Formula tricolore

F

Ci avviciniamo al 13 settembre quando al Mugello in occasione del Gp della Toscana, la Ferrari festeggerà la gara n.1000 in F1. Sono tanti i team italiani presenti nella storia della F1, alcuni di passaggio mentre altri hanno lasciato il segno, riscopriamoli.

Alonso guida la Minardi a Spa-Francorshamps 2001

Tra le pagine impolverate della F1, sono impressi i nomi di molti team che hanno provato a stare tra i grandi. Sicuramente nel passato c’erano maggiori possibilità, oggi è praticamente impossibile fare un salto nel buio visto l’avanzato stato tecnologico delle monoposto ed i relativi costi, anche se il prossimo budget cup potrebbe ingolosire degli investitori.
Scopriamo in ordine cronologico la lista dei team italiani presenti in F1, partendo dagli anni ’50, con la SVA acronimo di Società Valdostana Automobili che nel 1950 non concluse nessuna gara, stessa sorte per la Cisitalia che nel 1952 partecipò al Gp d’Italia senza qualificarsi, mentre la Scuderia Milano (’51-’53) partecipò a quattro gare conquistando due lusinghieri punti col pilota (sempre italiano) Felice Bonetto.
Sempre a Milano aveva sede la Arzani-Volpini che non partì al Gp d’Italia del 1955, mentre da Modena arrivò la Tec-Mec (Studio Tecnica Meccanica) che partecipò al solo Gp degli Stati Uniti del 1959.
L’Osca partecipò a quattro gare (’51-’53 e ’58) senza ottenere punti ma concludendo al nono posto il Gp d’Italia del ’51 con Franco Rol, idem la Lancia (’54-’55) che ebbe maggiori soddisfazioni nel Rally.
La Maserati nel decennio ’50-’60 vinse nove delle settanta gara disputate, con due titoli piloti nel ’54 (Fangio guidò i primi due Gp prima di passare in Mercedes) e ’57, ed Alfa Romeo in pista nel biennio ’50-51 poi ’79-’85, partecipando a centodieci Gp vincendone dieci e conquistando i primi due titoli piloti dalla storia della F1, nel 1950 e nel ’51, con Farina e Fangio. Il biscione è recentemente tornato in F1, dal 2018 a seguito di accordi commerciali rinomina la Sauber che mantiene la licenza svizzera.
Negli anni ’60 ritroviamo la modenese De-Tomaso che corse dieci Gp nei campionati ’61-63 e ’70, poi la bolognese A-T-S (Automobili Turismo e Sport) attiva nel ’63-64 ottenendo come miglior risultato nelle sei gare disputate, il diciottesimo posto nel Gp d’Italia di Phill Hill.
Arriviamo agli anni ’70, con la Bellasi che corse due Gp nei campionati ’70-’71, la Tecno quattro Gp (72/’73), migliori furono le prestazioni della Iso-Marlboro (’73-’74) che disputò trenta gare raccogliendo sei punti, miglior risultato il quarto posto di Arturo Merzario nel Gp d’Italia ’74.

Lo stesso pilota fondò la Merzario, in pista dal ’77 al ’79 con dieci gare all’attivo.
Durante gli anni ’80-’90, diversi team italiani entrarono in F1.
L’Osella nell’intero decennio disputò ben centotrentadue gare, ricordiamo la perugina Coloni (13 Gp dal 1987 al 1991), l’EuroBrun (14 Gp dal 1988 al 1990, la Dallara-Scuderia Italia (92 Gp dal 1988 al 1993) con due punti nella classifica costruttori del 1992 grazie a due sesti posti di Pierluigi Martini.
Pochi risultati ma meritano di essere menzionate la Trussardi che nel 1987 non disputò nessuna gara, la Life (nessun Gp nel 1990) e l’Andrea Moda che nel 1992 prese parte ad un solo Gp.
Il settimo posto all’esordio di Nicola Larini fece ben sperare per l’esordiente Modena Team che purtroppo nel 1991 gareggiò solamente in sei Gp, dovendo ad ogni appuntamento partecipare alle prequalifiche dove i quattro piloti più lenti venivano eliminati.
Meglio la bergamasca Fondmetal che corse diciannove gare nel biennio ’91-’92, raggiungendo come miglior risultato il decimo posto a Spa-Francorshamps con Eric Van de Poele.
Come non dimenticare la Forti, presente nel biennio ’95-’96, che disputò ventitré gare col rammarico di non aver raccolto punti nel pazzo Gp di Montecarlo quando arrivarono al traguardo pochissime monoposto e proprio in quel caso, nonostante la mancanza di prestazione, sarebbe stato sufficiente arrivare fino alla fine per raccogliere punti storici.
Grande soddisfazioni ha regalato la Benetton (260 gare e 27 vittorie dal 1986 al 2001) che fino al 1995 ha corso con licenza britannica, di cui ricordiamo i due titoli mondiali di Michael Schumacher.
È durata vent’anni la storia della Minardi, che dal 1985 al 2005 ha gareggiato ben 340 Gp, poi acquisita dalla RedBull per schierare un junior team, dapprima Toro Rosso dal 2006 al 2019, oggi Alpha Tauri mantenendo la sede di Faenza.
Non l’abbiamo dimenticata solo per dare spazio alla storia degli altri team, ma certamente la Ferrari rappresenta non solo il tricolore ma la storia della Formula 1.

Autore

Andrea La Rosa

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