Il punto sulla NBA a metà novembre

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La metà di novembre è per definizione il primo momento in cui tracciare una linea (neanche troppo immaginaria) sugli eventi sportivi che si stanno consumando sul pianeta a gravità zero della NBA.

Sgombriamo subito il campo da ogni forma di dubbio: ad Ovest gli artigli più pericolosi della lega sono quelli degli affamati Grizzlies di Memphis (8W-1L), mentre i motori più roboanti restano quelli dei Rockets di Houston (8W-1L); ad Est, invece, la vetta é preda del bestiario più originale che si possa immaginare, i Bulls di Chicago e i Raptors di Toronto condividono la medesima performance (7W-2L).

I Rockets primeggiano nella West Conference con la loro ennesima ma sofferta vittoria sui 76ers (0W-9L) per 88-87. Philadelphia, quest’anno, sembra aver imboccato una strada davvero pericolosa, scegliendo di accelerare la folle corsa verso il muro alla fine del vicolo piuttosto che sterzare bruscamente o decelerare (nel terzo periodo sono stati addirittura avanti di 13 lunghezze!). James Harden (nella foto) ha confezionato un capolavoro da 35 punti, realizzando anche quello del sorpasso definitivo, con soli 9 secondi sul cronometro (non dimentichiamoci del 14/16 ai liberi). Accanto ad lui si sono fatti valere Howard (21 punti e 16 rimbalzi) ed Ariza (13 punti e 9 rimbalzi). Papanikolaou, invece, non è riucito a ripetere la bella prova messicana. Sull’altro versante, da segnalare i 19 punti di Wroten, i 14p di Sims e i 13p di Carter-Williams (ancora una volta partito dalla panchina).

Parziale di primo tempo: 80-44. Di fronte ad un risultato del genere chiunque è legittimato a pensare che non ci si può attendere troppo per cambiare volto alla partita. O forse no? Dall’NBA ci si può e ci si deve aspettare di tutto, ma non è questo il giorno e non è questa la partita. I 15.000 spettatori di New Orleans (5W-3L) hanno osannato il 15/20 nel tiro da tre punti dei Pelicans, i 24p di Holiday e i 22p di Anthony Davis (ancora affetto da una strana sindrome che gli vieta di tirare da tre!).

Minnesota appare quasi esasperata e decide di investire tutto sull’ottimismo di Wiggins (20p) e Brewer (18p), arrivando ad inserire LaVine nel quintetto base al posto di Rubio. Hanno fame di vittoria e sete di canestri: arriveranno a tirare ben 41 liberi. Ma i loro avversari, quegli uccellacci dei Pelicans, stanno attraversando uno stato di grazia, raggiungendo quota 66,7% da due e 53 punti di vantaggio. Per non parlare di cinque players che concluderanno la partita in doppia cifra (tra cui Rivers, Evans ed Anderson).

Sirena e rammarico per i Knicks (2W-8L) che hanno smarrito, finora, l’ago della bussola. Anthony riuscirà a totalizzare 46 punti ma il triangolo di Jackson e Fisher non decollerà. Per fortuna la stampa newyorkese ha deciso di regalare una tregua (seppur armata) ai due condottieri. Trey Burke è capace di scacciare lo spettro dell’overtime, quando ormai tutti lo attendevano da un momento all’altro, centrando in pieno un tiro da due allo scoccare del buzzer beater, regalando ai Jazz una vittoria al cardiopalma (4W-6L). Eccellente prova di Hayward da 33 punti e la doppia doppia di Favors da 21 punti (p) e 12 rimbalzi (r).

Le pepite d’oro dei Nuggets (2W-6L) si presentano alla corte dei Pacers (3W-7L) con 5 sconfitte consecutive. Avrebbero bisogno di una bella vittoria “scacciacrisi”. Presto fatto! Ty Lawson ha incoraggiato i suoi compagni come un leone, mettendo a segno 11 punti (p) conditi da 10 assist (as). Nell’intervallo i punti di distacco diventeranno 17 contro un’Indiana che continua a contare i caduti per infortuni tra le sue file. AJ Price verserà la sua quota di 14p. A seguire Sloan, Hill e Allen con 1p, e Mahinmi 7p e 10r. Cosa resta a Denver? 17p di Afflalo, 13 di Chandler e Harris, 12 di Faried e un Gallinari sbiadito. Risultato finale: 87-108.

Orlando (4W-6L) si schiarisce la voce, mette in scena un copione convincente e aggredisce al collo i Bucks (4W-5L), fino a dissanguarli. Diciassettesima vittoria interna dei Magic contro Milwakee. Oladipo è ritornato a calcare il parquet, mentre Tobias Harris sarà ricordato con 26p e 10r. La gara si risolverà a cavallo tra terzo e quarto periodo, su un parziale di 84-68. La seconda vittoria di Orlando (dopo New York mercoledì), 101-85, porterà le firme di Vucevic, Fournier, Oladipo. Per i Bucks si segnala il solito Knight da 24p, 19 di Antetokounmpo, 10 di Henson.

Gli Speroni americani (5W-3L) hanno violato con arroganza lo Staples dei Lakers (1W-8L). San Antonio fa il bis, portandosi a casa una vittoria decisiva (80-93) e un record prezioso di Duncan (con i suoi 25.000 punti segnati in carriera, si è posizionato comodamente al 19esimo posto della NBA tra i giocatori di tutti i tempi). Nel fare ciò, tuttavia, non ha smesso un attimo di battibeccare con Bryant. Quest’ultimo realizzerà solo 9 punti con 1/14 al tiro; da aggiungere 19p di Boozer, 15p di Lin e 10p più 11r di Jordan Hill. Nella coralità tipica degli Spurs occorrerà annotare i 14p di Joseph, 13p e 11r di Duncan, 12 di Leonard e 11 di Parker.

Chesapeake Arena. Pistons vs Thunders. I più forti si sono dimostrati i primi (3W-6L), lavorando duramente per agguantare i supplementari e vincerli per 89-96. Brandon Jennings sarà osannato con i suoi 25 (dei 29) punti tra il secondo tempo e l’overtime. Datome, strano a dirsi, resterà in panchina e non entrerà mai in campo. La reazione dei Thunder (3W-7L) è stata affidata a Jeremy Lamb (24p e 10r), Reggie Jackson (20p e 12as) e Ibaka (19p e 10r). Per Detroit 18p di Smith, 14p di Monroe, 12p di Jerebko e 9p e 15r di Drummond.

Molte cose non stanno andando giù a King LeBron negli ultimi giorni. Al TD Garden di Boston il terzo quarto è stato archiviato con una perdita secca di 42-25. Alla fine il tabellino dirà 41p per James e 27p per Irving. Cleveland (4W-3L) si aggiudicherà la vittoria sui Celtics (3W-5L) per un solo punto di scarto (al verde team non sarà concesso tirare a canestro negli ultimi lunghissimi 36 secondi). Per Boston, invece, ci saranno 21p di Olynyk, 19p di Green e Sullinger (10r), 6p/16as/8r di Rajon Rondo.

Prima di chiudere una rapida occhiata a Charlotte. Cosa sta accedendo ai velenosi Vesponi? Finalmente gli Hornets (4W-5L) hanno cambiato volto alla loro deludente performance di vittorie in trasferta (zero), vincendo contro i Suns (5W-4L). Kemba Walker segnerà 12 (dei suoi 19) punti tutti nel secondo tempo. Risponderà a distanza, ma non abbastanza, un eccitante Bledsoe con 21p e 11r. I Suns, ad un tratto, tenteranno di risalire la china, fino ad un nervosissimo -4 (firmato da Dragic e Mark Morris). Ma due cambi di fronte consecutivi di Zeller porranno la parole fine alle speranze dei padroni di casa (insieme a quattro liberi di fila di Neal). Finale: 95-103.

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Francesco Pumpo

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