NFL ’18-’19 week 13: grandi Chargers, che rimonta a Pittsburgh!

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In una tredicesima giornata in cui è successo di tutto e di più, dentro e fuori dal campo, scegliamo di iniziare dal risultato più importante, la vittoria esterna dei Chargers a Pittsburgh per 33-30. Che gli Steelers non fossero in gran forma si vedeva (vittoria all’ultimo secondo a Jacksonville e sconfitta a Denver), ma andare al riposo sul 23-7 e riuscire a perdere è davvero un’impresa a rovescio; in più, hanno anche perso Conner per infortunio. Figurarsi che il record degli Steelers con più di 15 punti di vantaggio a metà gara era di 220 vinte, 2 pareggiate e nessuna sconfitta, tanto per darvi meglio la portata dell’impresa dei Chargers. Rivers e compagni sono stati bravi e fortunati; bravi per essere stati capaci di girare l’interruttore negli ultimi due quarti, e fortunati per un paio di falli non visti dagli arbitri in situazioni decisive e per i tre tentativi che il loro kicker ha avuto a disposizione per mettere a segno il field goal decisivo a tempo scaduto. La partita sarebbe andata all’overtime sul 30 pari, infatti, se due incredibili offside in serie della difesa di Pittsburgh non avessero concesso a Badgley di rimediare al primo kick (largo) e al secondo (bloccato). Anche sul terzo gli Steelers erano riusciti a commettere offside, ma naturalmente, essendo il calcio buono, stavolta i Chargers hanno rifiutato la penalità e chiuso in gloria un match davvero emozionante.

Molto molto consistente la prova dei Patriots, che superano 24-10 i Vikings; Brady stravince il duello con Cousins, tagliando anche il traguardo delle mille yard corse in carriera e regalando al suo padre sportivo Bill Belichick la 250ma vittoria in carriera. Houston distrugge Cleveland 29-13, infilando il nono successo consecutivo e candidandosi seriamente come squadra più in forma della AFC. Partita pazzesca a New York, con i Giants che infliggono ai Bears una sconfitta in overtime pur non avendo più nulla da chiedere alla loro stagione. Ce l’hanno messa tutta, comunque, per perderla, i padroni di casa, facendosi recuperare 10 punti negli ultimi 70″ regolamentari, ma alla fine l’hanno spuntata grazie al field goal di Rosas; strepitoso il passaggio in td lanciato da Beckam jr. in un trick play, il secondo in carriera per il ricevitore dei Giants. Netto successo dei Rams a Detroit, che vale la vittoria matematica della NFC West; nella stessa division, Seattle asfalta i 49ers sotto 43 punti, mentre i Cardinals vanno addirittura a vincere a Green Bay, decretando la fine dell’era McCarthy (di cui parliamo dopo, nell’off-field). Vincono con un certo agio anche i Chiefs, con Mahomes sugli scudi, che devono però fare i conti con la perdita di Kareem Hunt (anche questo tra qualche riga). Nel Monday Night, infine, vittoria casalinga con pochi patemi per gli Eagles, con l’eterno Sproles e la prova eccezionale del centro Kelce, sufficienti a regolare i Redskins in piena crisi, che perdono sia la partita che il secondo qb in tre settimane e si ritrovano costretti ad affidare l’attacco a Mark Sanchez…

Per le questioni off-field, iniziamo proprio dall’esonero di Mike McCarthy, da 13 stagioni alla guida dei Packers, condotti ai playoff in 9 occasioni e una volta fino al titolo (nel 2010, in finale sugli Steelers). La critica si divide tra chi sostiene che, complessivamente, McCarthy abbia comunque ricavato il massimo dal materiale umano messogli a disposizione dal front office, non di prim’ordine in tutti i reparti, visto il budget non elevatissimo della squadra, e chi invece non gli perdonerà mai di aver ricavato un solo titolo dagli anni migliori di uno dei qb più talentuosi di tutti i tempi e pressoché sicuro Hall of Famer, Aaron Rodgers. Questione difficile da dirimere, ma tendiamo a propendere per la seconda tesi: il playcalling di McCarthy è stato spesso conservativo, come se in regia avesse avuto un qb normale, a cui non chiedere straordinari per non rischiare pasticci. Con Rodgers nel motore si poteva e si doveva osare di più. Ora pare che arriverà un rivoluzione in questa direzione, ma le primavere di Rodgers sono ormai 35 e gli acciacchi non si contano più; l’impressione è che ora sia troppo tardi.

A proposito di licenziamenti, un altro mezzo terremoto è in corso nello staff dei Carolina Panthers, la cui dirigenza non ha affatto gradito la sconfitta a Tampa Bay (quarta di fila), condita da ben 4 intercetti sul groppone di Newton e un nuovo infortunio al piede per Greg Olsen (stagione finita per lui). Sono stati silurati due assistant coach della difesa, che al momento è stata presa in carico direttamente dall’head coach Ron Rivera. Ma la vittoria a Cleveland, domenica prossima, è imperativa, altrimenti anche lo stesso Rivera potrebbe fare la stessa fine dei suoi ex assistenti.

Chiudiamo infine con altre due vicende off-field che hanno segnato il weekend della NFL: la condanna di Browner e il taglio di Kareem Hunt. La prima riguarda l’ex cornerback Brandon Browner, vincitore di due Super Bowl consecutivi (2014 e 2015) con Seahawks e Patriots, condannato a 8 anni di carcere dopo aver patteggiato l’accusa di tentato omicidio ai danni della sua ex fidanzata, avvenuto lo scorso luglio. Ancor più clamorosa la vicenda che ha coinvolto Kareem Hunt, straordinario running back dei Kansas City Chiefs, dopo che un sito di gossip ha pubblicato un agghiacciante video, risalente allo scorso gennaio, ripreso dalle telecamere di sicurezza di un albergo, in cui si vede il giocatore che litiga con una ragazza, cerca di aggredirla ma viene bloccato da due persone; dopo qualche secondo Hunt spinge via uno dei due uomini, mandandolo addosso alla donna, che cade a terra, e a quel punto Hunt la colpisce con un calcio. Insomma, uno spettacolo che si commenta da sé. A nulla sono servite le scuse del diretto interessato in diretta tv e il fatto che la ragazza non abbia denunciato il fatto; i Chiefs lo hanno subito tagliato per motivi disciplinari e la NFL ha aperto un’inchiesta.

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Gianluca Puzzo

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