F1 ’20: col pensiero a Hubert

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Nel Gran Premio del Belgio oltre a quanto visto in pista, è stato inevitabilmente forte il ricordo Anthione Hubert, pilota di GP2 scomparso un anno fa.

P. Gasly depone dei fiori nel luogo della tragedia

Del weekend belga vogliamo inizialmente tralasciare il risultato, nel ricordo di Anthoine Hubert, nonostante sembri trascorsa un’apparente eternità da quel 31 agosto 2019, visto come e quanto è cambiato questo sport a causa della pandemia.
Campione del mondo in GP3 nel 2018, sul circuito belga di SPA Hubert trovò la morte nella sfortunata e terribile carambola del Raidillon, facendo capire (insieme a Jules Bianchi) quanto, nonostante gli enormi passi avanti in materia di sicurezza, le misure non siano ancora sufficienti.
A distanza di un anno non lo dimenticano gli sportivi, le persone del luogo e gli addetti ai lavori, figuriamoci i compagni di avventura, soprattutto quelli che oggi sono approdati in F1, mentre non sapremo mai se Hubert c’è l’avrebbe fatta.
Di quell’incidente ci piace ricordare come Juan Manuel Correa, altro pilota coinvolto nell’incidente, con grande motivazione fisica ed emotiva, continui la sua dura riabilitazione dopo aver evitato non solo la morte ma (nella migliore delle ipotesi) l’amputazione di una parte della gamba destra, oggi più corta di sei centimetri dopo svariati interventi chirurgici.
In questo caso, qualcuno potrebbe tirare in ballo “la potenza del dio denaro”, ma preferiamo la bella e toccante immagine di Pierre Gasly (e lo stesso Correa sulla sedia a rotelle) in preghiera nel luogo della tragedia, che per un attimo ci fa pensare che in fondo sono dei ragazzi come gli altri, sicuramente senza problemi economici, cresciuti insieme ma ognuno col proprio destino.
Giovani piloti al centro dell’attenzione, nel lusso tra onori ed oneri, nella bocca dei leoni social anche quando le cose vanno bene, nemmeno grandi a sufficienza per affezionarsi ai loro luoghi a costo di inseguire la massima aspirazione della F1, passando obbligatoriamente dall’Academy di un importante costruttore.
Chissà se qualcuno di loro, davanti a questa tragica fatalità o al termine della carriera, non rinneghi la gloria.
Possiamo immaginarlo ma non saperlo; chi viaggia ad oltre 300km/h lo fa soprattutto seguendo il sangue nelle vene, a maggior ragione sulle due ruote, lo sa bene Valentino Rossi letteralmente miracolato nel recente Gran Premio d’Austria, che nonostante i suoi 41 anni, ed una carriera da leggenda, di smettere non vuole proprio saperne.
In pista tutti i team delle categorie impegnati nel weekend (F1, GP2 e GP3) hanno riportato sulle rispettive monoposto un logo speciale per
ricordare il pilota scomparso, caratterizzato dalle sue iniziali,

il suo numero ed una stella elemento che caratterizzava il design del suo casco. Passando agli argomenti della pista, la Mercedes, nonostante stia dominando il campionato, guarda già avanti, sperimentando delle novità sul fondo della monoposto vicino alle gomme posteriori, probabile soluzione per compensare la perdita di carico dovuta alla modifica regolamentare che interesserà quell’area nella prossima stagione, visto che si continuerà a correre con le gomme del 2019.
La gara è stata condotta senza problemi, tranne nella parte finale per la gestione delle gomme, una passerella che ha reso tutto tremendamente noioso.
Come già visto nel corso dell’attuale stagione, ha fatto il possibile la RedBull con Verstappen sul podio e Albon sesto.
La McLaren sale in terza posizione tra i costruttori, sfortunatissimo Sainz nemmeno sulla griglia di partenza per un problema durante il giro di schieramento.
Il team di Woking, in una delle sessioni di prove libere, ha provato per la prima volta in assoluto il nuovo fondo “tagliato” verso le gomme posteriori che vedremo in pista la prossima stagione, mostrando indirettamente una linea guida verso il processo di risalita.
Passo indietro per la Racing Point (nono Stroll – decimo Perez), mentre la Renault dopo l’ottima qualifica di Ricciardo in seconda fila (ultima volta nel Gp del Canada ’19), conclude un Gran Premio da terza forza, facendo un balzo nella classifica costruttori, accorciando sensibilmente sulla Ferrari che ha vissuto un weekend avvilente.
Crisi senza fine per le Rosse, con un venerdì da incubo nelle ultime posizioni, unico team tra quelli in pista a non migliorare i tempi della passata stagione. Peggio ancora il sabato mattina, con Vettel addirittura ultimo, poi settima fila in qualifica.
All’inizio del Gran Premio, quando conta il pilota, Leclerc ha infiammato mettendoci piede, cuore e anima recuperando cinque posizioni in un giro e mezzo, poi è arrivato inesorabile l’arretramento nelle posizioni dovuto alle prestazioni scadenti della macchina. Serve uno scossone, che subentra nel caso di un piano B: esiste? Serve una verità, anche per i tifosi.
Continua la striscia positiva dell’Alpha Tauri sempre a punti nel corso del campionato, in Alfa Romeo ha corso una grande gara Raikkonen che avrebbe meritato la zona punti, paura per Giovinazzi fortunatamente incolume (insieme a Russell) dopo un incidente, nelle retrovie la gara di Haas e Williams. Ora trasferimento in Italia per il doppio appuntamento di Monza (6/9) e successivamente Gran Premio della Toscana Ferrari 1000 previsto al Mugello il 13 settembre.

Classifica Piloti

1.Hamilton (Mercedes) 157pt
2.Verstappen (RedBull) 110pt
3.Bottas (Mercedes) 107pt
4.Albon (RedBull) 48pt
5.Leclerc (Ferrari) 45pt
6.Norris (McLaren) 45pt
7.Stroll (Racing Point) 42pt
8.Perez (Racing Point) 33pt*
9.Ricciardo (Renault) 33pt
10.Ocon (Renault) 26pt
11.Sainz (McLaren) 23pt
12.Gasly (Alpha Tauri) 18pt
13.Vettel (Ferrari) 16pt
14. Hulkenberg (R. Point) 6pt**
15.Giovinazzi (Alfa Romeo) 2pt
16.Kvyat (Alpha Tauri) 2pt
17.Magnussen (Haas) 1pt

* 5 Gp disputati
** 2 Gp disputati

Classifica Costruttori

1.Mercedes 264pt
2.RedBull 158pt
3.McLaren 68pt
4.Racing Point 66pt*
5.Ferrari 61pt
6.Renault 59pt
7.Alpha Tauri 20pt
8.Alfa Romeo 2pt
9.Haas 1pt

* 15pt di penalità

Autore

Andrea La Rosa

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