L’eterna lotta tra East e West

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Teague_postLe settimane corrono veloci, forse troppo, ad un ritmo doppio del normale se consideriamo l’universo NBA. Altri atleti, altre squadre, altre regole e leggi della fisica che sfidano il resto del mondo sportivo. Cercare di tenerne il passo non è un’impresa facile.

Iniziamo guardando proprio alla nostra “destra cardinale”. Su chi sia il miglior Eastern Team della settimana non c’è ombra di dubbio: Atlanta Hawks. I Falchi sembrano aver ritrovato la loro verve naturale, capaci di ritornare a volare come solo loro sanno fare. Sono riusciti a totalizzare ben tre vittorie consecutive in una manciata di giorni, spennando i Pelicans prima (100-91), suonandole ai distratti Hornets dopo (105-75), concludendo in bellezza contro i sempreverdi Celtics (109-105). Cosi è stata agguantata la terza posizione nella Eastern Conference, immediatamente dopo i Raptors e i Wizards, con un bottino di 10W e 6L sconfitte. Il merito è di un collettivo ben organizzato, disciplinato e armonioso, dove ben sei giocatori si presentano alle statistiche con una “doppia cifra” di media. Il trend delle partite disputate in casa (8-2) appare più confortante di quello registrato fuori (2-4): segno evidente che la squadra ha un potenziale ancora inespresso ma che, con le giuste leve motivazionali, potrebbe esplodere da un momento all’altro. Emergono in questo principio di stagione Jeff Teague (nella foto, 17.4 punti e 7.3 assist di media), che guida la seconda squadra nella statistica delle assistenze in tutta la NBA (25.6 a partita), Paul Millsap (16.9 punti e 8.1 rimbalzi a partita) e Al Horford (13.7 punti e 6.4 rimbalzi).

La palma come miglior giocatore dell’Est, invece, deve essere consegnata direttamente nelle mani di colui che ha fatto parlare tanto di sé ultimamente, soprattutto negli scorsi mesi. LeBron James. Certo, i Cavs non hanno lasciato il segno nella emozionante fase di inizio stagione, inabissandosi (ad un tratto) al di sotto del 50% di vittorie. Performance inaspettatamente sotto tono nelle prime gare ufficiali, non c’è che dire! Occorreva un cambio di marcia. Sir James lo intuisce ed è il primo a rispondere alla chiamata, iniziando a macinare gioco e avversari in brevissimo tempo. Quattro partite consecutive vinte in settimana contro Magic (106-74), Wizards (113-87), Pacers (109-97) e, di misura, contro i Bucks (111-108). Ora i Cavalieri sono posizionati al quinto posto della Eastern Conference con un bottino totale di 9 vittorie e 7 sconfitte (9W-7L). King James archivia statistiche eccellenti… ma per una volta togliamoci il gusto di dire che “potrebbe fare di meglio”: 25.7 punti, 48% al tiro, 5.2 rimbalzi, 9 assist a partita. Non resta che continuare a credere, sostenere e tifare. Il resto verrà da sé!

Regina della settimana della Weastern Conference è San Antonio. Gli Spurs texani sembravano aver perso il loro smalto mentre l’alone magico e invincibile pareva essersi dileguato. Sono bastate 8W vittorie consecutive per mettere a tacere tutte le malelingue. Con il record di 13-4, nel competitivo Ovest, non si va oltre il quarto posto, a pari merito con i Rockets.
Dopo la sconfitta con i Kings, gli Spurs hanno messo in fila una serie spaventosa: Sixers, Cavaliers, Timberwolves, Nets, Pacers, la stessa Sacramento, Celtics e di nuovo Philadelphia. Le statistiche parlano chiaro: 6-1 in casa e 7-3 in trasferta. Ma anche qui, come nel caso degli Atlanta Hawks a Est, occorre riconoscere il valore sinergico di un collettivo d’eccezione con cinque uomini in doppia cifra di media e undici con almeno cinque punti segnati a partita. Il tabelloni dei marcatori recita: Tony Parker (17.3 punti e 5.7 assist), Kawhi Leonard (15.1 punti e 7.7 rimbalzi) e l’inossidabile Tim Duncan (14 punti e 9.9 rimbalzi)

Fisico possente, barba oltre la tolleranza, sguardo severo e una cresta per capelli. Di chi stiamo parlando? Esatto, proprio lui: James Harden. Principe assoluto degli Houston Rockets, volteggia e veleggia sul parquet con sfrontatezza e coraggio. É grazie a lui che Houston mantiene ancora vive le speranze di continuare ad essere una delle protagonisti assolute della stagione. I texani al momento non vanno oltre il quarto posto della conference con una serie di 13W-4L. Strano a dirsi ma le peggiori prestazioni sono avvenute tra le confortevoli mura domestiche (6-3) contro quelle fuori casa (7-1). Harden, intanto, affronta gli avversari (guardandoli dall’alto in basso) con il suo invidiabile pagellino: 25.2 punti di media, secondo miglior marcatore della Lega, 6.2 rimbalzi e 6.7 assist a partita (che fanno di lui una delle guardie più complete del panorama NBA), 28 punti di media nelle ultime dieci partite disputate e secondo in termini di palle rubate (2.8).

Chi primeggerà tra Est e Ovest? Fare un pronostico, a questo punto, è un azzardo rischiosissimo.. Mi piacerebbe credere nella caotica Legge dell’Alternanza, sperando di trovare gli Atlanta Hawks, stavolta, sul gradino più alto del podio. Ma questa è un’altra storia che merita il suo spazio e il suo tempo.

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Francesco Pumpo

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