NFL Playoff ’22: Rams e Chiefs, le ultime perle di un weekend indimenticabile

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Anche gli ultimi due match del Divisional Round sono vietati ai deboli di cuore. Brady e i suoi Buccaneers abdicano dopo una rimonta pazzesca, con un field goal allo scadere che premia i Rams. I Chiefs la spuntano in overtime sui Buffalo Bills dopo essere stati sotto fino a 13″ dalla fine ed aver pareggiato allo scadere. Le finali di conference di domenica prossima saranno quindi Rams-49ers e Chiefs-Bengals.

Il calcio decisivo di Matt Gay che ha promosso i Rams

A memoria non ricordo di aver mai visto un intero turno di playoff così spaventosamente denso di emozioni, colpi di scena e finali a effetto dalla prima all’ultima partita. Dopo le battaglie terminate allo scadere di sabato, sono arrivati altri due insostenibili sprint finali a completare il quadro, in un crescendo di emozioni che farebbe innamorare di questo sport, duro e poetico al tempo stesso, anche il più distaccato degli spettatori. Impossibile non provare ammirazione per chi vince sul filo di lana superando mille difficoltà, ma è altrettanto impossibile non provare empatia per gli sconfitti che, fino a pochi secondi prima, pensavano di stringere in mano una vittoria clamorosa. Impossibile non pensare alla partita eroica e perdente di Tom Brady, forse l’ultima della sua leggendaria carriera, ma impossibile anche non pensare alla delusione amarissima di Josh Allen, che dopo 9 td pass in 2 partite e nessuna palla persa, si ritrova distrutto e sconfitto su una panchina dell’Arrowhead Stadium.

TAMPA BAY BUCCANEERS – LOS ANGELES RAMS: 27-30
Tom Brady e i Buccaneers escono di scena, ma lo fanno da campioni, gettando il cuore oltre l’ostacolo delle tantissime assenze in attacco e dopo essere stati sotto 3-20 all’intervallo. Il primo tempo, infatti, è un sontuoso monologo dei Rams, che calciano tra i pali già al loro primo drive e poi proseguono con i td di Blanton, Kupp (ricezione da 70 yard!) e un altro field goal. Tampa segna solo 3 punti e sbaglia tutto lo sbagliabile, con Evans e Gronk marcatissimi e con Fournette che, pur brillante, paga la lunga assenza in termini di continuità. La linea di Brady, anch’essa falcidiata dagli infortuni, imbarca acqua e il n° 12 è sempre stretto nella mossa soffocante della pass rush di L.A., che gli procura perfino una ferita al labbro, che gli arbitri non ravvisano scatenando le proteste veementi del GOAT (che gli costeranno la prima flag per condotta antisportiva della sua carriera). L’unica fiammata d’orgoglio Tampa la trova a 18″ dal riposo, quando la difesa strappa il pallone ad Akers sulla linea di meta, recuperando il fumble ed evitando così di incassare altri 7 punti. Si riparte così dal 3-20, che diventa ben presto 3-27 con la qb sneak che porta Stafford in end zone. Tutto finito? Forse con altri, non con Brady e Gronk; il tight end confeziona una ricezione da 42 yard che porta i Buccaneers al field goal del 6-27, poi la difesa recupera un fumble di Kupp e Fournette lo trasforma nel td della speranza, 13-27 allo scadere del terzo quarto. Il quarto periodo è un’altalena inarrestabile di emozioni: Von Miller strappa il pallone a Brady con un sack, ma il centro dei Rams sbaglia i segnali del qb sul primo snap e spara oltre Stafford un pallone su cui piomba Pierre-Paul, che ridà subito la palla a Brady. L’attacco di Tampa non riesce ad avanzare e finisce i down su un 4&14 alla mano, i Rams arrivano in raggio da field goal ma lo sbagliano dalle 47. A 4′ dalla fine siamo ancora sul 13-27 per i Rams, ma Brady pesca Evans per una fiammata in end zone da 57 yard che riporta sotto Tampa (20-27 a -3’20”). A quel punto l’attacco dei Rams deve affidarsi alle corse di Akers per consumare il cronometro, ma il running back commette il suo secondo fumble della serata, dando nuovamente l’ovale a Brady con 2’25” da giocare. TB12 si ritrova in un 4&1 a -46″ che vale una stagione e tira fuori il coniglio dal cappello: anziché accontentarsi di un gioco corto apre per una corsa laterale di Fournette, che vola per 9 yard e atterra in end per il td del 27-27 con soli 42″ sul cronometro! L’ultima parola ora spetta ai Rams, che hanno però terminato i timeout e partono dalle loro 25 yard: Stafford si affida al suo miglior ricevitore, Cooper Kupp, che prima riceve un pallone per 20 yard e poi un altro addirittura per 44, sfruttando un clamoroso errore di valutazione della difesa dei Buccaneers, che lo lascia con una marcatura singola. Errore pagato a carissimo prezzo, perché offre al kicker Matt Gay un facile field goal dalle 30 yard che regala il 27-30 finale ai Rams a 4″ dalla fine.
I Rams ora tornano a L.A., dove affronteranno i San Francisco 49ers nella finale della NFC, mentre per Tampa si apre il grande dilemma: Brady si ritirerà o deciderà di onorare il suo ultimo anno di contratto? Noi scommetteremmo sulla seconda ipotesi.

KANSAS CITY CHIEFS – BUFFALO BILLS: 42-36 (OT)
Difficile dare torto a Mahomes quando dice, nella conferenza stampa post gara, che questo match se lo ricorderà per tutta la vita. I Kansas City Chiefs sono la prima squadra della storia a raggiungere per quattro anni di fila la finale di conference (ospiteranno domenica i Cincinnati Bengals), e lo fanno battendo ai supplementari dei commoventi Buffalo Bills, in quello che a molti è sembrato quasi un Super Bowl anticipato. 78 punti totali sul tabellone bastano a raccontare di una partita senza esclusione di colpi, con protagonisti soprattutto i due attacchi (e i due qb su tutti) capaci di rispondere l’uno alle prodezze dell’altro, in un crescendo rossiniano davvero con pochi eguali nella storia del football. Josh Allen, pur sconfitto, da oggi potrebbe aver capito di essere davvero una superstar, senza nulla da invidiare a Mahomes.
La partita: i Bills partono subito senza timori reverenziali, giocano alla mano un 4&2 già nel drive d’apertura, culminato nella corsa in end zone di Singletary (0-7). Mahomes risponde per le rime, corre per 35 yard e poi di nuovo fino al td del pareggio. E siamo ancora al primo quarto… Nel secondo periodo i Chiefs passano con Mahomes che pesca Pringle in end zone per il 14-7, ma Allen risponde immediatamente con Davis per il 14 pari. Allo scadere Kansa City manca un field goal, quindi si va al riposo in parità. Il terzo quarto si apre con il primo vero strappo della partita: i Chiefs provano la fuga prima con un field goal (17-14) e poi con il rushing td di Hardman (23-14, con l’errore nell’extra point). La difesa di Kansas City ha però un’amnesia pazzesca e al primo snap del drive successivo regala a Davis un’autostrada che Allen non può non vedere: ricezione da 75 yard e secondo td personale che vale il 23-21. Il quarto periodo si apre con due punt, poi ci pensa Tyreek Hill a riaccendere la miccia della partita, con un ritorno da 46 yard; verrà placcato alla disperata proprio dal kicker di Buffalo, che però salverà ben 4 punti, visto che l’attacco di Mahomes produrrà solo un field goal (26-21). Nel drive seguente, con 9′ da giocare, Josh Allen si carica letteralmente sulle spalle i Bills, chiudendo con le sue corse in prima persona prima un 3&5, poi un 3&1 e infine un 4&4 su cui rompe perfino due placcaggi avversari. La ciliegina sulla torta arriva poco dopo quando, su un 4&13 a 2′ dalla fine, Allen trova ancora Davis in end zone, liberatosi del suo marcatore con una finta pazzesca che lo manda addirittura a sedere. Allen completa anche la trasformazione da 2 punti su Diggs e i Bills ripassano a condurre 26-29 con 1’54” da giocare! I Chiefs sfoderano però un altro drive capolavoro, con Mahomes che in meno di un minuto percorre 75 yard, completando prima su Kelce e poi su Hill, che sfreccia per 64 yard fino a segnare il 33-29 con 1’02” sul cronometro! Nella bolgia dell’Arrowhead rientrano Josh Allen e il suo attacco: il qb ha capito che è la giornata di grazia di Davis e lo cerca continuamente, venendone ripagato con due ricezioni intorno alle 30 yard e, infine, da una nuova presa in touchdown (la quarta personale, record assoluto NFL nella postseason). I Buffalo Bills passano nuovamente in testa sul 33-36 con la miseria di 13″ da giocare. Ma una partita così non poteva finire così, magari con un banalissimo intercetto sullo Hailmary della disperazione: 13″ bastano a un campione come Pat Mahomes per completare due lanci profondi su Hill e Kelce e portare il suo kicker a tiro dei pali. Calcio da 49 yard a -3″ e 36 pari: si va all’overtime!
I Chiefs hanno la fortuna di vincere il sorteggio, avendo così l’opportunità di attaccare per primi. Mahomes sopravvive a un pericoloso 3&1 completando su Kelce, poi prosegue inarrestabile su McKinnon, Hardman, e infine ancora su Kelce, che entra in end zone con il pallone della vittoria: 42-36. La degna conclusione di una partita appassionante dal primo all’ultimo snap, in cui solo la crudele legge dello sport ha costretto il campo a scegliere un vincitore e un vinto. Ma che spettacolo, signori!

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Gianluca Puzzo

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