F1 ’20: Cose turche

F

Lewis Hamilton chiude i conti conquistando il settimo titolo della sua carriera, eguagliando il record di Michael Schumacher. Tanti gli argomenti, tra cui i problemi di aderenza al nuovo asfalto lamentati da tutti i piloti.

Copertina celebrativa per il settimo titolo di Hamilton @Mercedes-AMG PETRONAS

È indubbio che i record siano fatti per essere eguagliati o meglio battuti, certamente viene un po’ di nostalgia sportiva quando toccano il periodo Ferrari-Schumacher.
Se oggi i piloti di F1 disponessero ciascuno di questa Mercedes, è altrettanto chiaro che non farebbero molta fatica a stare davanti, ma va dato atto che in questi anni Hamilton è stato la punta di diamante di un team formidabile mai sazio e sempre avanti verso nuovi obiettivi.
Risulta sempre difficile fare paragoni nella F1, non c’è dubbio che il team sia stato di fondamentale importanza, basta guardare la gestione anche dei recenti anni quando la Ferrari era e doveva essere in grado di battagliare fino all’ultima gara.
È il motivo per cui in questo difficile 2020 e davanti ad un campionato già scritto dopo le prime gare, sembra difficile puntare il dito su qualcuno dopo quanto accaduto nel Gran Premio della Turchia.
Potremmo parlare di prestazioni alterate per colpa del nuovo asfalto posato solamente poche settimane prima dell’evento, tanto da far circolare delle automobili stradali per gommare la pista, oltre alla decisione di portare le mescole di gomme più dure tra quelle a disposizione, ma per lo spettacolo abbiamo visto una gara fondamentale (pioggia inclusa), con Hamilton ancora una volta capace di gestire la gomma per oltre cinquanta giri, decidendo di non rientrare ai box nelle ultime tornate, nonostante avesse il margine sul secondo per farlo, temendo una foratura per le forti vibrazioni. Se oggi la F1 è diventata talmente scontata e noiosa nelle posizioni di vertice, è merito dello strapotere della Mercedes e la forza di Lewis Hamilton, che ad Istanbul ha celebrato nel migliore dei modi, come un marchio di fabbrica, l’ennesima vittoria frutto di calma, talento ed esperienza oltre che della sua capacità di lettura e gestione della variabili di gara, con la sensibilità di guida verso questa Mercedes. Basti guardare i tanti problemi di Bottas ed il suo risultato addirittura fuori dalla zona punti. Il risultato della RedBull, che qui ha celebrato la speciale ricorrenza del 300° Gran Premio della sua storia, non premia il valore messo in pista (sesto Verstappen – settimo Albon), con

l’olandese spesso nervoso che non capitalizza un risultato migliore. Come per le tappe ciclistiche di montagna, dietro i primi due team c’è stato uno scossone.
Il terzo posto della classifica costruttori adesso è occupato dalla Racing Point, per un risultato che dopo le qualifiche e metà gara poteva essere ancora più lusinghiero.
Secondo al traguardo, Sergio Perez ha resistito all’ultimo attacco di Leclerc, concludendo la gara come Hamilton con una sola sosta, mentre c’è amarezza per il risultato di Stroll, inizialmente in testa dopo essere partito dalla pole come nella storia della F1 era successo solo ad altri due piloti canadesi, Gilles e Jacques Villenueve.
Nella seconda fase della gara la pista è andata progressivamente asciugandosi, così tra le soluzioni c’erano quelle di montare un nuovo set d’intermedie oppure restare con le stesse gomme (come fatto per Perez) che andavano consumandosi in una pista comunque con pochissima aderenza.
Nel caso di Stroll (figlio del fondatore) la scelta del cambio gomme si è rivelata fatale, poi chissà che la mancanza di concentrazione non abbia influito nell’incredibile arretramento fino al nono posto finale.
Contiene i danni la McLaren, con Sainz e Norris rispettivamente in quinta e ottava posizione al traguardo, nonostante una partenza arretrata per penalità inflitta durante il weekend, peggio la Renault con un solo punto in virtù del decimo posto di Ricciardo.
Importante soddisfazione per la Ferrari, perché alle desolanti qualifiche si è contrapposto il migliore risultato della stagione, con Vettel autore di una gara superlativa in un sussulto d’orgoglio, per la prima volta quest’anno sul podio, oltre alla quarta posizione di Leclerc che magari con meno foga avrebbe avuto il secondo posto alla sua portata. Le strategie sono state perfette, per una somma di punti che dopo la bandiera a scacchi, permette di guardare a qualche posizione più alto, motivando il team nel chiudere al meglio il campionato.
Fuori dalla zona punti l’Alha Tauri (prima volta nel 2020), l’Alfa Romeo (festa Sauber per il Gp n.500 della storia), Haas e Williams.
Ora trasferimento al Bahrain Internationl Circuit, dove il 15 novembre si correrà il Gp del Bahrain e sette giorni dopo il Gp di Sakhir.

Classifica Piloti

1.Hamilton (Mercedes) 307pt
2.Bottas (Mercedes) 197pt
3.Verstappen (RedBull) 170pt
4.Perez (Racing Point) 100pt**
5.Leclerc (Ferrari) 97pt
6.Ricciardo (Renault) 96pt
7.Sainz (McLaren) 75pt
8.Norris (McLaren) 74pt
9.Albon (RedBull) 70pt
10.Gasly (Alpha Tauri) 63pt
11.Stroll (Racing Point) 59pt*
12.Ocon (Renault) 40p
13.Vettel (Ferrari) 33pt
14.Kvyat (Alpha Tauri) 26pt
15.Hulkenberg (R. Point) 10pt***
16.Raikkonen (Alfa Romeo) 4pt
17.Giovinazzi (Alfa Romeo) 4pt
18.Grosjean (Haas) 2pt
18.Magnussen (Haas) 1pt
19.Latifi (Williams) 0pt
20.Russell (Williams) 0pt

* 13 Gp disputati
** 12 Gp disputati
*** 3 Gp disputati

Classifica Costruttori

1.Mercedes 504pt
2.RedBull 240pt
3.Racing Point 154pt*
4.McLaren 149pt
5.Renault 136pt
6.Ferrari 130pt
7.Alpha Tauri 89pt
8.Alfa Romeo 8pt
9.Haas 3pt
10.Williams 0pt

* 15pt di penalità

Autore

Andrea La Rosa

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