F1 ’22: Suzuka ENDless

F

Verstappen è campione del mondo dopo aver vinto un Gran Premio del Giappone di soli ventinove giri causa pioggia, secondo Perez poi Leclerc penalizzato con una celerità mai vista in questa stagione. Da rivedere la gestione della prima partenza come la presenza di mezzi pesanti vicino le monoposto in corsa, resta poco chiara la decisione di ritenere valido il tradizionale punteggio rispetto alla parzialità della durata; cresce l’attesa per le decisioni sulla spinosa questione del budget cap.

Le condizioni durante la prima partenza

Doveva essere soprattutto il weekend del verdetto relativo al budget cap, invece la FIA ha voluto prendersi ancora qualche giorno di tempo per avere una visione chiara, completa ma soprattutto puntuale di ogni capitoli di spesa e ciascun importo.
È il terzo rinvio dopo che i team erano stati allertati per il 30 settembre, poi appuntamento spostato a lunedì 3 ottobre, mentre bisognerà aspettare fino ad domani (salvo ulteriori differimenti) per il rilascio dei certificati d’idoneità e per conoscere la posizione della Federazione, che prima del weekend ha seccamente smentito l’ipotesi dell’eventuale fuga di notizie la settimana scorsa nel paddock di Singapore.
La sensazione è quella di un affare delicatissimo, dove effettivamente ci sia stato qualcosa di anomalo: la tempistica potrebbe fare pensare anche alla volontà di non influenzare il weekend di corsa, ma è chiaro come l’interesse in questo momento sia per la maggior parte rivolto all’entità dell’eventuali sanzioni, ed è evidente come qualsiasi decisione determinerà un precedente legislativo, cui tutti i team faranno leva nell’immediato futuro.
A margine del weekend appena concluso, sono state serene ma dal peso specifico non indifferente le parole di Hamilton, tornato a parlare della stagione 2021 conclusa con la controversa gestione nell’ultimo giro di Abu Dhabi costata il posto all’ex direttore di corsa Michael Masi, quando furono sdoppiate solamente le macchine tra lui e Verstappen, contrariamente all’analogia situazione verificatasi poche settimane addietro a Monza, quando si è perso talmente tanto tempo affinchè tutte le macchine fossero sdoppiate al punto di concludere la gara dietro la safety-car: “Nel corso di questa stagione non ho pensato molto al 2021 e penso di non saperne abbastanza sulla questione. Ovviamente si sussurra di tutte queste cose diverse, quindi non posso dire nulla, ma quello che posso affermare è che ricordo che l’anno scorso a Silverstone abbiamo avuto l’ultimo aggiornamento, e fortunatamente era ottimo e abbiamo potuto lottare con esso. Poi però abbiamo visto che la Red Bull, ogni fine settimana o ogni due weekend, portava degli aggiornamenti. Credo che da quel momento in poi abbiano apportato almeno altri quattro aggiornamenti. Se avessimo speso 300.000 euro per un nuovo fondo o per adattare un’ala, avremmo cambiato l’esito del campionato, naturalmente, perché saremmo stati più competitivi nella gara successiva. Spero quindi che non sia questo il caso, e mi auguro che Mohammed Ben Sulayem e la FIA facciano ciò che è giusto con qualsiasi cosa scoprano. Dobbiamo avere fiducia, nella speranza che vi sia trasparenza al 1000%”.
Non sappiamo quanto sia realista o pessimista il pensiero di Mattia Binotto: “La decisione è stata posticipata, quindi ci sono delle discussioni e dei punti che non sono chiari. La FIA sta contestando, il team sta difendendo. L’importante è che se è stato concesso qualcosa sia trasparente, in modo che tutti possano capire bene i regolamenti. Non c’è l’esigenza di cambiarli, anche se era il primo anno. Sono un po’ pessimista, potrebbe tutto sciogliersi come neve al sole, ma sarà importante chiarezza e trasparenza”.

In pista Verstappen è stato autore di una pole millimetrica sulle Ferrari, confermata nonostante l’investigazione per una manovra pericolosa su Norris punita con reprimenda ad accendere ancora polemiche sulla sanzione.
Prima del via, la pioggia ha costretto i piloti ad effettuare diversi giri di formazione per capire quella gomma montare, successivamente è stata confermata la consueta procedura di partenza dove Verstappen ha tenuto la posizione su Leclerc, condizioni difficili e problemi di visibilità, dopo poche curve sono andati fuori Sainz e Albon, cui ha seguito l’immediata bandiera rossa ed una lunga pausa fino alla comunicazione di ripartenza due ore e mezza dopo il previsto.
Le monoposto hanno ripreso la pista inizialmente dietro la safety-car, dopo qualche giro le condizioni sono migliorate fino alla piena attività ripresa con quaranta minuti a disposizione.

Il jolly della gomma intermedia è stato provato da Vettel, a quel punto tutti hanno guardato i suoi tempi e sono rientrati in un far west di pit-stop con Leclerc obbligato a temporeggiare per la presenza di Perez, Schumacher si è ritrovato nelle prime posizioni sperando in una safety-car purtroppo per lui non arrivata.
Davanti Verstappen è stato martellante, Leclerc non ha tenuto il passo soffrendo il deteriorarsi delle gomme, Perez si è avvicinato dietro gli scarichi del ferrarista che sul finire aveva ormai una gomma slick, difendendosi strenuamente tagliando l’ultima curva senza trarre vantaggio ma subendo la penalità di cinque secondi, bellissimo il duello tra Ocon ed Hamilton per la quarta posizione.

Questo l’ordine della top-ten: 1. Verstappen – Red Bull, 2. Perez – Red Bull, 3. Leclerc – Ferrari, 4. Ocon – Alpine, 5. Hamilton – Mercedes, 6. Vettel – Aston Martin, 7. Russell – Mercedes, 8. Alonso – Alpine, 9. Latifi – Williams, 10. Norris – McLaren .

Risultato a parte, occorrono alcune considerazioni.
Innanzitutto c’è ancora tanto da rivedere, come la gestione della prima partenza quando le condizioni erano peggiorate, così Sainz dopo l’incidente: “Queste sono cose che succedono in queste condizioni, la verità è che non vedevo niente già in partenza. Ho provato a uscire dalla scia di Checo (Perez) perché c’era tanta acqua. Quando mi sono spostato però ho trovato un tratto di pista con più acqua e sono andato in acquaplaning e in testacoda. Il problema è arrivato dopo: ero fermo a metà pista, tutti arrivavano e sapevo che non mi vedevano. Li praticamente sei nelle mani di Dio, perché non sai se ti vedono o no.”
Resta clamorosa ed inspiegabile la circostanza che ha visto Gasly vicinissimo ad un mezzo pesante in pista (due i trattori) per le operazioni di recupero delle macchine incidentate; evidentemente l’incidente nel 2014 non ha insegnato proprio nulla tanto da riscuotere l’immediata indignazione social di papà Philippe Bianchi: “Nessun rispetto per la vita dei piloti e nessun rispetto per la memoria di Jules. Incredibile”.
Una vergogna.
Tuttavia sull’episodio, la FIA ha spiegato la dinamica colpevolizzando più Gasly: “In relazione al recupero dell’incidente al terzo giro, la Safety Car era stata schierata e la gara neutralizzata. L’auto 10 che aveva raccolto danni ed era finita ai box dietro la Safety Car, stava quindi guidando ad alta velocità per raggiungere il gruppo. Mentre le condizioni stavano peggiorando, la bandiera rossa è stata mostrata prima che l’auto 10 passasse il luogo dell’incidente dove era stata danneggiata il giro precedente”.
Bandiera rossa che sarebbe arrivata pochi secondi prima del passaggio di Gasly, laddove un brusco rallentamento sarebbe stato più pericoloso rispetto alla velocità tenuta, viene da chiedersi: viste le condizioni, ai mezzi pesanti non poteva essere concessa l’autorizzazione ad entrare solamente quando le monoposto erano ferme in pit-lane?
Quanto all’episodio della penalità finale di Leclerc, da sottolineare come la comunicazione sia arrivata immediatamente dopo la bandiera a scacchi senza nemmeno sentire il parere del pilota, contrariamente all’episodio di Singapore quando servirono molte ore per confermare o meno la vittoria di Perez (su Leclerc).
Verstappen in virtù della penalità è matematicamente campione del mondo, poiché la FIA come sistema di punteggio, nonostante i soli ventinove giri percorsi, ha giudicato completata la gara essendo scaduto il tempo per considerarsi tale.
Anche qui, decisione inattesa non chiara arrivata a Verstappen durante l’intervista post-gara.
Vittoria meritata a parte, il resto è stato ridicolo, col podio preparato a sensazione di una festa quasi organizzata, onestamente inaccettabile, per il futuro (già domani) serve una regolata per la credibilità.
Sipario.

Classifica Piloti

1. Verstappen (Red Bull) 366pt
2. Perez (Red Bull) 253pt
3. Leclerc (Ferrari) 252pt
4. Russell (Mercedes) 207pt
5. Sainz (Ferrari) 202pt
6. Hamilton (Mercedes) 180pt
7. Norris (McLaren) 101pt
8. Ocon (Alpine) 78pt
9. Alonso (Alpine) 65pt
10. Bottas (Alfa Romeo) 46pt
11. Vettel (Aston Martin) 32pt
12. Ricciardo (McLaren) 29pt
13. Gasly (Alpha Tauri) 23pt
14. Magnussen (Haas) 22pt
15. Stroll (Aston Martin) 13pt
16. Schumacher (Haas) 12pt**
17. Tsunoda (Alpha Tauri) 11pt*
18. Zhou (Alfa Romeo) 6pt
19. Albon (Williams) 4pt****
20. Latifi (Williams) 4pt
21. De Vries (Williams) 2pt
22. Hulkenberg (Aston Martin) 0pt

* non partito in Arabia Saudita causa problema tecnico durante il giro di schieramento verso la griglia di partenza;
** non partito in Arabia Saudita causa incidente in qualifica
;
*** due gare saltate causa Covid sostituito da Hulkenberg.
**** una gara saltata sostituito da De Vries




Classifica Costruttori

1. Red Bull 619pt
2. Ferrari 454pt
3. Mercedes 387pt
4. Alpine 143pt
5. McLaren 130pt
6. Alfa Romeo 52pt
7. Aston Martin 45pt
8. Haas 34pt
9. Alpha Tauri 34pt
10. Williams 8pt








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Andrea La Rosa

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