NFL ’19: presentazione della NFC East

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Il 5 settembre riparte la National Football League, giunta al traguardo del campionato numero cento; come di consueto analizziamo potenzialità ed obiettivi di tutte le 32 squadre in corsa. Oggi iniziamo la NFC, partendo dalla East Division, dove Dallas parte favorita, al netto delle bizze contrattuali di Zeke Elliott. Dietro i Cowboys, molto competitivi gli Eagles, poi Giants e Redskins in ricostruzione.

DALLAS COWBOYS
La tranquillità non è stata proprio di casa a Dallas, durante questa offseason, tra battaglie contrattuali, ritorni clamorosi, musi lunghi e problemi con la legge. Nel braccio di ferro tra Jerry Jones e Zeke Elliott ci sentiamo di prendere le parti del general manager: Elliott ha ancora due anni di contratto, a cifre oggettivamente basse (13 milioni complessivi) per il valore del giocatore, ma Elliott poteva pensarci meglio cinque anni fa, quando firmò quel contratto. Chiedere un ritocco mi pare legittimo, farlo rifiutandosi di giocare mi pare un ricatto a cui Jones non può cedere in questi termini, anche perché vorrebbe dire avallare richieste simili di altri giocatori (tipo Cooper e Prescott). Passando a questioni tecniche, sulla carta Dallas è ancora la regina della division, se resta al completo. Tra i ricevitori la partenza di Beasley è stata colmata con l’acquisto di Cobb dai Packer, in più c’è il ritorno dal ritiro di Jason Witten a riempire la casella del tight end, e una linea d’attacco davvero ottima. La difesa non è al livello dell’attacco ma sembra sufficientemente affidabile, pur avendo perso il veterano Irving, che ha smesso. Insomma, coach Garrett ha buone carte in mano, ma deve tenere d’occhio la situazione nello spogliatoio, altamente infiammabile.

PHILADELPHIA EAGLES
Alla fine una scelta andava fatta, impossibile andare avanti con due galli nel pollaio: Wentz o Foles? Gli Eagles hanno scelto di affidarsi al primo come qb titolare, cedendo il secondo e prendendo al suo posto un backup che non possa fare ombra in alcun modo a Wentz. Più talentuoso, più mobile, complessivamente più forte di Foles, Wentz ha però un punto debole: la pericolosa tendenza ad infortunarsi. Le (legittime) ambizioni da Super Bowl di Philly ruotano quasi tutte intorno a questo fattore, quindi, inutile girarci attorno. Con Wentz al meglio, l’attacco è devastante, a partire dalla linea, ulteriormente rinforzata col draft, per proseguire con gli acquisti di Jackson a ricevere e di Howard a correre. La difesa è sempre imperniata intorno alla strapotenza di Fletcher Cox, cui è stato aggiunto il notevole defensive tackle Malik Jackson, preso da Jacksonville, per colmare la partenza del veteranissimo Michael Bennett, accasatosi nel New England. Le premesse per una nuova corsa al titolo (a due anni dalla storica vittoria sui Pats) ci sono tutte, quindi, ma la continuità di Wentz è alla base di tutto.

WASHINGTON REDSKINS
Il gravissimo infortunio occorso lo scorso anno ad Alex Smith (carriera probabilmente finita) ha scompigliato i piani tecnici di Washington, che da una prospettiva a breve termine ha dovuto virare verso una a lunga scadenza. L’uomo della provvidenza dovrebbe essere Dwayne Haskins, qb preso al primo giro del draft. Per cautelarsi, è arrivato anche il più esperto Keenum dai Broncos, ma l’impressione è che si voglia dare più spazio possibile al rookie. L’attacco non sembra davvero granché, senza un nome di peso tra i ricevitori e con la speranza che Adrian Peterson, a 34 anni, ripeta i numeri pazzeschi della scorsa stagione. La difesa è certamente la parte più solida della squadra, e la secondaria è stata ulteriormente rinforzata con l’acquisto dai Raiders di un buon cornerback come Rodgers-Cromartie. Un anno di ripartenza, l’ennesimo, per una squadra uscita scottata dagli ultimi due profeti (RGIII e Smith) e ora in cerca di un nuovo faro. Per ora, è difficile che possano sollevarsi dall’ultimo posto della division.

NEW YORK GIANTS
L’ultimo capitolo della lunga saga dei fratelli Manning non ha l’aria di essere a lieto fine. Eli, 38 anni, è da tempo in parabola discendente e, in più, ha perso alcuni dei compagni di miglior qualità, come Beckham jr (in attacco), Vernon e Collins (in difesa), durante la offseason. Al draft, la scelta per il suo erede è caduta su Daniel Jones, da Duke, decisione che ha lasciato un po’ perplessi ma che naturalmente il diretto interessato ha tutto il tempo per smentire. Anche senza OBJ, l’attacco non difetta comunque di playmaker, vista la presenza di Saquon Barkley, Sterling Shepard, Evan Engram e Golden Tate, arrivato dagli Eagles. È la difesa, semmai, a lasciare davvero molto perplessi, visto che ai pessimi numeri della scorsa stagione e alle due cessioni di cui sopra, si è risposto con un solo nome di peso, quello di Jabrill Peppers, safety dai Browns, e poco altro. La pass rush sarà un problema, e i playoff probabilmente un miraggio.

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Gianluca Puzzo

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