F1 ’21: anteprima Zandvoort

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Senza soste il calendario di Formula 1 che dal Belgio si sposta verso la vicina Olanda sul rinnovato circuito di Zandvoort. L’attesa è durata un anno in più rispetto al previsto, considerato che l’evento già inserito nel calendario 2020, venne annullato per i fatti della pandemia.

Tutto pronto a Zandvoort che torna in Formula 1 dopo la presenza in calendario fin dagli anni ’50, ed una assenza che durava dal 1985 quando vinse Niki Lauda a bordo della McLaren.
Le statistiche ci consentono un salto nel passato della storia della Formula 1 che oggi guarda al presente di quel nome che domenica pomeriggio, sarà scritto nell’albo d’oro insieme a grandi campioni.
E’ Jim Clark a detenere il record di vittorie (4) seguito da Jackie Stewart e Niki Lauda (3), maggior numero di pole per Renè Arnoux (3) davanti ad Alberto Ascari, Graham Hill, Jochen Rindt, Ronnie Peterson, Niki Lauda, Mario Andretti, Alain Prost e Nelson Piquet (2).
Rinnovatissimo il circuito, e non poteva essere altrimenti vista la lunghissima assenza per rispettare le norme di sicurezza, dove tra le modifiche è stata inserita la Hugenholtzbocht, curva sopraelevata dove si potrà sfruttare la pendenza per uscire con velocità superiore.
Un ritorno indubbiamente legato alla spinta delle ambizioni e la giovane età in prospettiva futura di Max Verstappen, col pubblico che finalmente potrà vedere da vicino il proprio beniamino.
Tra gli spalti purtroppo, non ci sarà il pienone inizialmente previsto che avrebbe colorato di arancione ciascun posto disponibile, infatti nelle ultime settimane gli organizzatori attenendosi alle nuove disposizioni del governo olandese sono stati costretti a limitare l’accesso di pubblico.

Inevitabile tornare su quanto accaduto pochi giorni addietro a Spa-Francorchamps, gestione che ha scontentato una larga platea di partecipanti e appassionati.
Se da una parte ci sono coloro che giustificano come si sia fatto il possibile per correre, dall’altra si critica aspramente la decisione di effettuare pochi giri per convalidare una gara che comunque ha assegnato punti i quali chissà, potrebbero avere un peso alla fine di un campionato dove nonostante gli aggiornamenti continui al calendario (le gare sono passate da 23 a 22), obiettivamente non è certo si possano affrontare alcune tappe soprattutto quelle sudamericane.
I malpensanti credono che la vittoria di Verstappen pareggi in un certo modo l’incidente di Silverstone, ma a vincere è stato soprattutto il pubblico, rimasto molte ore sotto la pioggia dopo aver pagato onerosi biglietti per vedere correre il Gran Premio più corto della storia dietro la safety-car.
Da parte nostra più volte nel corso di questi anni, abbiamo evidenziato le virtù dei passi avanti della sicurezza e come i piloti pur essendo cavalieri del pericolo non possano essere dei kamikaze, ricordando ad

esempio quanto successo a Jules Bianchi a Suzuka nel 2014, resta comunque il punto di domanda sulle modalità secondo cui l’attuale F1 che vive in tempo reale il meteo, poteva affrontare la situazione.
Non gareggiare (rimborso economico di tutti i presenti?) o percorrere più giri dietro la safety-car (dare la sensazione di avere fatto il possibile)?
Tra l’altro un mistero aggiunto, è stato quello che dai monitor risultava completato un solo giro con le vetture rientrate nel corso del secondo giro, nel quale compariva zero punti per tutti i piloti.
Un disagio a tutto tondo dove qualcosa nel regolamento andrà cambiato, dispiace non aver visto durante quella lunga attesa, nessun pilota discutere reciprocamente sul da farsi e prendere una decisione univoca per tutti, al di là relativamente al pensiero dei team e direzione corsa.
Se qualcuno pensava che l’acqua di Spa avesse raffreddato il duello al vertice ha sbagliato di grosso, visto l’ultimo reclamo o meglio richiesta di chiarimento presentata della Red Bull circa il plenum della power-unit nei confronti della Mercedes, relativo all’eventualità tramite un sensore nel riuscire a sfruttare aria più fresca rispetto al consentito così da avere una maggiore potenza nella fase di accelerazione.
Ad ogni modo a Zandvoort vedremo l’ennesima atto tra Hamilton e Verstappen distanti solamente tre punti, l’ormai consilidata lotta per il terzo posto costruttori tra McLaren e Ferrari, quello di centro gruppo tra Alpine, Alpha Tauri e Aston Martin, mentre in virtù del risultato in Belgio respira la Williams con una grande balzo in avanti rispetto all’Alfa Romeo, infine la Haas che guarda al 2022.

E’ notizia di poche ore addietro quella del ritiro a fine campionato di Kimi Raikkonen che indirettamente, lasciando libero il sedile, rappresenta un tassello importante per il mercato piloti proprio per quei team come l’Alfa Romeo, che non hanno ancora ufficializzato i piloti 2022.
Mancherà e non poco il filandese, unico nella sua personalità fuori dagli schemi, non a caso soprannominato da sempre ice-man, amato soprattutto dai ferraristi anche per essere stato l’ultimo pilota nel 2007 a vincere il mondiale con la rossa.

Il programma del weekend.
Venerdì 3 settembre
(I sessione di prove libere – ore 11;30)
(II sessione di prove libere – ore 15;00)

Sabato 4 settembre
(III sessione di prove libere – ore 12;00)
(Qualifiche – ore 15;00)
Domenica 5 settembre
(Gara – ore 15;00)

Autore

Andrea La Rosa

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