La prima vittoria in rosso del Kaiser

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Trascorsi quattro anni dall’incidente, il silenzio assoluto avvolge giustamente le condizioni di salute di Michael Schumacher. Lo scorso 3 gennaio è stato il giorno del suo 49° compleanno, ci piace ricordare la sua prima vittoria in rosso.

Mondiale 1996.
La Ferrari riparte dal fresco bicampione del mondo Michael Schumacher e da Eddie Irvine, mentre la Benetton ingaggia i due ex ferraristi Jean Alesi e Gerard Berger.
È l’anno zero per entrambe ma non per la Williams, la migliore monoposto che affida il ruolo di primo pilota a Hill, già rivale del tedesco nei precedenti due campionati, affiancato dal rampante rookie Jacques Villenueve, figlio dell’indimenticabile Gilles.

Al Gran Premio di Spagna, settimo appuntamento del campionato (sedici gare in calendario), si arriva dopo l’incredibile gara di Montecarlo che ha visto arrivare al traguardo solo quattro monoposto, col trionfo inatteso della Ligier di Olivier Panis. In questo momento, la classifica dice: Hill 43 pt, Villenueve 22, Schumacher 16 pt.

Nelle qualifiche spagnole, le posizioni rispecchiano quelle della classifica mondiale, ma la stessa sera una forte perturbazione si abbatte sul circuito finendo per condizionare la gara che parte regolarmente dal semaforo verde, senza alcuna safety-car come sarebbe accaduto in tempi recenti.
La visibilità è ridotta, al via Villenueve si porta al comando seguito da Alesi, Hill, Berger, Barrichello, Irvine e Schumacher, quest’ultimo in difficoltà alla partenza.
Nei primi giri subito le prime eliminazioni con Irvine e Hill in testa coda.
Il kaiser è di un altro livello, con una guida perfetta guadagna oltre 4″ al giro superando dapprima Alesi al nono giro, e dopo altri tre passaggi anche Villenueve.
Il ritmo è inavvicinabile per tutti, la rossa danza sui cordoli laddove altri hanno difficoltà nel mantenere le ruote in pista; da anni i tifosi non chiedevano altro.
Alla bandiera a scacchi trionfa in solitario Schumacher, seguito sul podio da Alesi e Villenueve, distaccati rispettivamente di 45 e 48 secondi, un abisso!

Il mondiale si concluderà con la vittoria finale di Hill in lotta fino all’ultimo col compagno di squadra Villenueve. La Ferrari si rivelerà fragile sotto l’aspetto dell’affidabilità ma competitiva quando non si presentano problemi, ottenendo complessivamente tre vittorie e sei podi, classificandosi al secondo posto tra i costruttori, migliorando le mediocri stagioni precedenti, in cui era arrivata al terzo posto nel biennio ’94-’95, addirittura quarta in quello ’92-’93.

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Andrea La Rosa

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