F1 ’22: presentazione (1a parte)

F

Dopo la presentazione delle monoposto 2022, introduciamo le novità dei singoli team secondo la gerarchia dal basso verso l’alto della precedente classifica costruttori. È il turno di Williams, Alfa Romeo e Haas, terzetto di squadre con storie diverse ma accomunate da un obiettivo: il cambio regolamentare può rappresentare una concreta opportunità di risalita.

Livrea camouflage per la nuova Alfa Romeo F1 Team Orlen

WILLIAMS
In F1 dal 1977, 766 gare disputate come team e 758 come costruttore, 114 vittorie, 9 mondiali costruttori e 7 mondiali piloti.

Piloti:
Alexander Albon (25 anni, 38 Gp disputati, 2 podi);
Nicolas Latifi (26 anni, 39 Gp disputati).

Se dovessimo scrivere sulla storia del team non basterebbe un blog.
Salutato Russell, promesso sposo da molto tempo alla Mercedes, ad affiancare il confermato Latifi c’è Alexander Albon che torna in Formula 1 dopo un anno sabbatico ma forte dell’esperienza in pista con Red Bull nel biennio 2019-20, pronto a giocarsi questa seconda vita di pilota di F1 nel miglior modo possibile.
La Williams, dopo annate a dir poco buie, in tempo recente si è scrollata il ruolo di cenerentola, ma
in fase di rivoluzione regolamentare il riscontro sarà solamente quello della pista.
A questo proposito nel passaggio delle gomme a 18 pollici, bisognerà capire quanto potrebbe avere inciso l’assenza nell’ultimo test di Abu Dhabi svolto a dicembre dopo l’ultimo Gp, legata alla mancanza per motivo finanziari di un muletto appositamente preparato quando la Dorilton Capital acquistò l’azienda dalla famiglia Williams.
Come altre squadre, durante la pausa invernale ha giocato con i tifosi tramite i canali social, ad esempio dopo l’Epifania applicando in un render la livrea 2021 ad un prototipo di macchina 2022 alimentando la curiosità: “La livrea del 2021 sull’auto del 2022: chi non vede l’ora di vedere le nuove livree prima dell’inizio della stagione?”
Da segnalare nella seconda metà di gennaio, la separazione da Adam Carter, nel team da sei anni, che dal 2019 ricopriva il ruolo di responsabile dell’ingegneria.
La nuova macchina è stata chiamata FW44, richiamando in uno spirito di continuità le iniziali del fondatore Frank Williams, un bel gesto nei confronti dello storico fondatore, nonostante ormai da diversi tempo l’azienda non appartenga più alla famiglia Williams.
C’è da dire che la rimozione della “S”, logo che dal 1995 ricordava Ayrtion Senna, ha spiazzato i più attenti oltre che appassionati.
La Williams nella presentazione del 15 febbraio ha tuttavia preferito scoprire la sua livrea in una show car rappresentata da un modello base che presenta in linee generali, le forme di un modello che ricalca la rivoluzione tecnica della Formula 1.
La vera FW44 è scesa in pista qualche ora dopo per uno shakedown sfoggiando l’elegante colorazione full blu.

ALFA ROMEO
Sauber F1 Team in F1 dal 1993 al 2005, e dal 2010, 452 gare disputate.

Piloti:
Valtteri Bottas (32 anni, 179 Gp disputati, 10 Gp vinti, 67 podi e 20 pole position);
Zhou Guanyu (22 anni, esordiente).

È un percorso costante quello della Sauber, team elvetico rinominato Alfa Romeo per motivi commerciali che tra l’altro, ha cambiato nome in Alfa Romeo F1 Team Orlen togliendo il tricolore che l’anno scorso ne sottolineava il logo.
Di alto profilo le intenzioni nel video social per augurare buon anno ai propri tifosi: “Nel 2022 vi faremo battere il cuore”.
Salutati Raikkonen per ritiro e Giovinazzi non confermato, è tempo di rivoluzione con Bottas e Zhou.
Una nuova coppia di piloti che rappresenta esperienze diverse e contrastanti, infatti se Bottas può definirsi un veterano essendo pilota titolare dal 2013, oltre che tassello nella recente Mercedes, il cinese Zhou, cresciuto nell’accademy della Renault è un’assoluta novità, l’anno scorso in F2 classificato al terzo posto della classifica generale.
Sarà l’unico esordiente sulla prossima griglia di partenza, a questo proposito il team principal Frederic Vasseur ha speso parole importanti: “Quando è arrivato ad Hinwil, è stato piuttosto lucido sotto diversi aspetti. Il livello di competizione in F1 è

molto alto, e non possiamo contare su 25 giorni di test pre-stagionali. Gli daremo il tempo di migliorare, di sicuro, senza mettergli la pressione dei risultati”.
Inoltre sarà il primo cinese nella storia a disputare un Gran Premio di F1, circostanza che farà bene mediaticamente e commercialmente al team, ma ovviamente saranno i risultati in pista a decretare la bontà o meno delle scelte.
La C42 monta la power-unit Ferrari proseguendo una collaborazione che dura dal 2010, anche se la monoposto sembra avere svoltato verso una maggiore autonomia rispetto alle precedenti scelte, visto che la squadra di Hinwil ha realizzato autonomamente la trasmissione e la sospensione posteriore, puntando, ad esempio, in una diversa sistemazione dei radiatori e una differente aerodinamica.
Uno sforzo non indifferente per un team che l’anno scorso ha raccolto molto meno rispetto alle prestazioni.
A sorpresa, pur avendo annunciato la presentazione della nuova macchina nell’intervallo tra i due test di Barcellona e Bahrein, è scesa in pista con Bottas il 15 febbraio sul circuito di Fiorano compiendo i chilometri utili al cosiddetto filming day, anche per verificare il corretto funzionamento delle componenti ed evitare brutte sorprese.

HAAS
In F1 dal 2015, 122 gare disputate.

Piloti:
Mick Schumacher (22 anni, 22 Gp disputati)
Nikita Mazepin (22 anni, 22 Gp disputati)

Per il team americano è finalmente arrivato il momento tanto aspettato, visto che nel 2021 ha gareggiato con una macchina praticamente identica a quella precedente, per una precisa scelta di puntare tutte le risorse sul cambio regolamentare come opportunità di risalita nelle gerarchie.
Una filosofia che ha messo in campo la volontà o meglio la speranza, di fare un passo che più indietro non si può, per un salto in avanti.
Confermatissimi i piloti Mazepin e Schumacher, che dopo aver fatto esperienza nella passata stagione quasi sempre nelle retrovie, sperano di avere maggiori opportunità per confrontarsi in pista con gli altri piloti.
Il superamento del crash test è stato comunicato via social qualche ora prima di Natale, quasi a tranquillizzare i propri tifosi sul lavoro e sullo stato di avanzamento.
Al centro del progetto c’è l’ingegnere imolese Simone Resta, che ad inizio 2021, lasciata la Ferrari, ha guidato il percorso di risalita della Haas nel ruolo di direttore tecnico.
Anche se la squadra è probabilmente quella che ha lavorato da più tempo alla nuova macchina, tuttavia non dispone di un simulatore di guida per consentire ai propri piloti di saggiarla e ambientarsi alle sue caratteristiche.
Carico e sereno Mick Schumacher, quando a metà gennaio aveva dichiarato: “Guiderò la macchina per la prima volta solo al test di Barcellona. La grande domanda è dove ci porterà tutto il lavoro realizzato. Mi auguro che il nostro sforzo potrà concederci un piccolo vantaggio, almeno all’inizio.”
Parole di fiducia sono state espresse anche dal team principal Gunther Steiner qualche settimane prima della presentazione della nuova vettura: “Senza il budget cap, siamo finiti al quinto posto nel 2018. Perché non dovremmo tornare in quella posizione?
Con un perfetto tempismo, è stato il primo team a presentare il 4 febbraio la prima monoposto della nuova era, mostrando la livrea applicata tramite un render vista la volontà di non mostrare il reale fino ai primi test di Montmelò.
Il team americano sarà in pista con una macchina molto italiana, col progetto nato a Maranello in un reparto Ferrari mentre la vettura è stata costruita dalla Dallara.
C’è Ferrari nel retrotreno con la power-unit, il cambio e la sospensione, per una versione base nel render che nel contesto già si allontana dal prototipo presentato l’anno scorso dalla Federazione a Silverstone.

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Andrea La Rosa

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