Finalmente… Ferrari!

F

Vettel_postDi recente, troppi e innumerevoli i bocconi amari.
Oggi una pausa.
Oggi, finalmente.
L’inizio della gara, così come le prove libere del venerdì concentrate sul “long run”, aveva fatto intuire come, girando su tempi pressoché simili alle Mercedes, ci sarebbero state delle sorprese.
L’anticipata sosta ai box di Kimi Raikkonen, “pizzicato” nei primissimi giri ad una gomma posteriore dalla Sauber di Nasr, aveva per un attimo fatto cadere le braccia ma si sa, nello sport come in tutto il resto, ci vuole anche un pizzico di vento favorevole.
L’ingresso dopo pochi giri della safety car, a seguito del testa-coda di Ericsson, ricompatta il gruppo e dà inizio alla rimonta di Kimi, ma non solo, non solo.
Le Mercedes, così come altre monoposto, durante l’ingresso dell’auto di sicurezza scelgono di fermarsi ai box per il cambio gomme, per poi ritrovarsi diversi giri a battagliare nella parte medio alta del gruppo ma, di fatto, perdendo quei giri di freschezza delle gomme e venendo sorprese da Vettel che rimane in pista, decidendo per uno stint più lungo di gara, sfruttando non solo la pista libera davanti a lui, ma nel complesso una Ferrari ottimamente bilanciata nella performance.
Il corso della gara così come il finale è tutto da vivere.
Estasi.
Vettel non sbaglia, guida sulle punte delle dita e dalla sua “camera car” appare pulito il controllo dell’auto.
I team radio sono eloquenti.
Quelli di Hamilton e Rosberg, sicuramente sorpresi dalla competitività della rossa, lasciano trasparire una chiara irritazione e confusione nelle strategie.
Ma i giri passano, Vettel gestisce bene il tentativo di rimonta e nel frattempo Raikkonen arriva quarto.
Alè! Game Over.
Dopo aver tagliato il traguardo, ascoltare ancora un team radio con le parole emozionate del tedesco quattro volte campione del mondo fa sentire noi tifosi dentro la monoposto, parte integrante della gara e partecipi della vittoria.
Nessuna strategia, nessun cambio meteo, semplicemente i più forti.
È una vittoria chiara, pulita, netta… operaia.
Il volto degli uomini Mercedes a fine gara è tutto dire.
Una prova solida.
Una vittoria tutto cuore, una vittoria operaia come le parole caute, velatamente ottimistiche durante i test invernali di tutto lo staff dirigenziale, da Marchione al nuovo team principal Arrivabene (nomen omen).
La scelta di quest’ultimo nel non andare a festeggiare sul podio il primato, è quanto di più riassuntivo.
Le sue parole di velata felicità, dopo il recente gradino basso sul podio in Australia hanno fatto capire che la musica è cambiata.
Bene il terzo posto ma dobbiamo tornare nel gradino più alto, aveva fatto intendere il team principal subito dopo il traguardo di quel Gran Premio; parole probabilmente viste fuori luogo in quel momento, a maggior ragione dal presupposto di partenza.
Niente scuse o peli sulla lingua verso nessuno, solo lavoro seppur col giusto margine di sbaglio.
Due parole d’ordine: umiltà e lavoro.
Sentire sul podio l’inno di Mameli non può che far scendere una lacrimuccia ai più appassionati e soprattutto nostalgici.
Che sia di buon auspicio.
Come diceva il buon Galeazzi dopo uno scambio in Coppa Davis… Alè!
Due monoposto, 1.300 dipendenti, un solo colore.
Il 29 Marzo non solo la Domenica delle Palme, ma anche un’altra goduria sportiva, col podio della MotoGp tutto tricolore.
Proviamoci.
Senza guardare la classifica, senza fare calcoli e via dicendo.
Tutto da guadagnare, niente da perdere.
Succeda quel che succeda.
Finalmente.
Dimenticavo: Forza Michael, Forza Jules.

Autore

Andrea La Rosa

2 commenti

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  • Ben arrivato nel team giornalistico di Sport One. Bello il testo sulla prima (speriamo sia la prima di lunga seria) vittoria di Vettel su Ferrari. Complimenti!

Andrea La Rosa

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