NFL ’21: stanotte parte l’ultimo ballo di Brady

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Con il kickoff tra i campioni di Tampa e Dallas scatta tra poche ore la nuova stagione NFL, con gli stadi nuovamente pieni e un pieno di rookie di belle speranze da scoprire. Ma l’uomo da battere è sempre lui: Tom Brady.

Sembra incredibile che nella NFL del 2021 si stia ancora a ragionare sulle chance dei pretendenti al titolo di detronizzare sua maestà Tom Brady, che stanotte darà il via a 42 anni alla sua ventunesima stagione da pro. Ma tant’è. Almeno due generazioni di quarterback hanno inseguito (quasi tutti invano) il miraggio di raccogliere l’eredità di questo inscalfibile campione, ma stavolta pare che sia davvero la volta buona: questa che va ad iniziare dovrebbe essere la sua ultima stagione, anche in caso di conferma del titolo. E Tampa ha fatto le cose per bene, per consentire a Brady di uscire con l’ottavo anello al dito, lasciando intatta la squadra trionfatrice dell’ultimo Super Bowl; è una squadra formidabile ma vecchia, certo, ma in fondo ha la stessa scadenza del suo leader, visto che è chiamata a dare il meglio solo per i prossimi cinque mesi. Per Tampa le insidie sulla strada di un nuovo successo, però, non mancano, a cominciare dalle contendenti della NFC. Se Brady & Co hanno la strada spianata verso la vittoria della loro division (NFC South), per manifesta mancanza di rivali (i Saints del dopo Brees ripartono da Winston, mentre Panthers e Falcons non hanno valori da post season), altrettanto non si può dire per il resto della conference, dove almeno quattro squadre potrebbero fare la voce grossa. La West Division è probabilmente la più difficile del campionato, con i Rams che, scaricato Goff, si affidano alla fame di vittorie di Stafford, un qb talentuoso che non ha mai avuto intorno a sé la qualità che possono dargli i californiani. Poi c’è Seattle, che ha tenuto Wilson e ha fatto di tutto per costruirgli finalmente intorno una linea in grado di proteggerlo a dovere. E come non considerare i 49ers una squadra di primo livello, visto che recuperano la valanga di infortunati che ne avevano compromesso la stagione 2020? Hanno perso il defensive coordinator Saleh (promosso head coach dei Jets) e Richard Sherman, ma hanno nuovamente Bosa, Garoppolo e un pacchetto di ricevitori di altissimo livello. Chiude la West Arizona, in cui JJ Watt dovrà dimostrare di essere ancora sufficientemente integro da poter incidere. Dalla East Division è difficile che possano venire pretendenti al trono di Tampa: Dallas, che vedremo già stanotte nel kickoff game, ha un ottimo attacco ma la difesa sembra ancora incompleta, mentre Washington, Philadelphia e New York Giants sembrano ancora un ulteriore gradino al di sotto. Fuori d’artificio, invece, dalla North Division, in cui non c’è solo Green Bay ad avere grandi ambizioni, vista la complessa riconferma di Rodgers cui ha fatto seguito la permanenza di nomi di peso come Cobb, Jones e Dillon. Grandissima curiosità destano gli Chicago Bears, che dopo essersi liberati di Trubiski hanno affidato il ruolo di qb al veterano Andy Dalton, spalleggiato dal rookie Justin Fields e da una difesa sempre al top. I Vikings potrebbero sorprenderci, ma sono se Cousins riuscisse nel tanto atteso salto di qualità.

Passiamo alla AFC, in cui la lepre da inseguire è rappresentata dai Kansas City Chiefs, che dopo la brutta scottatura rimediata nell’ultimo Super Bowl, hanno finalmente messo mano al portafogli per rinforzare la linea offensiva, riuscendo al tempo stesso a mantenere intatto il trio offensivo delle meraviglie, Mahoney-Hill-Kelce. Quella teorica del 2021 sarebbe la quarta finale di conference consecutiva e il terzo Super Bowl di fila, per loro, un traguardo per nulla trascurabile in uno sport come il football, in cui i valori possono mutare completamente in poco tempo. I migliori rivali dei Chiefs potrebbero essere i Buffalo Bills, cresciuti gradualmente ma costantemente nelle ultime stagioni, reduci dal lusinghiero record di 13-3 nel 2020 e con un Josh Allen ormai maturo per l’ultimo passo verso il top. Buffalo ha cambiato pochissimo, proprio per consentire a tutti i reparti di non soffrire alcun periodo di affiatamento, specie a inizio stagione. Le loro ambizioni saranno messe a dura prova fin da domenica, visto che a Buffalo arriveranno gli Steelers, anche loro ben attrezzati per far vivere a Big Ben una sontuosa ultima stagione. C’è grande attesa per vedere all’opera i Cleveland Browns, chiamati ad un difficile esordio stagionale in quel di Kansas City. Stefansky ha confermato Mayfield vincendo qualche perplessità dell’ambiente, ma intorno al qb ha costruito una squadra ricchissima di talento da entrambi i lati dell’ovale. Pacchetto di ricevitori da finale olimpica con Beckham jr., Landry e Jones, e pass-rush da incubo per gli avversari, con Garrett e Clowney. Cleveland dovrà comunque guardarsi le spalle già nella North Division, visto che oltre a Pittsburgh avrà come rivali diretti i Baltimore Ravens, forti sempre di Lamar Jackson. Per loro c’è il grande punto interrogativo rappresentato da Bell: se l’ex Steeler ritornerà quello di un tempo saranno dolori per gli avversari, altrimenti saranno problemi per i suoi, visto quanto i Ravens poggiano il loro gioco offensivo sulle corse. Tra le possibili sorprese vanno certamente considerati i Tennessee Titans, che saranno anche deboli in difesa ma in attacco possono vantare un trio di veterani da brividi: Julio Jones, AJ Brown e Derrick Henry. Se restano sani possono portare una valanga di punti contro qualsiasi difesa. C’è curiosità, infine, intorno ai nuovi New England Patriots: dopo una sola stagione Bill Belichick ha deciso di giubilare Cam Newton, affidando le chiavi del suo attacco al rookie Mac Jones, circondandolo però con diversi veterani di peso. Potrebbe essere una nuova stagione di anonimato per il post-Brady, ma il grande coach dei Pats potrebbe invece sorprendere tutti lanciando un nuovo asso.
Da stanotte si torna a fare sul serio, sui gridiron NFL, e lo si farà davanti al pubblico, con gli stadi pieni come ai vecchi tempi. Un piccolo pezzetto di vecchia vita che torna al suo posto.

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Gianluca Puzzo

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