F1 ’21: Quota Max

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Tantissimi gli argomenti nel Gran Premio del Messico, segnato anche da quanto avvenuto in partenza. La vittoria permette a Verstappen di aumentare il distacco da Hamilton (secondo), che nel finale ha dovuto difendersi da Perez. Aspettando una Ferrari migliore: quinto Leclerc e sesto Sainz.

Quello di Città del Messico disputatosi presso l’Autodromo Hermanos Rodriguez riempito da 372.000 persone nella tre giorni, è stato innanzitutto un weekend segnato dai problemi di affidabilità delle vetture, sia perché siamo ormai alle ultime gare sia a causa dell’altitudine del circuito messicano.
Diverse le monoposto che hanno sostituito parti meccaniche, superando il numero di unità possibili (anche a rotazione) previste dal regolamento, nello specifico penalità per Russell e Ocon, cinque posizioni per la sostituzione del cambio, retrocessione in ultima fila per Tsnunoda, Norris, Ocon e Stroll per l’utilizzo della quarta power-unit.

Riavvolgendo il nastro, la Mercedes era sembrata in difficoltà durante le prove libere del venerdì, soprattutto per il poco carico aerodinamico generato dall’ala posteriore, a rendere meno stabile la monoposto nel secondo e terzo settore particolarmente guidato.
Poi in qualifica i valori sono completamente cambiati, con l’incredibile pole di Bottas in prima fila con Hamilton e la Red Bull “solamente” dietro, dopo un mezzo pasticcio fatto in casa.
Infatti nell’ultimo giro utile della Q3, Tsunoda (Alpha Tauri) dopo aver dato la scia a Gasly, si è ritrovato nella pista con dietro proprio i due piloti Red Bull decidendo di togliersi dai guai prendendo la via di fuga, Perez ingannato dalla traiettoria ha sbagliato la frenata oltrepassando la pista e le conseguenti bandiere gialle hanno annullato il giro di Verstappen che in team radio ha palesato la rabbia; Ferrari in sesta (Sainz) e ottava (Leclerc) posizione.
Al pilota che in qualifica ha segnato il miglior tempo, è andata una copia dell’elmetto (altro che casco) utilizzato da Juan Manuel Fangio quando ben settant’anni addietro, vinse il suo primo titolo iridato esattamente il 28 ottobre ’51 in Spagna.

C’è però come sempre, un dettaglio che spesso ricordiamo, ovvero che i punti si fanno i gara.
Al via Verstappen è stato autore di una partenza clamorosa prendendo tutta la scia e frenando al limite all’esterno della prima curva, caos perché Ricciardo tocca Bottas (testacoda) che poco prima aveva lasciato spazio a Verstappen e ostacolato il compagno di squadra Hamilton sul lato sporco, ritirati Tsunoda e Schumacher, conseguente safety-car.
La competizione dopo qualche giro, è ripartita con Verstappen a fare il ritmo, ed Hamilton ad esternare in team radio la sua incredulità per quanto accaduto dopo il semaforo verde.
Hamilton nella prima fase di gara, ha visto progressivamente allontanarsi Verstappen mentre dagli specchietti Perez farsi più vicino, anticipando la strategia e tentando il possibile con una gomma fresca ma purtroppo per lui, al termine del valzer dei pit-stop, la situazione nelle prime posizioni è rimasta tale.
Nella seconda metà, Verstappen ha aumentato il vantaggio mentre Hamilton, si è trovato a difendere la seconda posizione da Perez, bravo a gestire la gomma media all’inizio allungando lo stint, ritrovandosi una mescola performante per attaccare la seconda posizione in un finale infuocato anche per il pubblico in delirio, ma Hamilton ha resistito a denti stretti, anche per limitare i danni in chiave classifica piloti.
Mercedes che negli ultimi giri, ha fermato Bottas (fuori dalla top-ten!) per montare gomma soft nuova e segnare il giro più veloce, togliendo il punto addizionale che sarebbe spettato a Verstappen.

Eloquente a fine gara l’immagine del podio, con i piloti Red Bull a raccogliere tutto il tifo del pubblico messicano e dall’altro lato la delusione di Hamilton, che nelle prossime gare dovrà cercare una missione non impossibile ma difficile.

In casa Ferrari c’erano positive sensazioni alla vigilia, perché in considerazione del livello altimetrico del circuito situato a circa 2.200 metri di quota, essendo le unità termiche a risentire maggiormente dell’aria rarefatta, le previsioni erano quelle di massimizzare la nuova parte ibrida introdotta dagli uomini di Maranello qualche Gran Premio addietro.
L’attesa era migliore, ma il risultato finale anche in virtù dei problemi verificatisi alla McLaren con solamente Norris in zona punti (decimo), premia la rossa che guarda il bicchiere mezzo pieno per il terzo posto nei costruttori.

Complimenti a Gasly e la sua Alpha Tauri che in pista, è sembrata la terza Red Bull, prestigioso il suo quarto posto che ha fruttato tanti punti per il team che alimenta il duello con l’Alpine (nono Alonso).
Fuori dalla zona punti la Williams, nel cui futuro un intoppo da non sottovalutare sarà quello delll’annunciato forfait ai test di Abu Dhabi che seguiranno l’ultima gara prevista a metà Dicembre, quando tutti i team schiereranno dei giovani piloti con le monoposto dotate di pneumautici da 18”, gli stessi del prossimo campionato.
Il motivo è legato alla mancanza di risorse finanziarie, tali da modificare una monoposto di anni passati con le caratteristiche da ospitare la nuova tipologia di gomma (e quindi cerchione, sospensione, cestello freni,
Si muove la classifica dell’Alfa Romeo con l’ottavo posto di Raikkonen, inspiegabile per Giovinazzi la strategia di anticipare la sosta per ritrovarsi dietro Ricciardo e Bottas nel corso della prima fase, perdendo moltissimo tempo.
In Haas, la soddisfazione per la partenza in quattordicesima posizione di Mick Schumacher.

Doveroso al termine di questo weekend, ricordare l’ingegnere italiana Antonia Terzi, prima donna protagonista nel box di Formula 1, recentemente scomparsa a causa di un incidente stradale.
Dal 1999 al 2001 in Ferrari, fece parte del gruppo di progettisti capeggiati da Rory Byrne, poi ingaggiata dalla Williams e madre del celebre muso a tricheco nel 2004.

Imminenti le ultime quattro gare, tra queste particolare attenzione per i Gran Premi in Arabia Saudita e Qatar dove la Formula 1 non ha mai corso, a rappresentare fattori che rendono assolutamente imprevedibile questo finale di stagione.
Per il completamento del circuito di Jeddah è una corsa contro il tempo, inevitabili quello che potrebbero essere i problemi di aderenza dell’asfalto, oltre alla totale mancanza di dati e riferimenti nelle simulazioni secondo le caratteristiche delle monoposto, anche per la scelta degli assetti.
Prossimo appuntamento già tra pochi giorni, ancora Sud America dove il 14 novembre, si correrà il Gran Premio di San Paolo sullo storico circuito di Interlagos, assente l’anno scorso dopo la cancellazione per i fatti della pandemia, dove andrà in scena l’ultimo weekend col formato della sprint race che assegnerà punti extra ai primi tre.
Tutti motivi che rendono imprevedibile il finale nonostante si sia quasi ai titoli di coda.

Classifica Piloti

1. Verstappen (Red Bull) 312,5 pt
2. Hamilton (Mercedes) 293,5 pt
3. Bottas (Mercedes) 185 pt
4. Perez (Red Bull) 165 pt
5. Norris (McLaren) 150 pt
6. Leclerc (Ferrari) 138 pt
7. Sainz (Ferrari) 130,5 pt
8. Ricciardo (McLaren) 105 pt
9. Gasly (Alpha Tauri) 86 pt
10. Alonso (Alpine) 60 pt
11. Ocon (Alpine) 46 pt
12. Vettel (Aston Martin) 42 pt
13. Stroll (Aston Martin) 26 pt
14. Tsunoda (Alpha Tauri) 20 pt
15. Russell (Williams) 16 pt
16. Latifi (Williams) 7 pt
17. Raikkonen (Alfa Romeo) 10 pt*
18. Giovinazzi (Alfa Romeo) 1 pt
19. Schumacher (Haas) 0 pt
20. Kubica (Alfa Romeo) 0 pt**
21. Mazepin (Haas) 0 pt

* 16 gare
** 2 gare

Classifica Costruttori

1. Mercedes 478,5 pt
2. Red Bull 477,5 pt
3. Ferrari 268,5 pt
4. McLaren 255 pt
5. Alpine 106 pt
6. Alpha Tauri 106 pt
7. Aston Martin 68 pt
8. Williams 23 pt
9. Alfa Romeo 11 pt
10. Haas 0 pt





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Andrea La Rosa

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