NFL ’18-’19 week 15: bentornato Nick, the miracle man

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La quindicesima giornata della regular season NFL ci ha detto una cosa su tutte: che gli Eagles non sono ancora morti. Costretti dall’ennesimo infortunio al loro qb titolare, Wentz, hanno rispolverato il loro eroe e talismano degli scorsi playoff, quel Nick Foles capace di guidarli su su fino alla vittoria del Super Bowl. E Foles ha compiuto ancora il miracolo, guidandoli ad una vittoria sofferta (30-23) ma meritatissima sul difficile campo del Memoria Coliseum di Los Angeles, casa dei Rams. Nulla di decisivo, ma intanto la fiammella della speranza è ancora accesa, almeno fino a domenica prossima, quando gli Eagles riceveranno i Texans in uno dei big match di giornata.

C’è poi da celebrare la matematica qualificazione ai playoff degli Chicago Bears, che vincono la AFC North dopo otto anni di digiuno e dopo aver chiuso gli ultimi quattro sempre all’ultimo posto della stessa division. La vittoria decisiva (24-17) è arrivata contro i Packers, che lontano da casa sono ancora più fragili di quando giocano al Lambeau Field; a fare la differenza in favore dei Bears, come sempre, la difesa, con Mack sugli scudi a devastare la linea offensiva di Green Bay. A proposito di pessimi rendimenti esterni, non si può sorvolare su quello dei Patriots, usciti battuti (10-17) dopo una prestazione modesta dall’Heinz Field di Pittsburgh; non che gli  Steelers ci abbiano fatto strabuzzare gli occhi, ma certamente hanno messo più voglia sul campo verde, e hanno trovato in Samuels un buon sostituto di Conner. In attacco New England si è complicata la vita da sola, con troppe flag a carico della linea offensiva e un Tom Brady che è sorprendentemente mancato nell’ultimo quarto, prima facendosi intercettare a 4 yard dalla end zone e poi lanciando quattro incompleti consecutivi nell’ultimo drive della partita. Al momento, entrambe giocherebbero la wild card, ma i Pats hanno un calendario più agevole.

Nella corsa alla post season fanno un buon passo avanti sia i Ravens, 20-12 sui Bucs, che i Vikings, autori di una partenza sprint (21-0 nel primo quarto) e poi bravi a contenere senza patemi il ritorno dei Dolphins, fino al 41-17 finale. Vincono con un field goal a tempo scaduto i Redskins, che dopo 4 sconfitte di fila superano i Jaguars con Josh Johnson in regia e tengono ancora accesa una piccola speranza; pressoché decisiva sarà la loro trasferta di sabato contro i Titans, anch’essi in corsa per una wild card. Si complicano la vita, invece, i Dallas Cowboys, che tornano da Indianapolis con una sconfitta e addirittura zero punti segnati (non accadeva da 15 anni!); ora devono assolutamente battere Tampa domenica, altrimenti sono guai. I Colts sono al momento la prima delle escluse della AFC, ma hanno dalla loro un calendario agevole (Giants e Titans) per sperare ancora.

Sconfitta pesante, pur se giunta in overtime, per i Seattle Seahawks, usciti inopinatamente sconfitti da San Francisco per 23-26. Nel primo match, a Seattle, avevano vinto con 27 punti di scarto, quindi è lecito pensare che la truppa di Pete Carroll abbia preso un po’ sotto gamba il match contro i 49ers, finendo per pagarla cara. Per loro fortuna hanno le ultime due gare entrambe in casa, contro Chiefs e Cardinals, ma ora non possono più sbagliare.
E chiudiamo come di consueto col Monday Night, vinto dai New Orleans Saints con poco fumo e molto arrosto, 12-9 sul campo dei Carolina Panthers. Da un paio di settimane Brees non è più la macchina da punti che siamo abituati a vedere ormai da un decennio, ma ora a supportarlo c’è una squadra vera, tosta, in grado di tenere la rotta anche quando il suo leader si limita all’ordinaria amministrazione. La coppia di running back, Ingram-Kamara, è superba per talento e varietà di soluzioni, e la difesa sa tenere gli avversari a basso punteggio. Certo, di fronte avevano quei pasticcioni dei Panthers, ma questi Saints sembrano davvero attrezzati per puntare molto in alto.

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Gianluca Puzzo

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