NFL ’19: presentazione della NFC West

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Il 5 settembre è ripartita la National Football League, giunta al traguardo del campionato numero cento; come di consueto abbiamo analizzato potenzialità ed obiettivi di tutte le 32 squadre in corsa. Il nostro giro d’orizzonte si conclude con la NFC West Division, in cui militano due squadre con qualità da playoff come Rams e Seahawks, sulla carta davvero molto competitive. Un gradino più in basso 49ers e Cardinals, squadre giovani ma molto pericolose nella partita secca.

SAN FRANCISCO 49ERS
Non saranno certo le due vittorie su Tampa e Cincinnati delle prime giornate a farne una squadra da titolo, ma i miei amati 49ers hanno tutta l’aria di poter andare ben oltre i miseri quattro successi della scorsa stagione. Merito del recupero fondamentale di Jimmy Garoppolo, certo, ma merito anche di una difesa uscita enormemente rinforzata dal mercato. Garoppolo, a 27 anni, sa di dover dare una svolta alla sua carriera, trascorsa (troppo) a lungo all’ombra di Tom Brady nel New England. Dopo un ottimo finale di prima stagione a Frisco, Garoppolo si era rotto un crociato all’inizio della scorsa, mandando a rotoli i piani suoi e quelli della squadra. Ora deve riprendersi quel che merita. Passando alla difesa, i rinforzi sono arrivati soprattutto sulla pass rush, ora di tutto rispetto: dal mercato sono arrivati Dee Ford (end dai Chiefs) e Kwon Alexander (lb dai Buccaneers), mentre dal primo giro del draft è arrivato l’ottimo Nick Bosa. I playoff sono forse ancora non alla portata, specialmente in una division così forte, ma i 49ers promettono di essere nuovamente pericolosi.

LOS ANGELES RAMS
Una sconfitta al Super Bowl non è facile da metabolizzare, per maggiori informazioni chiedere agli Atlanta Falcons. È questo il maggior interrogativo sulla stagione dei Rams, che sulla carta hanno tutte le qualità per vincere questa division e fare una lunga corsa nei playoff fino alla finale di Miami. All’esordio hanno vinto bene sul campo dei Panthers, non proprio degli scarsi, e ritrovato Gurley che, se utilizzato “cum grano salis”, può ancora spaccare le partite da solo. Ancor più sontuosa la vittoria casalinga al secondo turno, 27-9 sui Saints, aiutata anche dalla fortuna sotto forma di infortunio a Brees e svista arbitrale in loro favore. ORa Goff è più maturo e ha a sua disposizione un pacchetto di ricevitori di altissimo livello, anche se la linea che lo protegge ha perso un paio di certezze (Saffold e Sullivan) ed è un po’ in là con gli anni. La difesa, già notevole, si è ulteriormente rinforzata, aggiungendo all’incontenibile pass rush di Aaron Donald due grandi acquisti: Clay Matthews dai Packers e Weddle dai Ravens. Con in più il genio di Sean McVay in panchina, questi Rams hanno davvero tutto per dire la loro fino alla fine.

SEATTLE SEAHAWKS
Non esageriamo con lo scomodare la Legion of Boom, ma quest’anno Seattle ha fatto davvero le cose in grande per quel che riguarda la difesa. Ha mollato Clark e le sue richieste faraoniche, dirottando quei soldi sul rinnovo imprescindibile di Russell Wilson e sull’acquisto di due defensive end di grande spessore: Ezekiel Ansah dai Lions e, soprattutto, Jadaveon Clowney dai Texans. Se poi consideriamo che, alle spalle di questi due, agisce la miglior coppia di linebacker della lega, Wagner e Wright, è facile intuire quali buone carte abbia in mano Pete Carroll. Il problema, semmai, è l’attacco, in cui il talento oramai pienamente maturo di Wilson non sembra avere intorno dei compagni all’altezza. Discreta la coppia di running back, Carson e Penny, debole il pacchetto dei ricevitori, con il solo Lockett sopra la media, buona la linea, con l’arrivo del veterano Mike Iupati. I Seahawks sono partiti benissimo, vincendo di stretta misura sia con i Bengals che a Pittsburgh (aiutati dall’infortunio a Roethlisberger), ma non sembrano all’altezza dei Rams, per la vittoria della division. C’è la wild card, ma la corsa è davvero affollata; certo, se vanno ai playoff saranno un osso durissimo per chiunque.

ARIZONA CARDINALS
Nella stessa division con una squadra da titolo, i Rams, una da playoff, i Seahawks, e un’altra in grande crescita, i 49ers, è difficile che questi Cardinals possano staccarsi dal fondo della classifica. Ma questo non vuol dire che il front office di Arizona abbia operato male in estate, anzi; ha fatto l’unica cosa saggia da fare dopo una disastrosa stagione con sole tre vittorie, cioè rifondare la squadra. Nuovo coach, Kliff Kingsbury, e nuovo quarterback, preso al draft come prima scelta assoluta, Kyler Murray. Il primo arriva dal college football, Texas Tech, con la fama di mago dell’attacco ma non certo del vincente, tant’è che era stato esonerato. Sembra il coach giusto per lanciare un giovane qb rookie, ma i dubbi che aleggiano su di lui nella gestione complessiva della squadra sembrano più che fondati. Murray, bel braccio e fisico pazzesco, ha il limite dell’altezza (1 mt e 78, il più basso qb della NFL), fattore non da poco nel suo ruolo, vista la stazza degli uomini di linea offensivi e difensivi che si trova davanti. Ha iniziato benino (un solo intercetto su 94 lanci e 657 yard, ma soli 2 td e già 8 sack), ma va detto che le uniche mani davvero affidabili che ha intorno sono quelle dell’eterno Larry Fitzgerald, a 36 anni ancora uno spettacolo da vedere. Dalle prime due partite è arrivato un pareggio contro i Lions e una sconfitta di misura dai Ravens, una squadra attualmente fuori portata. Ma la rivoluzione è cominciata.

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Gianluca Puzzo

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