MLB Playoff ’22: Seattle, San Diego e Phila, imprese che scuotono il bracket

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Con il successo di stanotte dei Padres a New York in gara 3, si sono concluse le quattro serie di Wild Card, che hanno regalato molte sorprese e almeno un paio di splendide partite. Cleveland è stata l’unica squadra a sfruttare il fattore campo, mentre Seattle, San Diego e Philadelphia hanno messo a segno in trasferta delle autentiche imprese. E domani si torna già in campo per le Divisional Series al meglio delle cinque partite.

La festa dei Phillies negli spogliatoi di St. Louis

AMERICAN LEAGUE
CLEVELAND GUARDIANS – TAMPA BAY RAYS
: 2-0 (2-1, 1-0 al 15° inning)
L’unica serie di Wild Card vinta dalla squadra di casa, con i Guardians bravi e pazienti ad uscire in due partite dal duello di lanciatori contro Tampa. Solo 4 punti segnati in 24 inning giocati, con gara 2 inchiodata sullo 0-0 addirittura fino al 15° inning. In gara 1 tutto bloccato fino alla sesta ripresa, quando un solo homer di Siri regala ai Rays quello che sarà il loro unico vantaggio nella serie. Leadership che durerà meno di un inning, però, visto che nella parte bassa del sesto Cleveland pareggia e supera con l’home run da due punti di Manny Ramirez, che fissa il 2-1 tenuto fino alla fine dal closer Clase. Molto più palpitante gara 2, che malgrado il perdurante 0-0 regala in realtà moltissime emozioni. Nel sesto Tampa lascia due uomini in base, ma poi tocca ai Guardians mangiarsi le mani per non essere riusciti a concretizzare una situazione di basi piene con zero out: prima Ramirez va k, poi Naylor batte in doppio gioco I Rays hanno grandi occasioni agli extra inning: al decimo lasciano un uomo in terza dopo il flyout di Mejia, al dodicesimo hanno uomini agli angoli e due out, ma Margot viene eliminato in prima da una pazzesca giocata difensiva di Ramirez. Nel 15° inning ancora Tampa con gli uomini agli angoli e un solo out, ma Hentges sul mound mette k sia Mejia che Siri e chiude senza danni. Nella parte bassa della stessa ripresa sale sul mound Kluber, un partente, che concede subito a Oscar Gonzalez il solo homer che vale la partita e la serie. Ora Cleveland affronterà gli Yankees.

AMERICAN LEAGUE
TORONTO BLUE JAYS – SEATTLE MARINERS
: 0-2 (0-4, 9-10)
Per una partita a senso unico, questa serie ce ne ha regalata un’altra emozionantissima, terminata con una delle più incredibili rimonte della storia dei playoff. Gara 1 non ha storia: a metà del primo inning Seattle è già avanti 3-0 grazie al doppio di Suarez che manda a casa Rodriguez e al successivo homer da 2 punti di Raleigh. La reazione di Toronto è pressoché nulla, e al quinto Rodriguez, colpito per la seconda volta, segna nuovamente fissando il 4-0 finale. Gara 2 sembra regalarci per una buona metà un monologo a parti invertite, con il lineup di Toronto intento a furoreggiare su Ray e Sewald per cinque inning (Teoscar Hernandez su tutti, con due hr!), issandosi a un 8-1 che sembra già rimandare l’ultima parola a gara 3. E invece, dalla sesta ripresa in poi accade l’incredibile, con il manager dei Blue Jays, John Schneider, che con basi piene e due out decide di togliere il fin lì ottimo Gausman, mettendo sul monte Mayza, che concede subito un punto su wild pitch e incassa poi un tremendo fuoricampo da tre punti da Santana per l’8-5 che riapre il match. Un punto a testa nel settimo (9-6), ma nell’ottavo arriva il patatrac che gira definitivamente il match: con basi piene, due out e Romano sul mound, Crawford batte una palla a metà strada tra infield e outfield, su cui Springer e Bichette si scontrano violentemente (l’esterno centro sarà costretto a uscire), mancando la presa e concedendo un doppio da tre punti che segna il pareggio dei Seattle Mariners. Oramai Toronto è stordita, mentre i Mariners sentono l’odore dell’impresa leggendaria: nel nono attacco, con due out e uomo in seconda, e con Romano ancora sul mound, Frazier spara un doppio che vale il punto del clamoroso sorpasso. Finisce 10-9 per gli ospiti, che chiudono la serie e si preparano a sfidare gli Houston Astros.

NATIONAL LEAGUE
ST. LOUIS CARDINALS – PHILADELPHIA PHILLIES
: 0-2 (3-6, 0-2)
Era uno sporco lavoro ma qualcuno doveva pur farlo, e così è toccato a questi brillanti e sfrontati Phillies chiudere la carriera di due sicuri hall of famer come Molina e Pujols. E forse questo alone di grande emozione che ha pervaso il Busch Stadium per due sere non ha giovato alla prestazione dei Cardinals, che dal 2-0 di gara uno in poi hanno subito un parziale di 8-1, andando in crisi sul mound, nel box e perfino in difesa, con un clamoroso errore di Arenado in un momento cruciale di gara 1. E sì che, come detto, tutto era iniziato nel migliore dei modi per i Cards, avanti 2-0 in gara 1 con il fuoricampo di Yepez al settimo inning. Il crollo, brutale e inatteso, è arrivato nell’ultimo attacco di Philadelphia, con il bullpen di casa incapace di chiudere la salvezza: tra errori, colpiti, e volate di sacrificio sono entrati ben sei punti, e a nulla è servito il punto della bandiera segnato nell’ultimo attacco di casa. Gara 2 è stata a lungo un monologo dei Phillies, subito avanti nel secondo inning con il solo homer di Harper e trascinati dalla splendida prestazione sul mound del partente Nola, uscito nel settimo dopo uno shutout da 101 lanci. Sull’ultimo attacco St. Louis ha avuto un’impennata d’orgoglio, grazie ai singoli consecutivi di Dickerson e Molina che hanno mandato nel box il potenziale punto della vittoria, ma il turno di Edman si è mestamente concluso con un foul preso al volo. Ora per Philadelphia arrivano i campioni in carica degli Atlanta Braves.

NATIONAL LEAGUE
NEW YORK METS – SAN DIEGO PADRES
: 1-2 (1-7, 7-3, 0-6)
L’unica Wild Card terminata alla “bella” si è conclusa con un risultato clamoroso, sulla carta, ma meritatissimo alla luce di quanto visto sul diamante del Citi Field, su cui i San Diego Padres sono riusciti nell’impresa di eliminare i New York Mets, traditi da uno dei suoi assi, Scherzer, e da un lineup asfittico che in una gara senza domani come la terza ha messo a segno solo una valida. I tre match in sé non sono stati particolarmente appassionanti, come si desume dai parziali. Gara 1 è stata segnata dal crollo inopinato di Max Scherzer, che in meno di 5 riprese lanciate ha incassato ben 4 home run (Bell, Grisham, Profar e Machado) per un totale di 7 punti, tutti guadagnati su di lui, che hanno chiuso la partita dei Mets. I padroni di casa hanno avuto una bella reazione in gara 2, scossi subito dal solo homer di Lindor al primo attacco e sostenuti da una sostanziosa prestazione di DeGrom. I Padres hanno pareggiato nel terzo con il solo homer di Grisham, poi ancora avanti i Mets nel quarto, pareggiati da Profar nel quinto. Alonso riporta avanti NY di un punto, ma il break decisivo arriva al settimo, quando il doppio di McNeil con basi piene manda a casa due punti per il 5-2, poi ulteriormente allargato. Si va così a gara 3, con i Mets che si affidano a Bassitt e i Padres a Musgrove, autore di una prestazione eccellente, a dispetto del check chiesto dal manager di casa per la presenza di sostanze vietate nel cappello. In breve si fanno sentire solo le mazze degli ospiti, che pur senza home run scavano progressivamente un gap sempre maggiore: due punti nel secondo inning, uno nel quarto, un altro nel quinto fino al 6-0 siglato con un singolo da doppio rbi di Soto nell’ottavo. Fine dei giochi per i Mets, subito fuori a dispetto delle 101 partite vinte in regular season, mentre i Padres si preparano alla sfida davvero impari con i Dodgers.

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Gianluca Puzzo

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