Formula E: la nuova frontiera dell’automobilismo?

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Il contenimento dei costi e l’equilibrio sportivo sono le fondamenta della Formula E, categoria automobilistica “green” ideata dalla FIA ed inaugurata nel 2014 dopo una serie di iniziali eventi dimostrativi, le cui vetture sono fornite da un unico costruttore ed alimentate da un motore elettrico.
Il campionato 2017-2018 sarà il quarto in ordine cronologico, dove la potenza delle monoposto in qualifica sarà di 270 cavalli, quella in gara di 243 cavalli; le batterie avranno un’energia di 28 kWh (consumo massimo consentito).
Nelle prestazioni, si stima una velocità massima di circa 225 km/h.
Il sistema di punteggio è uguale a quello della Formula 1, premiando i classificati dal primo al decimo posto.

Tra i protagonisti, è corposa la rappresentanza di ex piloti di Formula 1, come Nick Heidfeld (185 gare tra il 2000 ed il 2011), Sèbastien Buemi (tre anni con la Toro Rosso), Lucas Di Grassi (nel 2010 con la Virgin), Jèròm D’Ambrosio (20 gare tra il 2010 ed il 2012), Nelson Piquet Jr (tra il 2008 ed il 2009 in Renault) e Jean-Eric Vergne (58 gare in Toro Rosso e di recente anche collaudatore della Ferrari).
Nell’albo d’oro sono iscritti Nelson Piquet Jr, Sèbastien Buemi e Lucas Di Grassi.
La stagione attuale inizierà il 2 dicembre ad Hong Kong, per poi chiudersi il 29 luglio a Montreal.
Nei 14 appuntamenti in calendario, anche le strade cittadine di Roma ospiteranno le monoposto ecologiche il 14 aprile.

Che sia la nuova frontiera dell’automobilismo? Difficile dare oggi una risposta.
Sicuramente una vetrina per costruttori che non riescono a sostenere i costi esorbitanti per la Formula 1, per molti piloti fuori dal gran circus o che non ne hanno mai fatto parte pur andando vicino a guidarvi una monoposto, ed infine un importante riflettore turistico per molte città importanti come Roma, New York, Berlino, Santiago e Marrakesh.

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Andrea La Rosa

2 commenti

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  • La nuova Formula E, apre la frontiera al mondo automobilistico “green”, dando un’opportunità sia alle case costruttrici impossibilitate alla F1 che a molti piloti, tra questi alcuni ormai fuori dal giro o altri, passati aspiranti al gran circus.
    L’appuntamento di Roma, rappresenterà uno scenario molto suggestivo lungo le strade cittadine.
    La Tesla? Sarebbe un bel confronto ma ad oggi, non penso abbiamo come obiettivo le competizioni. Chissà un giorno.
    Siamo agli albori e condivido il tuo pensiero; intanto importanti storici già in F1 si stanno affacciando, l’obiettivo può essere quello di affermarsi ponendo il paragone tra Superbike e MotoGp.
    Seguire in chiaro le gesta di questa competizione, ne aiuterà il seguito.
    Grazie per i tuoi attenti contributi.

  • Il mio primo contatto con la formula E non è stato esaltante: a parità di “manico” sorpassare non è facile anche perché le macchine sono sostanzialmente identiche. L’introduzione di nuove case costruttrici potrebbe portare un maggior interesse sportivo (e qui aspettiamo l’arrivo di tesla). La gara divisa in due parti (per sostituire le vetture con le batterie esaurite) con sosta con un tempo minimo, non permette grandi strategie: il cambio deve essere effettuato nell’arco di due giri pena rimanere a piedi. Rimane a questo punto la curiosità di vedere le possibili evoluzioni di una tipologia di alimentazione che sta cercando di affermarsi nel contesto della mobilità globale.

Andrea La Rosa

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