NFL '19: week 14, 49ers all'ultimo respiro, con i Saints è la partita dell'anno

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Partita meravigliosa a New Orleans, vinta da San Francisco con un field goal di Gould allo scadere, dopo mille emozioni e una straordinaria giocata di Kittle su un 4°&2 decisivo. Negli altri match, conferma delle ambizioni dei Ravens, vincitori nel gelo di Buffalo, e figuracce di Patriots e Seahawks rispettivamente contro Chiefs e Rams.

Dopo due sconfitte, contro Seahawks e Ravens, arrivate entrambe all’ultimo secondo, è giunto il tempo delle rivincite per i San Francisco 49ers, usciti vincitori per 48-46 da New Orleans grazie a un field goal di Gould a 2″ dalla fine, al termine di quella che può tranquillamente essere definita come la partita dell’anno, finora. Gli attacchi sono troppo in giornata, o le difese sono troppo in giornataccia; fatto sta che tra Saints e 49ers viene fuori uno straordinario duello a colpi di touchdown, con due mete già ai rispettivi opening drive. Tra i Saints, al di là del solito Brees, ci sono Harris e Kamara indiavolati, e con loro l’attacco produce altri due td tra la fine del primo e l’inizio del secondo periodo, che portano i padroni di casa avanti 20-7. Qui arriva la reazione decisiva dei 49ers, prima che il divario si allarghi troppo: td di Emmanuel Sanders con un lancio di 65 yard di Garoppolo (20-14)! Brees segna ancora con una qb sneak per il 27-14, ma i 49ers spiazzano ancora la difesa di Payton con un trick play dove Sanders s’improvvisa qb e trova Mostert per un td pass da 35 yard che vale il 27-21. A 42″ dall’intervallo arriva il primo sorpasso degli ospiti, ancora con Mostert, sul 27-28. Il terzo periodo si apre con un intercetto dei Saints su Garoppolo, poi trasformato nel field goal del controsorpasso, 30-28, realizzato da 55 yard. Due drive dopo, è Kamara a perdere il pallone per fumble, con l’attacco dei 49ers che arriva in end zone con Kittle per il 30-35. I Saints si avvicinano con un field goal (33-35), poi falliscono un trick play sul punt, regalando la palla in ottima posizione a Garoppolo, che li punisce trovando Bourne in end zone, per il 33-42 a metà dell’ultimo quarto. Ma l’orgoglio di Brees rilancia i Saints, con un td pass a 6′ dalla fine per il 40-42, e un altro a -53″ (mancando però i 2 punti addizionali) per il sorpasso sul 46-45 (in mezzo c’era stato un field goal dei 49ers). L’ultimo drive di Garoppolo sembra arenarsi subito, costretto ad un 4°&2 della disperazione, ma lì arriva la giocata epocale di un già ottimo George Kittle, che riceve il pallone e parte come un treno, trascinandosi dietro tre difensori appesi, di cui uno al suo casco con un evidentissimo face mask. Una ricezione da 39 yard che ha il merito fondamentale di portare il pallone in raggio da field goal, puntualmente trasformato da 30 yard di distanza da Gould a 2″ dalla fine per il 46-48 che chiude una partita epica e regala a San Francisco il primo posto nella NFC.

Riprendiamo fiato dopo i palpitanti fatti di New Orleans per rendervi conto di due match che, pur molto meno emozionanti, rischiano di avere un peso specifico notevole nella corsa ai playoff. Cominciamo da Foxboro, casa pressoché inespugnabile dei Patriots, dove Brady & Co. hanno invece perso (secondo stop consecutivo) al cospetto dei Kansas City Chiefs. Vittoria degli ospiti 23-16, con i padroni di casa avanti solo nel primo quarto, grazie al td in apertura del solito Edelman. New England si è vista bloccare un field goal ed annullare forse ingiustamente dagli arbitri un td nell’ultimo periodo, ma al di là degli episodi ha macinato ancora pochissimo in attacco, pur trovandosi davanti una difesa che quest’anno sta mostrando più di una crepa. Brady ha giocato con coraggio, prendendo molte botte ma anche correndo in prima persona senza tirarsi mai indietro, ma l’impressione continua ad essere che lui ed Edelman predichino sostanzialmente nel deserto. Senza tight end, senza altri ricevitori affidabili (Sanu è ancora ai margini), senza running back di spessore assoluto, il gioco diventa troppo prevedibile e macchinoso. Altra figuraccia che rischia di costar cara in ottica post season è quella rimediata dai Seahawks a Los Angeles, che fa precipitare al quinto posto Carroll & Co. mentre rilancia le speranze di wild card dei Rams. La difesa californiana torna per un giorno quella dello scorso anno, rispolverando la pass rush dei bei tempi e contenendo a soli 12 punti un qb straordinario come Wilson, autore di una prova anonima come tutti i suoi compagni. In attacco Goff non perde il vizio di farsi intercettare, ma trova anche buone soluzioni sui suoi ricevitori e Gurley aggiunge qualche fiammata delle sue col pallone tra le mani, fino al 28-12 finale. Chi invece macina football senza fermarsi sono i Ravens, passati con buon agio sul complicato (sia per la forza dei padroni di casa che per le condizioni climatiche) campo dei Buffalo Bills per 24-17. Non sono stati scintillanti come altre volte, ma in quelle condizioni bisognava giocare semplice e l’hanno fatto bene. A proposito di figuracce, da segnalare l’inguardabile prestazione dei Cowboys a Chicago nell’anticipo del giovedì, sconfitti 31-24 dai Bears con una messe di occasioni gettate al vento, mentre il Monday Night è stato vinto 23-17 in overtime dagli Eagles sui derelitti Giants.

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Gianluca Puzzo

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