La vittoria “rookie” della Ferrari

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Nel 2018, la Ferrari ha certamente raccolto i frutti della propria Academy.
Con dieci team sulla griglia di partenza, tolti i primi tre (Mercedes, Ferrari, RedBull) è ormai diventato difficile per un giovane pilota affacciarsi alla Formula 1, a meno che non sia portatore di una valigia di sponsor oppure cresciuto da un programma giovani di un top team. Quest’anno la Ferrari, ha certamente battuto la concorrenza tra i “rookie”, di cui ci si augura di raccogliere presto i frutti.

La Mercedes ha confermato Hamilton e Bottas per il prossimo campionato, tenendo provvisoriamente in panchina nel ruolo di terzo pilota il francese Esteban Ocon, con l’obiettivo di un rientro nel 2020 o nel prossimo campionato, qualora Bottas non riuscisse ad essere competitivo
Il francese, quest’anno alla Racing Point Force India, non è stato riconfermato dopo che la nuova proprietà del team, in cui è forte la presenza economica del padre di Lance Stroll, ha “promosso” proprio l’ex pilota della Williams, il cui sedile nella scuderia inglese è stato preso da un altro giovane pilota di scuola Mercedes, il britannico George Russell, fresco vincitore della GP2.
Alla RedBull è arrivata la promozione di Gasly (affiancherà Verstappen) dalla Toro Rosso in sostituzione di Ricciardo passato alla Renault ma, in controtendenza col passato, proprio ai “torelli” è stato richiamato il russo Kvyat (in precedenza scaricato dopo l’esplosione di Verstappen) invece di scommettere su un altro giovane pilota.
C’è da dire che sempre alla Toro Rosso nella griglia del prossimo anno troveremo un altro prodotto di scuola RedBull, il 22enne Alexander Albon.

Ad uscirne vincitrice è la Ferrari, che oltre a promuovere Leclerc (nella foto) al posto di Raikkonen in uno scambio di sedili con l’Alfa Romeo-Sauber, vedrà nello stesso team anche Antonio Giovinazzi, rompendo il digiuno di piloti italiano titolari in Formula 1 che durava dal 2011 (Liuzzi in Hrt e Trulli alla Lotus).
Sono importanti e lasciano ben sperare i numeri di Leclerc (21 anni compiuti lo scorso ottobre) che, dopo aver vinto la Gp3 (2016) e Gp2 (2017), quest’anno ha debuttato nell’Alfa Romeo Sauber con numeri importanti, basti vedere il confronto dei punti ottenuti rispetto all’ex compagno di squadra Marcus Ericsson (cinque anni di esperienza in F1): 39-9, uno scarto che non lascia spazio a discussioni.

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Andrea La Rosa

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