Jaromir Jagr 3 – In finale 21 anni dopo

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Jagr3_postIl terzo e ultimo capitolo della carriera del più forte e longevo giocatore europeo di tutti i tempi nella storia dell’hockey su ghiaccio ha inizio nel 2011 con il suo clamoroso ritorno in NHL, a 39 anni, dopo tre stagioni di esilio europeo che sembravano precludere all’inevitabile ritiro.

Invece eccolo qua, Jagr, che non solo riattraversa l’Oceano ma lo fa per vestire la maglia dei Philadelphia Flyers, i più acerrimi rivali di quei Pittsburgh Penguins che aveva condotto a due finali consecutive e ad una Stanley Cup. Nella gara d’esordio fa segnare, con un assist, il punto numero 1600 della sua carriera e più in generale disputa una buona regular season, con 19 gol e 35 assist in 73 partite. Nei playoff, il destino beffardo gli mette di fronte proprio i Penguins e Jagr (oramai fischiatissimo dai suoi ex tifosi) non solo li elimina, ma si toglie la soddisfazione personale di segnare proprio contro di loro l’unico gol messo a segno nei playoff. I Flyers arrivano fino alla finale della Eastern Conference, dove vengono stoppati dai New Jersey Devils della saracinesca Brodeur.

Il contratto con Philadelphia è di un solo anno, ma dopo un campionato così ben giocato Jagr non ha problemi ad accasarsi ancora in NHL, firmando per 4,5 milioni di dollari per una stagione con i Dallas Stars. La NHL inizia in ritardo per il consueto lockout (che Jagr trascorre come al solito giocando per la sua Kladno), ma già dall’esordio Dallas capisce di aver speso bene i suoi soldi: il ceco si presenta al suo nuovo pubblico con due gol e due assist contro Phoenix, prologo di una stagione da 26 punti (14 gol e 12 assist) in 34 gare, in cui taglierà anche lo strabiliante traguardo dei 1000 assist in carriera (1° europeo e 12° di tutti i tempi). La franchigia texana manca però la qualificazione ai playoff e decide di ringiovanire il roster, così Jagr si sposta alla punta opposta dell’America, a Boston.

Quella con i Bruins è storia d’oggi, culminata nella finale di Stanley Cup (giocata a 21 anni di distanza dalla precedente, un record assoluto) conclusasi poche settimane fa con la sconfitta di Jagr e compagni in sei partite per mano degli Chicago Blackhawks. Jagr gioca solo 11 partite di stagione regolare, poche ma sufficienti a confermare il cambiamento del suo modo di giocare e del relativo contributo al gioco di chi gli sta intorno. Da attaccante devastante e potentissimo, Jagr si trasforma in pregevolissimo assist-man, pronto al sacrificio in difesa e alle aperture per i ribaltamenti di gioco verso i velocissimi Marchand e Horton. Non a caso, in regular season fa segnare solo 2 gol a fronte di 7 assist e nei playoff addirittura 10 assist senza nessuna segnatura. Ora il nostro è nuovamente free agent, senza squadra, ma guai a parlargli di ritiro: i Carolina Hurricanes sembrano interessati ai suoi assist, e chissà che, nel 2014, non tocchi aggiungere un quarto capitolo alla storia di questo meraviglioso campione.

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Gianluca Puzzo

3 commenti

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  • grandissimo, spero proprio di leggere un quarto capitolo dedicato a questo mostro su pattini! anche perchè una favola del genere non può concludersi senza un lieto fine all’altezza, che sia una stanley cup o un’altra finale da protagonista.

  • l’eccezione che conferma la regola. Esempio di longevità atletica e grande carattere. Grazie per avermi fatto conoscere un grandissimo campione.

Gianluca Puzzo

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