
Parte forte il calendario con la seconda gara in altrettante settimane, dall’Australia verso la Cina sul circuito di Shanghai, tornato l’anno scorso a ospitare il Gran Premio dopo la pausa dal 2020 al 2023 causa restrizioni pandemia. Sarà ancora la McLaren ad essere assoluta protagonista?
Quando agli inizi del nuovo millennio, la Formula 1 iniziò a guardare con interesse la proposta di un Gran Premio in Cina, era oramai chiara l’intenzione o meglio i propositi dell’ormai colosso economico, per un’idea nata negli anni Novanta, quando il governo aveva individuato un’area nei pressi di Zhunai nel Guangdong, nella parte meridionale del Paese.
Lì venne costruito il Circuito Internazionale con l’intento di entrare nel calendario 1999, ma tale sede non venne considerata adeguata ai requisiti della Federazione, così le istituzioni non cestinarono l’idea e forti anche dell’esperienza organizzativa di Macao, riuscirono a introdurre il Gran Premio dal 2004 nella sede di Shanghai che nella sua periferia, l’anno prima aveva fatto costruire un autodromo dalle caratteristiche innovative specie se contestualizzate al periodo, perché considerato il terreno paludoso vennero adottate delle fondazioni in polistirene, tra l’altro con le tribune disegnate in maniera pertinente all’identità del luogo, come la forma delle foglie di Loto utilizzata a copertura in alcune tribune disposte lungo il tracciato.
Dunque non un copia-incolla di altri circuiti europei, perché la percorrenza del giro in pista, alterna curve veloci a rettilinei e staccate, disegnato in modo da somigliare al carattere cinese “shàng” che significa “sopra” o “salire”, alla base del nome della stessa capitale, Shanghai.
L’evento dal momento della sua introduzione, è stato ininterrottamente in calendario, tornato l’anno scorso dopo ben quattro anni di assenza a seguito delle restrizioni causa Covid.
Per le statistiche, è Lewis Hamilton a detenere il maggior numero di vittorie (6), per un record destinato a durare molto tempo visto il distacco da Alonso fermo a quota (2), ma soprattutto Verstappen che conta un successo.
Mercedes in testa alle vittorie per scuderia (6), seguita da Ferrari (4) e McLaren (3).
Erano in un campionato a sé stante, è impressionante da vedere dal punto di vista dei tifosi. Quando decidono di andare, vanno. E noi dobbiamo usare tutti gli strumenti che abbiamo. Hanno un’ampia finestra nella quale possono spingere, spingere, spingere.
Toto Wolff, team principal Mercedes
(dopo il Gp d’Australia sulla superiorità della McLaren)
Sarà un weekend con tanta azione in pista, per il programma della gara sprint che ridurrà le prove libere ad una sola sessione e di conseguenza la difficoltà di trovare immediatamente la giusta configurazione delle rispettive vetture con le caratteristiche del tracciato, senza dimenticare come sempre la gara sprint, assegna punti ai primi otto classificati.
Al netto delle condizioni d’incertezza meteo che pochi giorni addietro sono state protagoniste a Melbourne, la McLaren si è manifestata come una monoposto superiore alla concorrenza, dove Norris è stato capace di esorcizzare l’assalto di Verstappen dimostrando di avere acquisto la mentalità per competere al massimo livello e di conseguenza, cancellare le remore mentali che troppo spesso, soprattutto l’anno scorso, l’avevano visto soccombere proprio nei testa a testa con l’olandese.
Anche la precisione e gli ordini del team di non battagliare tra loro piloti papaya, sono stati un segnale per ritornare definitivamente a competere nelle posizioni di vertice senza gettare punti nel caso di eventuali incidenti.
In questa situazione di manifesta superiorità, ci si aspetta un Verstappen come sempre agguerrito pronto a far valere quello che definiamo “fattore Max”, ovvero la capacità di andare oltre la perfomance di una Red Bull non più dominante come nel recente passato, dove ci si aspetta qualcosa in più di Lawson decisamente bocciato dopo la trasferta australiana.
La Mercedes giocherà le sue carte, con Russell primo pilota ma attenzione alla crescita di Antonelli, che ha dimostrato solidità mentale e consapevolezza nelle proprie capacità dopo un esordio complicato, in quanto proveniva l’anno scorso da un incidente nelle libere di Monza e la qualifica nelle ultime posizioni di sabato scorso, poi preciso e senza timore nel Gran Premio, da sedicesimo a quinto alla prima gara in Formula 1, considerando avere diciotto anni e sostituiva il peso di un sette volte campione del mondo.
Non è stata dimenticata ma sicuramente per quanto visto nel Gran Premio d’Australia, la Ferrari appare in questo momento dietro le squadre menzionate, dove Leclerc nelle interviste post-gara, si era assunto forse troppo generosamente la colpa della pessima giornata che magari senza un testacoda avrebbe compiuto un risultato migliore, ma certo non c’è stato nessun argomento per essere soddisfatti, ecco perché correre immediatamente dopo un weekend horror, può essere la migliore occasione per una prestazione quantomeno positiva.
Un eventuale altro flop anche a Shangai, rischierebbe di far suonare qualche campanello d’allarme, la stagione è lunga, speriamo non di lacrime.
Ripartono con fiducia quei team che nel caos australiano segnato dalla pioggia, hanno conquistato punti che verranno utili quando progressivamente le forze in pista saranno più chiare.
A cominciare dalla Williams rinata rispetto un anno addietro, con Sainz che vorrà riscattare l’errore di andare sulle barriere in regime di safety-car quando il compagno di squadra, Albon, ha brillantemente concluso al quarto posto.
L’Aston Martin per continuare una fiducia che seppur vedendo gran parte delle risorse destinate al 2026, non può considerare il campionato appena iniziato come un lungo conto alla rovescia.
In Cina arriva col sorriso la Sauber dopo i sei punti conquistati sul traguardo di Melbourne, che possono segnare il futuro rispetto (soprattutto) al complicatissimo 2024.
Alpine e Racing Bulls con destini diversi ma paralleli, entrambi con rookie sulle barriere australiane alle prese con figure decisionali dal passato non troppo tenero con errori dei propri piloti, ecco perché sia per Doohan e Hadjar, l’appuntamento di Shanghai potrà essere l’immediata occasione di riscatto.
Ci si aspetta un sussulto dalla Haas, apparsa finora come la macchina più in difficoltà.
Infine la novità più importante potrebbe essere quella riportata da AutoRacer.it, ovvero l’ennesima revisione del regolamento riguardante la flessibilità dell’ala posteriore: lo slot-gap tra il mainplane e la sezione dell’ala mobile, non dovrà superare gli 0.5 millimetri quando, a vettura ferma, viene applicato un carico di 750 Newton alle estremità dell’alettone.
La precedente misura consentita era di 2 millimetri, per una tolleranza assai ridotta e resasi necessaria dopo che a Melbourne, l’utilizzo di telecamere appositamente montate durante le libere, ha permesso alla Federazione di comprendere come qualcosa non andasse, pur senza puntare il dito su un preciso team e generalizzando il fenomeno.
Da capire a questo punto, se qualche team in particolar modo, risentirà di questa nuova direttiva.
Il programma del weekend (ora italiana).
Prove libere 1
Venerdì 21 Marzo – ore 04;30
Qualifiche gara sprint
Venerdì 21 Marzo – ore 08;30
Gara sprint
Sabato 22 Marzo – ore 04;00
Qualifiche Gran Premio
Sabato 22 Marzo – ore 08;00
Gran Premio
Domenica 23 Marzo – ore 08;00