sul proprio palo. Questo goal è il tipo di giocata che Ventura gli chiede: inserimento verso la porta avversaria e tiro.
Baselli viene paragonato a Eriksen, classe 1992. Se proprio devo trovare un termine di paragone per Daniele Baselli, allora scelgo il numero 23 del Totthenam, Eriksen, suo coetaneo, non un giocatore a caso ma uno definito il miglior calciatore della classe successiva al 1991. Entrambi sono centrocampisti moderni in grado di svolgere le due fasi, entrambi sono tecnici e terribilmente belli da vedere, entrambi non hanno ancora dimostrato tutto il loro potenziale ma quando ne mostrano anche solo qualche sprazzo, si accendono i riflettori e si illuminano soprattutto gli occhi degli appassionati.
Nell’augurarmi che il Torino e Daniele dormano sonni tranquilli contro la Roma nel prossimo turno di campionato, vedo il futuro appartenere a Baselli, Torino è un punto di partenza, per un talento che potrà spiccare il volo come Darmian ed avvicinarsi ai fasti di Eriksen senza perdersi nella fragilità psicologica che ha colpito Cerci e Immobile.

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Alessandro Lista

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