F1 ’22: business cup

F

La Federazione ha espresso l’atteso parere in tema di budget cap, adesso spetterà ad un altro organo la decisione sulle sanzioni che verranno applicate.

È stato breve il passaggio da “budget cap” a “business cup”, così come poche ore è durata l’attenzione del secondo campionato vinto da Verstappen.
Le tante indiscrezioni tra conferme e smentite, hanno finalmente avuto il verdetto della FIA che ieri pomeriggio, ha dichiarato conformi al limite di spesa tutte le scuderie ad eccezione di Aston Martin e Red Bull.
Per la prima trattasi di violazione procedurale, mentre la seconda ha superato il tetto di spesa per una cifra inferiore alla soglia del 5%, accertando dunque una violazione sotto i 7,25 milioni di dollari.
Al netto dell’ipotesi patteggiamento, i fari sono adesso spostati sulla Cost Cap Adjudication Panel, organo che deciderà quali sanzioni verranno applicate.
Nel caso di Aston Martin, c’è il precedente della Williams che dopo non aver rispettato la scadenza del 31 marzo per trasmettere la documentazione 2021, a seguito di chiarimenti ha ottenuto uno sconto di multa; infrazione procedurale ovvero non aver dichiarato delle spese da inserire nel budget cap.
Quanto alla Red Bull, il titolo 2021 di Verstappen a meno di clamorosi ribaltoni dovrebbe essere confermato, mentre qualora la Red Bull decidesse di appellarsi, i tempi per conoscere le sanzioni potrebbero essere più lunghi, ad ogni modo si passerebbe da una multa alla riduzione di ore in sviluppo presso la galleria del vento.
La Red Bull ha così replicato: “Prendiamo atto con sorpresa e disappunto delle conclusioni della FIA in merito a una infrazione di spesa minore, la nostra presentazione per il 2021 era al di sotto del cost cap, quindi abbiamo bisogno di ricontrollare con attenzione le conclusioni della FIA, visto che la nostra convinzione resta che i costi rilevanti siano inferiori all’ammontare del cost cap 2021.

Nonostante le congetture e il posizionamento di altri c’è ovviamente un procedimento da seguire sotto le regole della FIA, che noi seguiremo rispettosamente mentre consideriamo tutte le opzioni a nostra disposizione“.
Toni che dimostrano come l’attacco è sempre la miglior difesa, con una parte finale del comunicato diretto non tanto velatamente a Ferrari e Mercedes, che dalla loro chiacchiere a parte, possono dirsi in regola con i limiti di spesa, col sospetto a questo punto, che le stesse voci siano state utilizzate anche per la stagione in corso e in proiezione pure quella che verrà.
Ma il web sotto la propria responsabilità, è la piazza dove tutti possono parlare, questo il sarcastico tweet di Daniel Drury, Senior Systems Engineer per Red Bull Racing, dal 2016 al febbraio del 2022: “Sono deluso, arrabbiato, e provo emozioni contrastanti. Farò un altro video giovedì pomeriggio quando, si spera, avremo qualche dettaglio in più. Sono molto felice di aver assistito al licenziamento dei colleghi per poi, comunque, infrangere le regole“.
C’è di più, perché formulapassion.it ha prontamente raccolto l’indiscrezione di Erik Van Haren del De Telegraaf, secondo cui i costi sarebbero stati superati non per spese di sviluppo ma in catering e assenze per malattia, in quanto sarebbero un migliaio i lavoratori che giornalmente mangiano in fabbrica, solo una parte rientranti nel budget cap.
Se così fosse, mangerebbero quotidianamente caviale a differenza degli altri nove team che offrirebbero pasti in panini e mortadella?
Da considerare come questo riguardi il 2021, quando avremo una sentenza si potranno fare anche dei ragionamenti sul 2022 oltre alla proiezione 2023.
Una follia.

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Andrea La Rosa

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