MLB playoff ’16: Kershaw che fatica, ma L.A. vince lo stesso

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baez-cubs#1 CHICAGO CUBS – SAN FRANCISCO GIANTS: 1-0 (1-0 nella serie)
I Giants si ritrovano in un altro braccio di ferro tra lanciatori partenti come nella Wild Card vinta contro i Mets, ma stavolta ne escono battuti. Merito del fuoricampo di Javier Baez, seconda base dei Cubs, che nella parte bassa dell’ottavo spezza l’equilibrio della gara con una bordata contro un Johnny Cueto fin lì ai limiti della perfezione (come il suo omologo Lester, del resto).

La prima metà della partita aveva visto i Giants più produttivi in attacco, con una strategia aggressiva sulle basi che si è però scontrata contro il braccio di Ross, autore di un colto rubando nella prima e di un pick off in prima nel terzo. San Francisco è andata vicina a sbloccare il punteggio anche nel quarto, arrivando a piazzare Posey in terza e Pagan in seconda, ma con due out Crawford è andato ground out. Lo spavento ha svegliato i Cubs, guidati da un doppio di Bryant, che arriva poi in terza ma sulla battuta di Zobrist il giovane seconda base dei Giants, Tomlinson, si produce in una presa in tuffo con assistenza in prima che chiude l’inning.

E si arriva così al fuoricampo di Baez e all’ultimo, disperato attacco dei Giants, che sono anche sfortunati, visto che la gran legnata di Buster Posey si ferma a un paio di metri dal fuoricampo del pareggio. Posey arriva così solo i seconda, poi Pence colpisce sporco su una fiammata di Chapman (salvezza per lui) e Baez chiude la partita con un intervento eccezionale anche in difesa. Uno a zero Cubs, quindi, ma la serie si preannuncia davvero appassionante.

#1 WASHINGTON CAPITALS – LOS ANGELES DODGERS: 3-4 (0-1 nella serie)
Un terzo e quarto inning da brividi fanno rivedere a Clayton Kershaw tutti i fantasmi che costellano la sua fin qui mediocre carriera nei playoff, ma una splendida partenza in attacco e l’assoluta qualità del bullpen regalano comunque ai Dodgers una vittoria esterna che vale oro. Come detto, Los Angeles trova subito il ritmo contro i lanci al fulmicotone di Scherzer, con Seager che batte subito un solo homer nel primo inning. Il partente dei Nationals si salva per il rotto della cuffia nel secondo inning con le basi cariche, ma nel terzo è costretto a capitolare di nuovo sotto i colpi di Utley che manda a casa Toles e il fuoricampo da due punti di Turner che manda a casa se stesso e Seager. Il 4-0 repentino dei Dodgers sembra preludere a una scampagnata per i californiani, ma ci pensa subito Kershaw a rimettere in partita Washington.

Nel terzo l’asso di L.A. concede dapprima un doppio a Bryce Harper, poi una walk a Werth, poi un singolo con due punti battuti a casa a Rendon e ancora una valida a Zimmerman. Sotto 2-4 i Capitals tornano a crederci, e nel quarto ripartono all’assalto delle certezze di Kershaw: Severino apre l’inning con un doppio, poi ci pensa Turner, con una sontuosa volata di sacrificio, a fargli segnare il 3-4. Nel quinto i Capitals arrivano a un passo dal pareggio, ma con Werth in terza a due out Kershaw ha un sussulto di classe e realizza uno strikeout di importanza capitale (il gioco di parole è voluto) su Espinosa. Nel sesto la panchina di L.A. toglie Kershaw per Blanton, così come quella di Washington nel settimo sostituisce Scherzer con Solis.

A quel punto le mazze dei Capitals hanno meno chance di colpire duro, soprattutto quando entra in campo, già nell’ottavo, il closer Jansen. Fiducia assoluta (e ben ripagata) in lui al punto che, nell’attacco del nono, la panchina preferisce tenerlo in battuta in una situazione di basi piene e due out, piuttosto che tentare la via del pinch hitter e poi sostituirlo. Jansen andrà k, ma poi, sul mound, chiuderà l’ultimo attacco di Washinton con due k.

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Gianluca Puzzo

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