NFL ’18-’19 Wild Card: doppio palo a Chicago per il miracolo Eagles

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Con le quattro Wild Card si sono aperti i playoff NFL.
Promosse Indianapolis, Dallas, Los Angeles (Chargers) e Philadelphia; nel prossimo  weekend spazio al Divisional Round.

Dak Prescott si lancia in end zone per i suoi Cowboys

Un elemento lampante è sicuramente emerso, in questo Wild Card weekend: il football da regular season ha decisamente lasciato il posto a quello da playoff, dove le difese fanno la differenza come e più degli attacchi. Punteggi bassi, intercetti e fumble come se piovesse, perfino punt e field goal bloccati dagli special team. Il pallone inizia a pesare e scottare, insomma. Ne sa qualcosa Lamar Jackson, giovane qb dei Baltimore Ravens, che al suo esordio nei playoff ha giocato tre periodi da incubo, prima di riprendersi parzialmente nell’ultimo quarto, con due td pass per Crabtree che non sono comunque bastati ad evitare la vittoria esterna dei Los Angeles Chargers, oramai maestri corsari. I problemi sono arrivati da subito, per l’attacco dei Ravens, con tre fumble nei primi 10 minuti di gioco, l’ultimo dei quali recuperato dagli avversari.

I Chargers non hanno fatto faville ma hanno gestito la gara in modo saggio, accontentandosi di non strafare, anche a rischio di non “ammazzare” la partita. Sono andati al riposo sul 12-0 grazie a quattro field goal, hanno pagato poco dazio nel terzo periodo, quando si sono fatti bloccare un field goal e un punt ed hanno perso un fumble, ma i Ravens hanno capitalizzato solo con 3 punti. Nel quarto, Rivers ha condotto lo strappo decisivo, che ha portato i Chargers 23-3 a 5′ dalla fine, mentre il pubblico di casa fischiava il proprio coach, reo di tenere in campo Jackson a dispetto di Joe Flacco. Come detto, il giovanotto avrà un’impennata d’orgoglio finale, ma a partita ormai compromessa, e sull’ultimo drive commetterà l’ennesimo, definitivo fumble, recuperato dalla difesa californiana. I Chargers giocheranno domenica prossima in casa dei New England Patriots.


Dicevano che non saremmo nemmeno andati ai playoff., poi dicevano che non avremmo mai battuto i Bears… ora vediamo che succede.

Brandon Brooks, Philadephia Eagles

Partita a senso unico anche quella di Houston, con gli Indianapolis Colts troppo dominanti su entrambi i lati del pallone. La linea d’attacco riesce a proteggere benissimo Andrew Luck, che ha davvero ritrovato la verve precedente l’infortunio alla spalla, mentre la difesa costringe Watson a troppi “3 & out” e lo intercetta due volte in metà partita. All’intervallo il tabellone recita 21-0 per gli ospiti, e l’aria non cambia nel terzo periodo, senza segnature. A 11′ dalla fine un lancio di Watson per Coutee segna il 21-7, ma i Colts non concedono altro, arrivando così nel migliore dei modi alla grande sfida di Kansas City contro i Chiefs.
Difese sugli scudi ma ben altre emozioni a Dallas, dove i Cowboys la spuntano sui Seahawks solo al termine di un’emozionante battaglia, soprattutto nel secondo tempo. All’inizio segnano solo i kicker: 3-0 Dallas, poi due field goal nel secondo periodo danno il

sorpasso a Seattle (3-6). Il primo touchdown arriva in prossimità dell’intervallo ed è targato Cowboys, con Gallup che segna il 10-6. Allo scadere Seattle prova un field goal dalle 57 yard, ma Janikowski lo sbaglia e si stira anche la coscia, lasciando così la sua squadra con il solo punter ad occupare due ruoli. Chi conosce Pete Carroll, però, sa bene che le sue squadre non mollano, ed è così anche stavolta. Nel terzo quarto arriva il nuovo sorpasso Seahawks, al termine di un magnifico drive: ricezione pazzesca di Baldwin su un quarto down, poi rush td di Wilson e trasformazione da 2 punti che valgono il 10-14. Per il controsorpasso dei Cowboys bisogna attendere sette minuti e mezzo dell’ultimo periodo: rush td di Elliott e 17-14. Poco dopo, Dallas sembra sul punto di chiudere, grazie a un punt return da 53 yard e ad una ricezione di Cooper da 26, ma la difesa di Seattle intercetta

Prescott in end zone, vanificando tutto. La meta della sicurezza arriva a soli 2′ dalla fine quando Dak Prescott viene dapprima fermato a una yard dalla end zone ma riesce poi a sfondare, con una qb sneak vecchio stampo che vale il 24-14 per Dallas. Wilson e Lockett sono comunque gli ultimi ad arrendersi, e confezionano un drive-capolavoro culminato nel td di McKissic: 24-22 con un’altra conversione da due punti riuscita. Con 78″ da giocare, Carroll prova la mossa dell’on side kick per recuperare subito il possesso, ma si vede che non è roba da punter, e la palla finisce comodamente nelle mani della difesa di Dallas. Gran sospiro di sollievo per i texani, quindi, e gran festa sugli spalti, in attesa della difficile trasferta di sabato prossimo a Los Angeles, contro i Rams.
E chiudiamo con il match più atteso del weekend, che non ha davvero deluso le speranze degli amanti del football: Bears contro Eagles. Difese dominanti anche al Soldier Field, mentre Nick Foles stavolta sembra non avere in tasca la solita pozione miracolosa, facendosi intercettare due volte nel secondo periodo. Mack è ben controllato dalla mole di Peters, ma i ricevitori di Philadelphia devono fare davvero miracoli per tenere un pallone tra le mani sulla pressione dei Bears. Anche Trubisky non brilla, anche lui spesso fermato dalla prestazione praticamente perfetta della secondaria dei campioni in carica. All’intervallo si contano solo tre field goal: 6-3 per i Bears.

Gli Eagles sorpassano dopo 10′ del terzo, con il td del 6-10, ma la prima metà dell’ultimo periodo è tutta Bears: Chicago segna prima il field goal del 9-10 e poi il td del 15-10 (sbagliando però la conversione da 2 punti, errore che costerà carissimo alla fine). Il drive finale di Nick “Mano Fredda” Foles è però perfetto: percorre tutto il campo, si blocca alle porte della end zone, è costretto a giocare un 4° & goal ma lì trova le mani di Tate per il td del 15-16 a 56″ dalla fine (anche Philly tenta, sbagliandola, la trasformazione da due punti). A questo punto i Bears si trovano con 48″ da giocare, un solo timeout ma anche un solo punto da recuperare: basta arrivare a tiro di field goal e la partita è vinta. Lo special team offre un sontuoso ritorno da 35 yard a Trubisky, che prosegue l’opera con due completi che offrono, a 10″ dalla fine, un field goal dalle 43 yard al suo kicker, Cody Parkey. Il numero 1 dei Bears centra perfettamente i pali, ma non vale: Doug Pederson, coach degli Eagles, ha chiamato timeout un attimo prima dello snap. Tutto da rifare, mentre la tensione sale alle stelle, fuori e dentro il campo. Parkey riprende posizione, arriva lo snap, calcia, ma il suo pallone colpisce prima il palo sinistro, per poi cadere lentamente sulla traversa e, infine, uscire dai pali, accompagnato dalle lacrime di gioia dei giocatori di Philly e da quelle di disperazione di tutta Chicago. Un doppio palo così, nei playoff, non si era davvero mai visto.

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Gianluca Puzzo

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