F1 ’19: alla scoperta delle origini

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Breve viaggio alla scoperta delle origini dei team che partecipano al Mondiale 2019 di Formula 1; tranne Ferrari, McLaren e Williams, tutte le altre nascono dalle ceneri di storiche scuderie del passato.

Brawn GP del 2009, erede della Honda poi sostituita dalla Mercedes

Tolte Ferrari, McLaren e Williams, rispettivamente in Formula 1 dal 1950, 1966 e 1977, tutti gli altri team affondano le proprie origini su altre squadre precedenti.
Partiamo dalla neonata Alfa Romeo Racing, l’anno scorso nelle vesti di Alfa Romeo Sauber.
La Sauber, intesa come team del fondatore svizzero Peter Sauber, dopo la prima parentesi di tredici campionati (1993-2006), diventò Bmw Sauber, salvo ritornare alle origini nel 2010 fino al 2017, quando iniziò l’importante partnership con Alfa Romeo.
Interessanti per la serie di alternanze le radici dell’attuale Renault, partite dal 1981 con la Toleman, poi Benetton dal 1985 al 2002 di cui è opportuno ricordare i due titoli piloti vinti da Michael Schumacher (’94-’95) e quello costruttori (’95), poi Renault dal 2002 al 2011 con i due mondiali di Fernando Alonso (2005-2006) ed altrettanti titoli costruttori, successivamente Lotus dal 2012 al 2015, fino dell’ultimo rientro.

Riguardo all’attuale Racing Point, il team pone le basi sulla storia della Jordan (1991-2005), poi divenuta Midland nel 2006, Spiker nel 2007, ed infine Force India dal 2008.
Le vicissitudini economiche a metà dello scorso campionato, che hanno visto il padre del pilota canadese Lance Stroll prendere il controllo del team assieme ad un consorzio canadese, ci riportano all’attualità.
La Red Bull, in F1 dal 2005, nasce da un primo percorso della Stewart iniziato nel 1997, poi continuato dalla Jaguar dal 2000.
Percorso parallelo per la sorella minore Toro Rosso, che nel 2006 acquistò la Minardi, presente in F1 dal 1985, mantenendo di fatto la sede italiana di Faenza e “giocando” con la traduzione italiana della bevanda nel nominativo del team. Discorso a parte per le origini della Haas, nata nel 2013 quando l’imprenditore Gene Haas si candidò all’appello per l’introduzione di nuove scuderie, facendo leva sui telai Dallara e sulla collaborazione Ferrari nella

Minardi 2005, poi Toro Rosso
Jordan 199, terza nel ’99

fornitura di power-unit.
Dulcis in fundo il percorso della Mercedes, ritornata in F1 nel 2010 ed autentica dominatrice dalla storia più recente. Partiamo da lontano. Dal 1971 al 1998 vi è il capitolo della Tyrrel, poi divenuta Bar (British American Racing) dal 1999 al 2005 con un secondo posto tra i costruttori nel campionato 2004, successivamente Honda

Team Racing dal 2006 al 2008. Qui avviene il miracolo della Brawn Gp che, acquistata alla cifra simbolica di una sterlina da Ross Brawn (già ex team manager Ferrari) vince il campionato 2009, diventando l’unica squadra nella storia della F1 a conquistare sia il titolo piloti (Jenson Button) che costruttori all’esordio e nell’unico anno di vita.

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Andrea La Rosa

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