Impreviste sostituzioni

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Il pilota della Racing Point Sergio Perez, a causa della positività al Covid-19, è stato sostituito da Nico Hulkenberg. Scopriamo alcuni casi dove nel corso della storia in cui è stato necessario il cambio del pilota titolare.

N. Hulkenberg a bordo della Racing Point

Non è raro che un pilota titolare venga sostituito a campionato in corso. I motivi possono essere molteplici, tra questi la mancanza di risultati, incidenti/infortuni o problemi di salute, in questo caso l’augurio è che causa Covid sia stata la prima e l’ultima volta.
Il 1982 fu un’annata terribile per la Ferrari, che fronteggiò la morte di Gilles Villenueve sostituito da Patrick Tambay, ma anche l’incidente di Hockenheim dove Pironi a seguito di un gravissimo incidente si fratturò le gambe. Venne chiamato Mario Andretti che a 42 anni si classificò sul podio di Monza e poi si ritirò nel Gp di Las Vegas.
La Benetton nel 1990, sostituì Alessandro Nannini (incidente in elicottero) con Roberto Moreno, in quella stagione impegnato con l’EuroBrun; per il pilota brasiliano la soddisfazione del secondo posto nel Gp del Giappone, unico podio della sua carriera.
Il 1991 vede l’esordio di Michael Schumacher con la Jordan a Spa-Francorchamps per sostituire Gachot; il tedesco stupì qualificandosi al settimo posto, poi ritirato in gara, ma era evidente il talento del pilota; successivamente il team avvicendò quel sedile con Moreno e Zanardi.
Nel 1992 Nicola Larini sostituì Ivan Capelli negli ultimi due Gp senza ottenere punti, meglio nella stagione 1994 in pista nel Gp del Pacifico e San Marino al posto di Jean Alesi (infortunato alla schiena). Ritirato nel primo appuntamento, andò sul podio dell’infausta gara ricordata per la morte di Senna e Ratzenberger nelle qualifiche. Proprio ad Imola condusse la gara per tredici giri, e ad oggi resta l’ultimo pilota italiano ad essere salito sul podio con la Ferrari. Nello stesso campionato la Williams, per sostituire il campione brasiliano, alternò il giovane Coulthard col veterano Mansell anche per aiutare Damon Hill che perse il confronto con Michael Schumacher, vincendo il titolo costruttori. Alexander Wurz nel 1997 esordì sulla Benetton per sostituire Berger,

non ancora ripresosi da un’operazione chirurgica, collezionando due ritiri ed un podio a Silverstone, risultato che gli consentì di mettersi in luce e disputare una buona carriera.
Sempre l’austriaco nel 2005 è terzo pilota McLaren, chiamato in pista per sostituire Montoya infortunato, concludendo al quarto posto poi terzo dopo la squalifica a Button.
Il campionato 1999 venne segnato dall’incidente a Silverstone di Michael Schumacher, sostituito da Mika Salo poco prima alla BAR.
Il finlandese guida per sei gare la Ferrari del tedesco, classificandosi secondo in Germania e terzo a Monza, e contribuendo al titolo costruttori.
Nella seconda parte del campionato 2006, la McLaren sostituì Montoya (passato alla Nascar) con De La Rosa, che ottenne come miglior risultato il secondo posto al Gp d’Ungheria.
La storia più bella ed incredibile, che abbiamo già raccontato su SportOne, è quella di Markus Winkelhock, che nel Gp d’Europa 2007 sostituì Yamamoto.
Per il tedesco quella fu l’unica gara in F1, ricordata per l’impresa di azzeccare il rientro ai box montando gomme da bagnato (su pista asciutta) prima del semaforo verde con le nuvole minacciose di pioggia, arrivata in maniera torrenziale dopo pochi metri dal via. La sua Spyker dall’ultimo posto risalì dall’ultimo al primo posto, nell’incredulità di vederlo dietro la safety-car guidare il gruppo, poi ritirato alla ripartenza. Successivamente venne sostituito da Albers che concluse la stagione.
Nel 2009 Timo Glock è infortunato dopo l’incidente di Suzuka, così la Toyota promuove per le ultime due gare l’esordiente Kobayashi che in Brasile e Abu Dhabi conclude nella top-ten segnando punti, gli ultimi del team, che proprio in quell’anno chiude i battenti nonostante la quinta posizione nella classifica costruttori. Per il giapponese un risultato lusinghiero che gli valse nei successivi tre campionati il sedile in Sauber, chiudendo la carriera nel 2014 in Caterham.

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Andrea La Rosa

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