NFL Playoff ’21: impresa Browns, il trionfo degli offensive linemen

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Tra le tre Wild Card di domenica spicca la prima vittoria in carriera nei playoff di Lamar Jackson, che guida la vendetta dei Ravens sui Titans, e soprattutto l’impresa di Cleveland, che sbanca Pittsburgh facendo riscoprire l’impatto devastante di una linea offensiva dominante. Infine, i Saints passeggiano sui Bears inconsistenti in attacco.

Lo sconforto di Ben Roethlisberger e Maurkice Pouncey dopo la sconfitta

Il turno di Wild Card dei playoff NFL si è concluso con le ultime tre gare, giocate nella notte italiana tra domenica e lunedì, gare che hanno promosso al Divisional Round i Baltimore Ravens, i New Orleans Saints e i Cleveland Browns. Queste, quindi, le attesissime sfide che infiammeranno il prossimo weekend: Chiefs-Browns, Bills-Ravens, Packers-Rams e Saints-Buccaneers (cioè lo scontro diretto tra i due “grandi vecchi” della NFL, Breese e Brady). Ma facciamo un passo indietro e vediamo nel dettaglio quanto accaduto domenica.

TENNESSE TITANS – BALTIMORE RAVENS: 13-20
Dopo una pessima partenza, Lamar Jackson si è ripreso con gli interessi il ruolo di star a cui era chiamato, anche per vendicare la delusione patita lo scorso anno, per meriti di Henry ma soprattutto per demeriti suoi. Stavolta invece è Henry a scomparire dal campo, lasciando l’intera scena al rivale, che non brilla particolarmente nei lanci ma che corre 136 yard e segna un td. L’apertura del match è tutta dei padroni di casa, con Tannehill che pesca subito A.J. Brown in end zone (7-0) e Lamar Jackson che si fa intercettare, portando i Titans al field goal (10-0). Dall’inizio del secondo periodo inizia però tutta un’altra partita, con i Ravens capaci di segnare 17 punti consecutivi, dapprima pareggiando con una cavalcata pazzesca di 48 yard di Jackson e poi sorpassando i rivali nel terzo quarto con la corsa di Dobbins (17-10). Nel quarto periodo i Titans si riavvicinano timidamente con un field goal (13-17), i Ravens ne sbagliano uno, poi vanno a segno (20-13) e l’intercetto finale di Peters su Tannehill a 1’50” dalla fine consente loro di chiudere in tranquillità.

NEW ORLEANS SAINTS – CHICAGO BEARS: 21-9
I Saints vincono a mani basse e senza riempire gli occhi, limitandosi al minimo necessario per avere la meglio di Chicago, aggressiva in difesa ma assolutamente improduttiva in attacco. La partita è sostanzialmente un monologo dell’attacco di casa contro la difesa ospite, ben organizzata ma che alla fine si sgretola progressivamente, demoralizzata dalla latitanza del proprio attacco. Breese pesca subito in td Thomas nel primo quarto, dando il via a una corsa che lo porterà fino al 21-3 (dopo il rushing td di Alvin Kamara) a metà del quarto periodo. E a nulla servirà la spettacolare ricezione ad una mano di Jimmy Graham in end zone a tempo scaduto.

PITTSBURGH STEELERS – CLEVELAND BROWNS: 37-48
I riflettori di questa gara meritano di essere puntati su cinque nomi sconosciuti ai non addetti ai lavori: Jedrick Willis Jr., Michael Dunn, J.C. Tretter, Wyatt Teller e Jack Conklin. In quest’ordine compongono, da sinistra a destra, la linea offensiva dei Cleveland Browns, il reparto che ha asfaltato i dirimpettai gialloneri, non proprio gli ultimi della classe, consentendo ai Cleveland Browns di vivere una notte epica e di attendere con trepidazione la super sfida ai Chiefs. Per gli Steelers, soprattutto per la difesa e per Roethlisberger, una serata da incubo, in salita già dopo pochi secondi: il centro Pouncey sbaglia il primo snap della partita, causando un fumble recuperato in end zone dalla difesa ospite, 0-7 dopo soli 14″. Passano pochi minuti e Big Ben concede il primo dei quattro intercetti della sua disastrosa serata (a dispetto delle 501 yard lanciate al termine): due turnover in 4′ e Mayfield ringrazia, pescando Landry che vola in end zone per il 14-0 Cleveland dopo soli 5’15” di gioco. Risultato che diventa 21-0 dopo 10’20”, quando Kareem Hunt segna ancora per i Browns, ripetendosi poco dopo (ma siamo ancora nel primo quarto!) dopo il secondo intercetto di Big Ben: 28-0! Il qb di Pittsburgh è insolitamente impreciso, i suoi lanci sono spesso troppo alti per i ricevitori, ma i suoi compagni della difesa vengono forzati ad aprire voragini dalla prova maiuscola della succitata linea offensiva, brava nel dare tempo a Mayfield per lanciare ma addirittura strepitosa nell’aprire varchi alle corse di Hunt e Chung con bloccaggi al limite della perfezione. Il secondo quarto si apre col terzo intercetto a Big Ben, stavolta senza conseguenze, mentre Conner schioda finalmente dallo zero gli Steelers; si va all’intervallo sul 35-10 per gli ospiti, punteggio duro ma che lascia ancora aperta una piccola possibilità di rimonta. E proprio in questo senso sembra orientato il match dopo un terzo periodo in cui gli Steelers centrano un parziale di 13-0 grazie ai td di Ebron e Smith-Schuster che li riportano a tiro (23-35). Ma in apertura di quarto una cavalcata di 40 yard di Chung scava nuovamente un solco profondo (23-42), impossibile da colmare in soli 12′. Arriveranno altri due touchdown Steelers (entrambi di Claypool) e il quarto intercetto di un Ben Roethlisberger ormai sempre più sconsolato. Forse è stato l’ultimo match della sua carriera, e dispiace vederlo uscire dal campo dopo una così dura lezione.

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Gianluca Puzzo

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