NFL ’17 week 14: Eagles e Steelers, due imprese che valgono i playoff

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Ancora tre turni alla fine della regular season, ma abbiamo già le prime due squadre certe di un posto nei playoff, Philadelphia Eagles e Pittsburgh Steelers, che con 11 vinte e 2 perse sono già sicure di vincere le rispettive division. Certezze ottenute con due splendide e palpitanti imprese, perfettamente incastonate in una giornata, la quattordicesima, davvero di spunti tutti da raccontare.

Iniziamo dall’anticipo del giovedì, in cui gli Atlanta Falcons hanno ottenuto contro i Saints una vittoria vitale per la loro rincorsa alla post season, che al momento li vede come i peggiori tra i qualificati della NFC. I Falcons sono sopravvissuti perfino a una serataccia del loro leader, Matt Ryan, incappato in tre intercetti (di cui due back to back) tra la fine del secondo e la metà del terzo periodo. I Saints ne hanno approfittato, ovviamente, arrivando all’inizio del quarto con un td di vantaggio (17-10). I padroni di casa sono stati però bravissimi a riprendersi in tempo, mentre la difesa di New Orleans si innervosiva cadendo in penalità a catena; un vortice in cui perfino Sean Payton, il loro coach, finiva per cadere, entrando in campo per una sceneggiata isterica contro gli arbitri. Nel frattempo, i Falcons pareggiavano con Ryan che trovava Sanu in end zone a 9’55” dal termine e passavano in vantaggio con un field goal da 52 yard a 3’29 (20-17). C’era tutto il tempo per un ultimo winning drive dei Saints: Brees prima risolveva con una qb sneak un cruciale 4°&1, ma poi si faceva intercettare da Jones (che partita la sua!) in end zone a 1’25” dalla fine. Il prossimo turno dovrebbe essere comodo per entrambe, con i Falcons che volano a Tampa dai Buccaneers e i Saint che ricevono i Jets.

Passiamo alle gare di domenica, in cui ne sono successe di tutti i colori, ad iniziare dal bianco della tempesta di neve in cui i Bills hanno battuto i Colts in overtime. Partita di scarso interesse per il campionato, ma divenuta subito un fenomeno social per le condizioni proibitive in cui si è giocata. Gara importantissima, invece, quella vinta dai Panthers sui Vikings per 31-24, con Carolina sempre in testa per i primi tre quarti di partita fino al 24-13 di fine terzo. L’apertura dell’ultimo periodo è però tutta dei Vikings, con Keenum che dapprima si fa intercettare ma poi lancia Thielen in end zone con in più la conversione da 2 punti (21-24). Quindi la difesa viola intercetta Newton, riportando il pallone a 6 yard dal td del sorpasso; è questo il momento chiave della gara, in cui la difesa dei Panthers riesce a bloccare l’attacco di Keenum e compagni, costringendolo a rinunciare al bottino pieno e ad accontentarsi del field goal del pareggio a 3′ 07″ dal termine. Nell’ultimo drive sale in cattedra Superman Cam Newton, che spacca la difesa “vichinga” con una corsa sensazionale da ben 62 yard; è poco più di una formalità, a quel punto, per Stewart segnare il td della vittoria a cento secondi dalla fine.

Impresa esterna, invece, quella degli Eagles, che si rialzano subito dallo stop della settimana scorsa a Seattle e vanno a conquistarsi la matematica certezza dei playoff con la splendida vittoria di Los Angeles contro dei comunque ottimi Rams. Nella sfida tra i due migliori attacchi della NFL, Carson Wentz parte come peggio non si potrebbe, facendosi intercettare dalla difesa di casa già al primo drive; ci pensa poi Gurley, una spina nel fianco degli Eagles per tutta la partita, a confezionare il 7-0 con una corsa da 30 yard e un’altra subito dopo in end zone. Philadelphia dimostra però una volta di più di essere squadra vera, ribaltando il risultato prima ancora che finisca il primo periodo con due splendidi td pass di Wentz, prima per Celek (7-7) e poi per Burton (7-14), pescato da campione in una selva di difensori. All’inizio del secondo, gli Eagles allungano ancora, di nuovo con la premiata ditta Wentz-Burton in end zone (7-21). I Rams sono bravi a scuotersi, con Goff che pesca due volte Kupp, prima in campo aperto per un gioco sensazionale da 64 yard e poi in end zone per 14-21 che riapre il match. Prima dell’intervallo, c’è ancora tempo per un field goal di Philadelphia, che manda tutti al riposo sul 14-24.
Ancora un cambio di leadership nel terzo periodo, grazie a Goff che pescaWatkins in end zone per il 21-24 e grazie soprattutto allo special team dei Rams, che blocca un punt degli Eagles riportandolo in touchdown per il sorpasso sul 28-24 (2 td in 94″!). Wentz ci mette del suo per risollevare Philadelphia, tuffandosi in end zone e ricevendo un tremendo placcaggio a tenaglia da due difensori, ma per gli Eagles arriva il danno e lo scorno: il td viene annullato e il loro qb inizia a zoppicare per un infortunio al ginocchio sinistro. Pochi secondi dopo, Wentz trova ancora la forza e la lucidità per pescare Jeffery in end zone (28-31), ma nel quarto periodo dovrà arrendersi al dolore e lasciare spazio alla sua riserva, Nick Foles. Ultimo periodo: i Rams tornano a condurre dopo soli 35″ con il td di Gurley (35-31), poi Foles porta avanti il suo primo drive quanto basta per essere in raggio di field goal, puntualmente realizzato (35-34 a 9’54”). Nel drive seguente, la difesa degli Eagles causa e recupera un fumble su Goff, regalando la palla al proprio attacco sulle 25 avversarie con 8’13” da giocare, che non si fa pregare e segna il field goal del nuovo sorpasso, 35-37, con 3’45” da giocare. Il tempo per un ultimo miracolo ci sarebbe, ma i Rams non trovano più le chiavi dell’attacco, ed anzi subiscono un ultimo td a tempo scaduto quando si fanno intercettare il pallone su un trick play della disperazione. Finale 35-43 per Philadelphia!

Prima di passare ai due posticipi, vale la pena rendere conto di un paio di altre partite: la vittoria esterna dei Packers e la sconfitta dei Seahawks a Jacksonville. Quello dei Packers, ancora orfani di Rodgers (forse al rientro domenica prossima), è un mezzo miracolo, anche se ottenuto in casa dei derelitti Browns, ancora a zero nella casella delle vittorie. Green Bay era sotto 7-21 e praticamente senza più speranze di playoff, quando Hundley (il qb di riserva) ha riaperto la gara con alcune giocate sensazionali. Il finale è stato palpitante, con il td del pareggio segnato dai Packers con soli 17″ sul cronometro e poi l’intercetto in overtime che è valso la meta della vittoria 27-21 e un sogno ancora aperto. Tutta un’altra storia in Florida, dove dei Seahawks brutti e nevrastenici sono andati a perdere contro i Jaguars, le cui corse li hanno fatti letteralmente a pezzi. Seattle ha certamente la scusante degli infortuni, una costante per loro ad ogni partita, ma Wilson è stato l’unico a giocare concentrato per tutta la partita, mentre i suoi compagni, specie quelli della difesa, si sono lasciati andare a discussioni tra loro e con gli arbitri e zuffe con gli avversari ad ogni minima provocazione, con l’unico risultato di rimediare una valanga di penalità e due espulsioni, una delle quali aggravata da un successivo scambio di insulti tra dei tifosi di casa e un giocatore, trattenuto dalla sicurezza mentre cercava di arrampicarsi sugli spalti. Uno spettacolo degno del peggior calcio e una sconfitta strameritata per una squadra che alterna prestazioni da titolo ad altre davvero sconcertanti.

Il Sunday Night ci ha regalato la fantastica sfida di Pittsburgh tra Steelers e Ravens. I padroni di casa partono alla grande, e a metà del secondo periodo sono già in vantaggio 14-0, grazie alla difesa, che intercetta Flacco al primo drive, e a Le’Veon Bell, incontenibile in attacco. A quel punto accadono due cose: le corse dei Ravens iniziano finalmente a funzionare con Collins e Allen, mentre l’attacco degli Steelers si ingolfa (3 punti consecutivi), complice anche un lieve infortunio al succitato Bell. Baltimora non solo rimonta, ma in apertura di terzo periodo passa addirittura a condurre, chiudendo la frazione in vantaggio per 31-20, con un parziale di 31 punti a 6 in un quarto e mezzo di gara. L’ultimo quarto è un’alternanza di emozioni e giocate straordinarie, molte delle quali firmate da un Antonio Brown fin lì quasi assente ma poi risultato decisivo per il risultato finale. In apertura di periodo, gli Steelers risalgono fino al 29-31, ma mancano la trasformazione da 2 punti che avrebbe dato loro la parità. I Ravens ne approfittano, e l’ennesima corsa di Allen taglia ancora una volta come il burro la difesa giallonera, segnando quello che sembra essere il td decisivo, 29-38 a 6’44” dalla fine. Gli Steelers giocano solo con la palla in aria ormai, e la splendida prestazione di Roethlisberger (più di 500 yard lanciate per la quinta volta in carriera, un record assoluto) trova in Brown le mani perfette per portare caparbiamente avanti il pallone. Rientra anche Bell, seppur non al meglio, che segna il td del 36-38 a 3’29” dalla fine. L’attacco di Baltimora prova a mangiarsi il cronometro, ma non ci riesce ed è costretto al punt dopo solo tre giochi. L’ultimo drive di Pittsburgh è a tratti drammatico, sempre sul filo del rasoio: completo su Jesse James sul 3°&13, poi ancora un 3°&5 a 62″ dalla fine, completato con una presa fantastica di Brown. Alla fine, si arriva a far calciare Boswell dalle 46 yard con 44″ da giocare e il kicker di casa centra i pali, segnando l’insperato sorpasso sul 39-38! Flacco ha ancora 42″ per provare a riportare i suoi Ravens a tiro di field goal, ma dopo un paio di completi subisce il sack decisivo di T.J. Watt che chiude il match, regalando ai suoi la certezza matematica di un posto nei playoff.

Merita infine un cenno la sorprendente sconfitta dei Patriots a Miami, contro i Dolphins reduci da cinque sconfitte consecutive. Brady e compagni iniziano un po’ molli, forse prendendo con troppa sufficienza l’impegno, ma quando si risvegliano trovano dei Dolphins convinti, che credono nella vittoria. Due intercetti su Brady firmati dalla difesa, una grande prestazione di Drake (114 yard corse e 79 ricevute) e Grant in attacco, bastano a Miami per firmare la sorpresa di giornata. Una sconfitta che non cambia granché nella corsa dei campioni in carica, ma che comunque porta un po’ di nervosismo in casa Pats, in vista della delicata trasferta a Pittsburgh di domenica.

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Gianluca Puzzo

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