F1 ’22: fattore orange

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Tanti argomenti dal weekend olandese, dove la capienza dell’impianto di Zandvoort ha solamente parzialmente soddisfatto l’entusiasmo di un popolo, che accompagna la gloria del proprio idolo verso il secondo titolo mondiale. Mercedes in ripresa, Ferrari rimandata mai in grado di lottare per la vittoria.

Tribune orange a Zandvoort

Di fronte alla richiesta di un milione e mezzo di biglietti, non poteva che essere una marea orange ad invadere il circuito di Zandvoort, dove gli organizzatori hanno presentato una soluzione che potrebbe essere aperta ad altri tracciati, come la finta ghiaia posizionata nei pressi della curva 12, in modo tale da non portare pietrisco in pista qualora i piloti fossero finiti larghi, costringendo di conseguenza all’esposizione della bandiera rossa per rimuoverne i detriti.
Una sperimentazione contraddistinta dai ciottoli interamente ricoperti da una resina tale da rendere lo strato solido, offrendo comunque il rischio di un’aderenza minima oltre la quale, è stata presente la normale ghiaia utile a rallentare le macchine in uscita di pista.
Importante prima del weekend, la pace fatta tra Hamilton ed Alonso con la dinamica che aveva portato ad espressioni in team radio fuori luogo da parte dello spagnolo, subito dopo l’incidente durante le fasi iniziali dello scorso Gran Premio del Belgio.
Un bel gesto tra i due veterani, che oltre ad essere piloti e rappresentanti delle rispettive scuderie, sono soprattutto per il motorsport e non solo, esempi seguiti dai più giovani che spesso tendono ad emulare i comportamenti dei propri beniamini.
Negli stessi giorni, le carte bollate hanno risolto le questioni legate al contratto di Oscar Piastri, dapprima promesso sposo di Alpine, poi probabilmente stanco dell’attesa aveva sfruttato delle clausole per cui si era avvalso di firmare per McLaren, spiazzando l’Alpine che nel frattempo doveva risolvere il prolungamento o meno di Alonso che pure lui, sfiancato dal trattamento a favore del compagno di squadra Ocon, aveva approfittato del ritiro di Vettel per firmare nel giro di poche con Aston Martin.
Così dopo settimane di dispute legali e richieste di risarcimenti, il Contract Recognition Board ha ritenuto valido il contratto di Piastri con McLaren, mentre l’Alpine dovrà fare tesoro di una più chiara gestione interna dei piloti, costretta tra l’altro a pagare le spese legali (contrariamente all’indennizzo richiesto).
Ad ogni modo potrebbe fare leva sulla stanchezza di Gasly al momento relegato in Alpha Tauri senza la prospettiva di promozione in Red Bull, scenario di mercato che potrebbe vedere l’Alpine con i piloti della stessa nazionalità francese.
Ma la storia più bella del weekend è quella che proviene dalla Sprint Race di Formula 3, con Juan Manuel Correa sul podio per la prima volta dopo il terribile incidente di tre anni addietro, quando a Spa-Francorchamps nel corso di una gara di Formula 2, perse la vita Anthoine Hubert.
Il destino nelle sue mani, la decisione di un lento ma determinato recupero della gamba destra che sarebbe stata più facile amputare e ricostruire con una protesi, un allenamento mentale che ricorda molto i percorsi di gente come Lauda e Kubica.

Addentrandoci sul Gran Premio di Olanda, le premesse della pole di Verstappen hanno innanzitutto certificato il suo stato di grazia, davanti alle Ferrari inizialmente di ben altra pasta rispetto a quelle viste in Belgio, veloci e consistenti tanto d’avere la prospettiva di giocare una gara a due punte anche diversificando la strategia, un vantaggio considerati i problemi di Perez partito dalla terza fila, comunque prestando attenzione alle Mercedes migliorata nella consistenza del passo gara, tema legato anche al degrado delle gomme in condizioni di caldo, come pure le strategie e conseguente rapidità di decisione davanti alle variabili in atto durante il Gran Premio come l’incognita della Safety-Car.
Ma come sempre ricordiamo i punti si fanno in gara e nel dubbio, ha dovuto ricredersi, chi si aspettava a Zandvoort una gara con pochi sorpassi, la Formula 1 dei giorni nostri è anche ritmo, passo gara, strategia e fattori.
Nel gioco delle dinamiche esterne, si è aggiunta dapprima la virtual safety-car innescata dal ritiro

di Tsunoda per consentire la rimozione della monoposto.
In quel momento la Mercedes di strategia era in vantaggio rispetto a Verstappen, perché aveva giocato la carta di una sola sosta dopo aver allungato il primo stint montando la gomma dura, senza quella circostanza la Red Bull avrebbe dovuto fermarsi per cambiare la mescola media rientrando dietro le Frecce d’Argento a quel punto favorite per la vittoria.
Quindi Verstappen ha approfittato del rallentamento di sicurezza per montare la sua gomma dura tenendo la leadership, ciò nonostante le Mercedes si sono nuovamente fermate per mettere quelle medie e provare il recupero ma quanto meno, tenere il podio a discapito di una Ferrari mai in lotta per la vittoria.
Successivamente il ritiro di Bottas e la conseguente safety-car, ha innescato una mini-gara di pochi giri con Hamilton alla ripartenza davanti a Verstappen nella disponibilità di una gomma morbida, l’olandese è stato rapidissimo nel sorpasso senza prendersi troppi rischi, mentre Hamilton che ad un certo punto assaporava la vittoria, ha dovuto subire i sorpassi di Russell e Leclerc.
Da rivedere anche la strategia della Mercedes nel fermare Russell, che avrebbe potuto fare da scudo al suo compagno di squadra.
Per la rossa una gara frustrante, indebolita sul passo gara dopo le promettenti qualifiche, il ritorno sul podio di Leclerc è un calice amaro rispetto al potenziale dimostrato fino a qualche gara addietro, il risultato di Sainz è stato penalizzato quando nella prima sosta non era pronta la posteriore sinistra, svarione che si aggiunge all’elenco dei tanti errori già visti durante questo campionato, oltre a cinque secondi di penalità per unsafe release.
Per la rossa subentra la frustrazione di vedere gli altri ormai verso il titolo, mentre la Mercedes ha recuperato terreno quando nelle classifiche mancano alla Ferrari moltissimi punti tra problemi di affidabilità ed errori vari.
Non siamo talmente addentro alle questioni tecniche da potere valutare se, come, e quanto la F1-75 stia risentendo della direttiva anti-porpoising introdotta nelle ultime due gare, ma se così fosse, si evidenzierebbe il poco peso politico e la mancata capacità di reazione nel fronteggiare una misura preannunciata.
Una stagione amara che inizialmente premetteva comunque equilibrio e vittorie, che adesso va conclusa con onore e dignità anche per quei tifosi che da molti anni, ingeriscono bocconi amarissimi non facendo comunque mancare il supporto.
Certamente è un risultato amaro soprattutto in tema di budget cap, constatare come la Ferrari nelle ultime gare sia indietreggiata nelle prestazioni soprattutto del passo gara, senza avere mai la concreta possibilità di vittoria.

Nella lotta per il ruolo di quarta forza, l’Alpine rafforza la posizione con la quinta top-ten consecutiva, degno di nota il risultato di Alonso partito tredicesimo poi sesto alla bandiera a scacchi, mentre alla McLaren continua a fare il proprio compito Norris ma ad incidere negativamente sono le prestazioni di Ricciardo, che potrebbe essere al passo di addio con la Formula 1.
Continua il trend negativo dell’Alfa Romeo che tuttavia, nella pancia della classifica costruttori, non vede avvicinarsi Haas ed Alpha Tauri, mentre prosegue a piccoli passi l’avanzamento dell’Aston Martin che muove la graduatoria per il quarto Gran Premio di fila, avvicinandosi proprio verso l’Alpha Tauri, mentre la Williams non ripete l’exploit di Spa-Francorchamps con Albon comunque in dodicesima posizione.

Si tornerà nuovamente in pista tra pochi giorni nel Tempio della Velocità di Monza, che l’11 settembre ospiterà la 92.ma edizione del Gran Premio d’Italia, ultimo weekend europeo del calendario 2022.

Classifica Piloti

1. Verstappen (Red Bull) 310pt
2. Leclerc (Ferrari) 201pt
3. Perez (Red Bull) 201pt
4. Russell (Mercedes) 188pt
5. Sainz (Ferrari) 175pt
6. Hamilton (Mercedes) 158pt
7. Norris (McLaren) 82pt
8. Ocon (Alpine) 66pt
9. Alonso (Alpine) 59pt
10. Bottas (Alfa Romeo) 46pt
11. Magnussen (Haas) 22pt
12. Vettel (Aston Martin) 20pt
13. Ricciardo (McLaren) 19pt
14. Gasly (Alpha Tauri) 16pt
15. Schumacher (Haas) 12pt**
16. Tsunoda (Alpha Tauri) 11pt*
17. Zhou (Alfa Romeo) 5pt
18. Stroll (Aston Martin) 5pt
19. Albon (Williams) 4pt
20. Hulkenberg (Aston Martin) 0pt
21. Latifi (Williams) 0pt

* non partito in Arabia Saudita causa problema tecnico durante il giro di schieramento verso la griglia di partenza;
** non partito in Arabia Saudita causa incidente in qualifica
;
*** due gare saltate causa Covid sostituito da Hulkenberg.



Classifica Costruttori

1. Red Bull 511pt
2. Ferrari 376pt
3. Mercedes 346pt
4. Alpine 125pt
5. McLaren 101pt
6. Alfa Romeo 51pt
7. Haas 34pt
8. Alpha Tauri 29pt
9. Aston Martin 25pt
10. Williams 4pt








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Andrea La Rosa

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