F1 ’22: l’arte di non decidere

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A Silverstone nonostante la prima vittoria di Sainz, c’è il sapore del rammarico per il risultato di Leclerc, penalizzato dalla strategia di non cambiare le gomme durante la safety-car a pochi giri dal termine. Tanti gli argomenti, comprese le polemiche sulle direttive regolamentari che a campionato in corso, potrebbero alterare gli attuali valori in pista. Ma prima di tutto, grazie Halo.

Prima di addentrarci nelle tematiche che hanno contraddistinto il Gran Premio di Gran Bretagna, è merito di Santo Halo se oggi scriviamo qualcosa di ben diverso rispetto a ciò che potevano essere due tragedie.
Proprio lui, ancora una volta, dapprima nella Feature Race di F2.
Il dispositivo introdotto pochi anni addietro a protezione della testa del pilota, è stato determinante ad evitare ben altre conseguenze a Roy Nissany, la cui monoposto è stata colpita in ingresso di curva da quella di Dennis Hauger che ormai fuori traiettoria, ha visto il dissuasore trasformarsi in trampolino fino all’impatto con l’israeliano dove l’Halo, ha fatto il miracolo.
Poi nell’incidente verificatosi alla partenza della gara di Formula 1, la dinamica del cappottamento dell’Alfa Romeo sarà ricordato per la spettacolarità grazie all’Halo, come pure gli standard di sicurezza delle attuali monoposto e dei circuiti: determinante la rigidezza della rete di contenimento oltre le barriere nonostante la via di fuga.

Detto questo, è stato un weekend di argomenti dentro e fuori della pista, vista la decisione del Consiglio Mondiale FIA di cambiare alcune regole in corsa, come la possibilità di poter sostituire in regime di parco chiuso le power-unit senza scontare delle penalità qualora si montassero unità già utilizzate, l’intenzione di autorizzare le riparazioni a quelle unità danneggiate, la modifica ai parametri che riguardano la flessione dell’ala posteriore e della beam wing, l’autorizzazione nei caldi Gran Premi di portare la temperatura della benzina a venti gradi.
In merito alle imminenti direttive anti-porpoising, secondo cui la Federazione tramite un parametro vuole limitare per motivi di sicurezza i saltellamenti che contraddistinguono le monoposto, si è aggiunta un’indiscrezione secondo cui questo intervento, potrebbe avere il doppio fine di arginare lo strapotere Red Bull-Ferrari che disporrebbero buon per loro, di un fondo piatto flessibile che insieme ad altre soluzioni, comporterebbe il divario fin qui mostrato col resto del gruppo.
Se l’iniziale sensazione era quella che fosse la Mercedes a subire un autogol con l’innalzamento della vettura particolarmente soggetta al porposing, col passare delle ore, sembra essere una strategia anche per limitare i due team che al momento stanno monopolizzando le gare, lasciando agli altri le briciole.
Ovviamente tutto col condizionale in un argomento, su cui torneremo più avanti.

Veniamo alla pista.
Il titolo della gara “Olè Sainz” chiaramente gioisce davanti alla prima vittoria dello spagnolo, oltre alla Ferrari tornata sul gradino più alto del podio dopo un periodo a dir poco tormentato.
Ma il box unito dal successo è stato diviso negli umori, perché altrettanto certo è il sapore dell’occasione persa (l’ennesima) da Leclerc, in una gara che ad un certo punto sembrava saldamente tra le sue mani, ma persa dal non decidere.
Non decidere con rapidità chi, cosa, quando.
Non decidere di montare la gomma fresca durante la safety car nonostante il monegasco, avesse rallentato in prossimità della pit-lane per dare il tempo (appunto) di decidere.
Non decidere in un momento dove bisognava approfittare dei problemi sofferti dalla Red Bull di Verstappen.
Non decidere quale sia l’obiettivo, perchè non aver tutelato la classifica piloti è un errore chiaro.
A proposito del non decidere, vale sottolineare anche il tempo perso da Leclerc dietro Sainz nella prima fase di gara, senza la safety-car e prima del pit-stop.
Non decidere davanti al sorpasso pazzesco di Leclerc, quando con gomma hard usata e senza paratia laterale dell’ala anteriore danneggiatasi

all’inizio, ha superato Hamilton con gomma soft nuova col rischio del contatto.
Non decidere per l’unica spiegazione possibile, ovvero la volontà di compiere quella prima vittoria di Sainz tanto cercata: se davvero fosse andata così sarebbe ancora peggio, perchè significherebbe non avere ambizioni e soprattutto fame di vincere e guardare oltre.
Non decidere perchè sulla livrea ci sono sponsor spagnoli che non avrebbero gradito?
Non decidere il ruolo di primo e secondo pilota, perché come la storia insegna, senza una precisa gerarchia (es. Schumacher-Barrichello, Hamilton-Bottas, Verstappen-Perez), sarà sempre complicato vincere perché nel frattempo, oggi Leclerc per colpe non sue, ha disperso una quantità di punti che oggi lo vedrebbe saldamente (con ampio margine davanti a tutti.
Vincere è sempre la migliore medicina, la stampa spagnola oggi chiaramente celebra la vittoria di Sainz che rilancia le sue ambizioni in classifica a indirizzare quelle scelte al riproporsi di situazioni analoghe.
A proposito di altri, sorride Perez che in una gara calvario dopo il contatto iniziale, ha rimontato ed approfittato della safety-car (e della strategia Ferrari) per cogliere un risultato insperato.

Grande prestazione di Hamilton e della Mercedes, che continua a credere nel progetto portando tante modifiche in molte aree della monoposto, introducendo una carenatura nei pressi del puntone della sospensione anteriore immaginiamo con l’intento d’indirizzare i flussi, modifiche ai deviatori di flusso mentre un’anima di metallo è stata introdotta sul fondo per lottare contro il porpoising; ancora un podio che ad un certo punto poteva tramutarsi in vittoria.
In casa McLaren il confronto è tutto dalla parte di Norris (sesto), l’Alpine guadagna punti con la quinta posizione di Alonso, da dimenticare il risultato di Alfa Romeo (entrambe ritirate) e Alpha Tauri, clamoroso per quest’ultima l’incidente tra compagni di squadra che ha penalizzato entrambi.
I tanti ritiri hanno rappresentato una grande opportunità per la Haas, che festeggia i primi punti di Schumacher in lotta con Verstappen nella fase finale, la decima posizione di Magnussen contribuisce a superare l’Aston Martin (nono Vettel) che dopo Barcellona, pure a Silverstone ha portato novità alla macchina.
Vettel che in coincidenza del suo 35esimo compleanno, ha regalato al pubblico presente, un pre-gara di grande adrenalina girando con la Williams FW14B di sua proprietà alimentata da carburante ecologico, che nel 1992 portò alla vittoria del suo unico titolo mondiale, il Leone Nigel Mansell.
Nessuna svolta per la Williams che dopo un avvio di stagione sotto le aspettative nonostante l’occasione del cambio regolamentare, ha finalmente visto il pacchetto di aggiornamenti per versione B della FW44, dove a vista sono risaltate le forme delle pance preferendo allontanarsi dai concetti Mercedes con cui c’è uno stretto, in direzione Red Bull ma con le bocche dei radiatori molto somiglianti a quelle Ferrari.
Dettaglio non indifferente, la scelta di adottare tali accorgimenti sulla monoposto di Albon per una migliore situazione di classifica che indirettamente, budget cap o meno, dimostra quanto sia lontano da Grove il futuro di Latifi.
Clamorosamente in condizioni di pista bagnata, proprio il canadese è partito decimo segnando la sua miglior qualifica in assoluto, molto più avanti del compagno di squadra lamentatosi col box per la strategia, pur disponendo degli aggiornamenti.
In gara Albon è stato coinvolto nell’incidente iniziale, mentre Latifi ha terminato dodicesimo.

Si torna in pista tra pochi giorni, segue un rapido spostamento verso il Red Bull Ring di Spielberg che il 10 luglio, ospiterà il Gran Premio d’Austria.

Classifica Piloti

1. Verstappen (Red Bull) 181pt
2. Perez (Red Bull) 147pt
3. Leclerc (Ferrari) 138pt
4. Sainz (Ferrari) 127pt
5. Russell (Mercedes) 111pt
6. Hamilton (Mercedes) 93pt
7. Norris (McLaren) 50pt
8. Bottas (Alfa Romeo) 46pt
9. Ocon (Alpine) 39pt
10. Alonso (Alpine) 28pt
11. Gasly (Alpha Tauri) 16pt
12. Magnussen (Haas) 16pt
13. Vettel (Aston Martin) 15pt
14. Ricciardo (McLaren) 15pt
15. Tsunoda (Alpha Tauri) 11pt*
16. Zhou (Alfa Romeo) 5pt
17. Schumacher (Haas) 4pt**
18. Stroll (Aston Martin) 3pt
19. Albon (Williams) 3pt
20. Hulkenberg (Aston Martin) 0pt
21. Latifi (Williams) 0pt


* non partito in Arabia Saudita causa problema tecnico durante il giro di schieramento verso la griglia di partenza;
** non partito in Arabia Saudita causa incidente in qualifica
;
*** due gare saltate causa Covid sostituito da Hulkenberg.



Classifica Costruttori

1. Red Bull 328pt
2. Ferrari 265pt
3. Mercedes 204pt
4. McLaren 73pt
5. Alpine 67pt
6. Alfa Romeo 51pt
7. Alpha Tauri 27pt
8. Haas 20pt
9. Aston Martin 18pt
10. Williams 3pt








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Andrea La Rosa

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