F1 ’21: carte scoperte

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Il commento a conclusione del primo weekend di gara dove tutti i team dopo i test, hanno scoperto il loro attuale valore. Sullo sfondo di eventuali nuove formule di gara che potrebbero esordire già nell’attuale stagione.

Hamilton vincitore del Gp Bahrain

L’inizio del campionato di Formula 1 rappresenta un forte segnale per tutti coloro (appassionati e non) che si ritrovano stanchi ed appesantiti dalle notizie relative alla pandemia. Un pretesto utile per rivolgere qualche minuto di attenzione verso un argomento più leggero.
In Bahrein è scattato il primo semaforo verde di una stagione in cui sarà oggettivamente difficile che tutte le gare previste vengano disputate, così com’è difficile prevedere l’evoluzione sanitaria; ma l’importante era cominciare, e così è stato.
Un messaggio di fiducia e speranza dalla F1, quindi, anche in previsione dei prossimi eventi sportivi, tra tutti il campionato europeo di calcio e le Olimpiadi, e pazienza se ancora per qualche tempo saremo costretto a limitazioni come la mancanza dei tifosi sulle tribune.

Una Formula 1 mai statica che studia la possibilità di gare sprint per attirare sempre più l’attenzione del pubblico e rendere quanto più equilibrato il livello.
Il format potrebbe essere già inserito in alcuni weekend di questo campionato, prevedendo al venerdì una sessione di prove libere e le qualifiche seguite da un regime di parco chiuso senza operare modifiche alle monoposto, al sabato una gara (sprint) della distanza di 100km con la libera scelta delle mescole di gomme con in palio punti solamente ai primi tre classificati, infine la domenica il Gran Premio sempre con la scelta libera delle gomme e griglia di partenza stilata secondo l’ordine d’arrivo della precedente gara sprint e il sistema di punteggio inalterato rispetto a quello attuale che premia i piloti classificatisi in top-ten.

Piace il campionato appena iniziato, competitivo a tal punto da non sottovalutare nulla in nessun momento; le nuove gomme durano di più, e la riduzione nella zona posteriore del fondo non produce lo stesso carico aerodinamico della passata stagione, causando un leggero innalzamento dei tempi ma soprattutto un ripensamento dei flussi d’aria.
In Bahrein è stato bellissimo il duello tra Verstappen ed Hamilton, il primo in pole e con una RedBull al momento di poco più veloce rispetto alla Mercedes, mentre il sette volte campionato del mondo ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per avere la meglio sul giovane olandese, sfruttando al meglio l’under-cut nella fase iniziale e resistendo nei giri finali in una gara difficile da interpretare fino alla conclusione per la diversa strategie di gomma.
Allargando il confronto tra Mercedes e Red Bull, se Bottas ha ottenuto un risultato di ordinaria amministrazione concludendo sul podio, fantastica è stata la prestazione di Perez che sembrava fuori dalla gara già nel giro di formazione per problemi alla sua monoposto, poi la rimonta.
Ma attenzione all’affidabilità, perché sulla RB16B di Perez poco prima del via, sono stati già sostituiti precauzionalmente nuovi componenti come i controlli elettronici ed energy store, problemi riscontranti anche nell’Alpha Tauri di Gasly, andando subito al limite delle penalità che avverrà nel caso di una nuova sostituzione degli stessi elementi.
Dall’altra parte gli addetti delle Frecce d’Argento dopo i problemi di surriscaldamento sofferti nei test, hanno aperto delle feritoie ai lati dell’abitacolo per fare respirare il cambio e l’idraulica.

Un confronto che si preannuncia equilibrato, un bene per la Formula 1 purtroppo scontata degli ultimi anni.
Dietro serviranno altre gare per avere una chiara idea sui valori, ma una prima risposta è arrivata.
La McLaren ha dimostrato tutta la solidità già messa in pista nella passata stagione, mentre segnali positivi giungono dalla Ferrari grazie alla nuova power-unit e il posteriore completamente ridisegnato, con risultati ampiamente migliorati rispetto al 2020 già riscontrati in qualifica (Leclerc è partito in seconda fila praticamente dietro la Mercedes di Bottas).
Sia chiaro, per la storia della Ferrari non è un risultato che rispecchia il blasone, ma per la complessità dell’attuale Formula 1 rappresenta un risultato incoraggiante, anche per il morale di tutto il team, ogni punto e risultato sarà importante per la classifica finale, anche perché l’Alpha Tauri ha mostrato le sue potenzialità che saranno sfruttate da qui in avanti, a cominciare dall’esordiente giapponesino Tsunoda subito a punti. In sintesi per la rossa un inizio positivo, ma con tanto lavoro da fare.
Non è andata come ci si aspettava per l’Aston Martin, che nella prima gara ha dovuto fare i conti con i progressi delle squadre che l’anno scorso formavano il gruppo di centro classifica.
Weekend da dimenticare per Vettel, qualificatosi nelle retrovie lontano dal compagno di squadra, poi sanzionato per aver ignorato le bandiere gialle con cinque posizioni di penalità e partito ultimo, apparso in affanno durante la gara; primo punto invece per Stroll.
Ai margini della zona punti l’Alfa Romeo che sfrutta il potenziale della nuova power-unit Ferrari, peccato per l’errore nel pit-stop di Giovinazzi che chissà, avrebbe potuto premiare la squadra con la zona punti.
C’è molto da lavorare in Alpine rispetto ad un finale in crescendo nella passata stagione con i colori Renault. Alonso nonostante il ritiro a metà gara è apparso subito in gran forma nonostante l’assenza di due anni, sempre davanti (anche in qualifica) ad Ocon.
Fuori dalla top-ten la Williams con Russell quattordicesimo, bello l’omaggio portato sulla monoposto per Murray Walker, storico commentatore britannico recentemente scomparso, nello specifico sulla parte superiore dell’halo la frase “Ora mi devo fermare un attimo, perché ho un nodo alla gola”, pronunciata in occasione della telecronaca in occasione della vittoria del Gran Premio di Giappone di Damon Hill a Suzuka, che gli valse il titolo mondiale.
Infine la Haas che paga la scelta di un passo indietro per farne due nel 2022: Mick Schumacher ha concluso in ultima posizione, meglio nel confronto interno con Mazepin, due volte in testacoda durante le qualifiche e in gara fuori per un suo errore dopo poche curve.

Tutto questo a conclusione della settimana in cui la F1 ha dato l’ultimo saluto a Johnny Dumfries, ex compagno di squadra di Ayrton Senna alla Lotus nel 1986 e vincitore della 24 ore di Le Mans nell’edizione 1988, deceduto a 62 anni.

Il gran circus saluta il Bahrain per un breve riposo dopo la lunga permanenza iniziata con i test, prossimo appuntamento il 18 aprile sul circuiti di Imola, per il Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna.

Classifica Piloti

1. Hamilton (Mercedes) 25pt
2. Verstappen (Red Bull) 18pt
3. Bottas (Mercedes) 15pt
4. Norris (McLaren) 12pt
5. Perez (Red Bull) 10 pt
6. Leclerc (Ferrari) 8pt
7. Ricciardo (McLaren) 6 pt
8. Sainz (Ferrari) 4pt
9. Tsunoda (Alpha Tauri) 2pt
10. Stroll (Aston Martin) 1pt

Classifica Costruttori

1. Mercedes 41 pt
2. Red Bull 28 pt
3. McLaren 18 pt
4. Ferrari 12 pt
5. Alpha Tauri 2 pt
6. Aston Martin 1 pt


Autore

Andrea La Rosa

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Andrea La Rosa

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