F1 ’20: otto, nel destino

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Le misure di sicurezza progressivamente imposte nella realizzazione della monoposto (e non solo) hanno salvato il pilota della Haas Grosjean. Per il resto una gara con in palio solo premi di consolazione.

I soccorsi al miracolato Grosjean uscito dall’abitacolo in fiamme

Senza le rigide misure di sicurezza che oggi vengono imposte ai team nei crash test, così come la preparazione fisica dei piloti, oggi avremmo rischiato di raccontare una storia diversa.
Romain Grosjean, che tra l’altro l’anno prossimo non sarà in F1, potrà raccontare la sua terribile avventura grazie ai passi avanti nella sicurezza dopo i passati incidenti nella storia della F1. L’introduzione dello Halo a protezione della testa sopra l’abitacolo, il sistema Hans che funziona come delle cinture di sicurezza nella zona del collo, ma anche la rapidità dei riflessi del pilota insieme a quella dei commissari, sono stati determinanti per la sua sopravvivenza, un grande spavento rimasto tale.
Era dal Gran Premio d’Argentina 1996 che non si vedeva una monoposto avvolta dalle fiamme (Diniz su Ligier), peggiore fu lo spavento di Jos Verstappen in Germania nel 1994 quando durante il pit-stop nel rabbocco di benzina quest’ultima fuoriuscì avvolgendo di fiamme la Benetton; a Grosjean è andato peggio per l’impatto e l’incastro tra le lamiere del guard-rail, dopo il quale è rimasto fortunatamente lucido e cosciente.
Inevitabilmente si discuterà se la presenza della ghiaia abbia rallentato la velocità, quanto l’angolo di direzione del guard-rail abbia inciso sulla dinamica dell’impatto, si andrà comunque avanti a dimostrazione di quanto il mestiere del pilota resta pericoloso e imprevedibile.
Otto, il numero sul muso della Haas come i secondi per rimanere lucidi dentro quella palla di fuoco, utili per slacciare le cinture, superare la paura, togliere il volante e saltare fuori dall’abitacolo.
Otto, il numero del suo destino.
Per il resto, perché obiettivamente tale è di fronte al miracolo, con titoli piloti e costruttori già assegnati è andato in scena un Gran Premio dai risultati finali utili a migliorare le classifiche, in un campionato quasi ai titoli di coda tra piloti prossimi ai saluti o con le valigie in mano.
Il solito Hamilton oltre alla pole n. 98 ha vinto con merito, di contro Bottas ha corso una gara deludente, penalizzato da una sosta anticipata dovuta ad una foratura, confermando il trend fatto di alti e bassi, alternando importanti prestazioni in qualifica con successive prestazioni insufficienti (pessima partenza), con Verstappen adesso vicino alla seconda posizione nella classifica piloti.

Sale sul podio Albon, in un weekend iniziato male con un incidente che ha semidistrutto la sua monoposto durante la seconda sessione di prove libere. Basterà per confermare il sedile nel 2021?
Un po’ meno di consolazione è il confronto per la terza posizione nella classifica costruttori che al termine del campionato produrrà ai team importanti premi economici.
Grande balzo della McLaren, con entrambi i piloti autori di un’importante rimonta rispetto alle posizioni di qualifica, che approfitta del passaggio a vuoto della Racing Point, sfortunata nell’incidente di Stroll dopo la seconda partenza ed i problemi di affidabilità nella monoposto di Perez a pochi giri dal termine quando si trovava virtualmente sul podio; muove la classifica la Renault (settimo Ocon – nono Ricciardo).
Dopo il positivo risultato della Turchia, la Ferrari è ritornata alla dimensione che spesso abbiamo visto durante questo campionato, e siccome i numeri non rappresentano un’opinione, il +1”271 rispetto al tempo in qualifica registrato l’anno scorso rappresenta il valore del mezzo avuto a disposizione dei piloti. Praticamente la penultima monoposto come progressione (in questo caso peggioramento) rispetto al 2019, dietro all’Alfa Romeo + 0”469 e davanti alla sola Haas + 1”359, entrambe spinte dalla power-unit Ferrari a dimostrazione di un chiaro deficit di cavalli, ma questa è una vicenda che abbiamo già raccontato più volte.
La trama della gara è stata quella già vista in precedenza sui circuiti veloci, dove ad una grande partenza (di Leclerc) ha fatto seguito il passo del gambero.
Fuori dalla zona punti Vettel, polemico in team radio per un sorpasso azzardato subito da Leclerc nel secondo via, poi un testa coda e mai in corsa per la top-ten.
Il team di Maranello guarda anche alla F2, dove nella lotta per il titolo di categoria sono protagonisti due membri della dell’Accademy in odore di promozione di F1 che si deciderà nel prossimo appuntamento, Mick Schumacher in vantaggio di 14 punti su Callum Illot.
Ritorna in zona punti l’Alpha Tauri, non cambia la classifica costruttori di Alfa Romeo, Haas e Williams.
Si resta al Bahrain Internationl Circuit, dove tra pochi giorni si correrà il Gran Premio di Sakhir su un layout diverso.

Classifica Piloti

1.Hamilton (Mercedes) 332pt
2.Bottas (Mercedes) 201pt
3.Verstappen (RedBull) 189pt
4.Ricciardo (Renault) 102pt
5.Perez (Racing Point) 100pt**
6.Leclerc (Ferrari) 98pt
7.Norris (McLaren) 86pt
8.Sainz (McLaren) 85pt
9.Albon (RedBull) 85pt
10.Gasly (Alpha Tauri) 71pt
11.Stroll (Racing Point) 59pt*
12.Ocon (Renault) 42p
13.Vettel (Ferrari) 33pt
14.Kvyat (Alpha Tauri) 26pt
15.Hulkenberg (R. Point) 10pt***
16.Raikkonen (Alfa Romeo) 4pt
17.Giovinazzi (Alfa Romeo) 4pt
18.Grosjean (Haas) 2pt
18.Magnussen (Haas) 1pt
19.Latifi (Williams) 0pt
20.Russell (Williams) 0pt

* 14 Gp disputati
** 13 Gp disputati
*** 3 Gp disputati

Classifica Costruttori

1.Mercedes 533pt
2.RedBull 274pt
3.McLaren 171pt
4.Racing Point 154pt*
5.Renault 144pt
6.Ferrari 131pt
7.Alpha Tauri 97pt
8.Alfa Romeo 8pt
9.Haas 3pt
10.Williams 0pt

* 15pt di penalità

Autore

Andrea La Rosa

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Andrea La Rosa

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