F1 ’23: dietro i tavoli

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Nella Formula 1 dei giorni nostri, le risorse umane aziendali contano forse più di un bravo pilota, che oggi rappresenta la punta dell’iceberg talmente grande, da comprendere importanti processi di sviluppo e comprensione. Scopriamo singolarmente, chi sono i padri delle attuali monoposto.

Il dominio della Red Bull che rischia concretamente di vincere (a meno di imprevisti) tutte le gare del campionato, ha già causato terremoti in alcuni team, soprattutto quelli che puntavano al vertice delle classifiche già scavate nonostante siano trascorse appena quattro gare.
Ciascuna monoposto è il frutto di organizzazione aziendali, spesso complementari in ciascuna area di lavoro dove il pilota secondo il proprio stile di guida, consiglia alcuni aspetti e li prova al simulatore, fruendo del prodotto finito solamente alla completa realizzazione.
Scopriamo per ciascuna monoposto, i nomi che hanno prodotto le attuali macchine in griglia di partenza, gli scossoni in atto e progetti futuri.

RED BULL
A capo c’è sicuramente il genio di Adrian Newey, capace di mettere in pista una macchina al momento avvicinabile solamente in qualifica, poi di un’altra categoria in gara come passo, consumo gomme ed efficienza aerodinamica soprattutto quando segue una monoposto al momento dell’apertura del DRS, guadagnando una velocità inarrivabile.
Il nome di Newey è quello più affascinante perché legato da molti anni al motorsport, con una carriera vincente, ma vanno menzionati anche Pierre Wachè (braccio destro di Newey), Rob Marshall, Ben Waterhouse, Craig Sinner ed Enrico Balbo.

ASTON MARTIN
Rappresenta la sorpresa del campionato, esempio lampante di come e quanto il lavoro dietro le quinte, rappresenta molto più rispetto alla possibilità di un pilota top, che Alonso nonostante l’anagrafica continua ad essere.
La mano è quella di Dan Fallows riferimento in Red Bull con Newey ai tempi delle vittorie di Vettel, il cui passaggio è stato anche oggetto di controversie legali cominciando a lavorare per Aston Martin solamente dal mese di aprile 2022 dopo aver lasciato Red Bull quasi un anno prima.
Altro nome è quello di Luca Furbatto, con tanta esperienza in Formula 1.

MERCEDES
Dopo aver dominato la storia recente, rincorrere è molto dura.
La W14 in maniera forse eccessivamente testarda, ha rimarcato la filosofia a pance zero voluta da Mike Eliott e James Allison, quest’ultimo ex Ferrari che nelle scorse settimane, ha ripreso il ruolo di direttore tecnico dopo il deludente avvio invertendo il ruolo con Eliott.
L’obiettivo è anche quello di dare ad Hamilton, una vettura tale da stimolare ancora qualche anno di Formula 1, infatti un eventuale ritiro, troverebbe Mercedes scoperta di un pilota di primissima fascia, i rumors danno contatti con Leclerc ma allo stesso modo, i ferraristi fanno gli scongiuri.

FERRARI
Il dominio della Red Bull in parallelo con le dichiarazioni pre-campionato come il responso della pista, hanno causato in Ferrari più di ogni altro team, dei veri e propri scossoni.
La SF-23 è nata sotto la direzione di un team principal (Binotto) al passo di addio, il progetto è di Enrico Cardile, David Sanchez, Fabio Montecchi, Enrico Racca, Diego Ioverno, Tiziano Battistini, Marco Adurno, Loic Bigois, Diego Tondi ed il sempreverde Rory Byrne.
Sanchez è stato il primo addio verso la McLaren, al nuovo team principal Vasseur l’arduo compito di organizzare la struttura insieme alla necessità di acquistare risorse anche da altri team, servono figure senior insieme a persone che meritano il salto di qualità dopo aver fatto gavetta, il nome forte è quello di Balbo responsabile aerodinamico della Red Bull, ma bisognerà attenzionare il gardening, ovvero un periodo di riposo nel passaggio da un team all’altro, proprio per non copiare o meglio riportare immediatamente i segreti altrui.

Nell’incastro Ferrari-Red Bull c’è l’ormai certo passaggio di David Mekies da direttore sportivo Ferrari e team principal Alpha Tauri (ex Toro Rosso in orbita Red Bull), dove una serie di accordi potrebbero accelerare entrambi i trasferimenti.

McLAREN
È James Key il papà della MCL60, purtroppo nata sotto le aspettative e destinata nella migliore delle ipotesi, ad un ruolo di centro gruppo.
Per questo motivo a Woking, sono immediatamente cambiati i ruoli.
Salutato Key al suo posto ci sarà Sanchez dalla Ferrari, insieme a Peter Prodromou (direttore tecnico dell’aerodinamica) e Neil Houldey (direttore tecnico ingegneria e design), con Andrea Stella altro ex Ferrari nel ruolo di team principal.

ALPINE
Alla base del progetto ci sono Pat Fry (lunghissima esperienza), Matthew Harman, Naoki Tokunaga, Simon Virril, Benjamin Norton, Dirk de Beer e James Rodgers.
Come per McLaren, l’obiettivo era quello di avvicinarsi ai tre top team quali Red Bull, Mercedes e Ferrari, ma l’arretramento iniziale nelle gerarchie nel confronto soprattutto di Aston Martin, non deve avere soddisfatto i vertici ex Renault.

HAAS
La VF-23 chiamata a scalare la classifica dalle ultime posizioni, è nata sotto la direzione di Simone Resta, ingegnere con molta esperienza in Formula 1 tra Ferrari e Alfa Romeo prima di passare al team statunitense comunque vicino alla rossa.
A differenza dei trascorsi anni, l’augurio è quello che il nuovo title-sponsor possa aiutare la piramide organizzativa a fornire i giusti sviluppi, nel tenere il passo della concorrenza durante il campionato.

ALFA ROMEO
La C43, ricordiamo ribattezzata per motivi commerciali ma con licenza svizzera, è stata progettata da Jan Monchaux, Lucia Conconi, Alessandro Cinelli e Nicolas Hennel.
Bello che tra le figure di responsabilità ci sia una donna, tra l’altro protagonista anni addietro col miracolo Brawn Gp.
Un lavoro importante quello di Alfa Romeo, perché nonostante l’imminente passaggio al marchio Audi, i processi progettuali devono restare concentrati all’obiettivo della pista, considerato come l’attuale regolamento sarà in vigore per ancora diversi anni, pertanto nessun calo di concentrazione è permesso.

ALPHA TAURI
È un momento delicato per l’ex Toro Rosso, tifata da molti italiani avendo mantenuto la sede di Faenza un tempo della Minardi.
Il direttore tecnico è Jody Egginton, che a breve sarà affiancato come detto da David Makies proveniente dalla Ferrari, a portare esperienza e probabilmente nuova linfa alle risorse in questo momento a disposizione.

WILLIAMS
La FW45 è stata progettata da Francois-Xavier Demaison, Adam Carter, Dave Wheater, David Worner e Jonathan Carter, ma l’acquisto in corso più importante, è stato quello di James Wowles in precedenza capo stratega della Mercedes negli anni d’oro.
Il lavoro è tanto dopo anni bui, l’ex Mercedes sta portando le giuste motivazioni per risalire dalle ultime posizioni e centrare maggiormente la zona punti, puntare direttamente alla prossima monoposto potrebbe essere la strategia per risalire maggiormente le gerarchie.

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Andrea La Rosa

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