NFL week 3: super Packers e si rialza Seattle

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Pittsburgh Steelers v St. Louis RamsLa terza settimana della NFL ha regalato diverse conferme, prima tra tutte quella dei Green Bay Packers, che nel Monday Night, sotto il più classico dei diluvi del Lambeau Field, hanno dato lezioni di football ai malcapitati Chiefs. Non ingannino i soli 10 punti di scarto finali (38-28), perché Kansas City ha segnato gran parte del suo bottino a partita ampiamente compromessa. Benissimo Rodgers e il rientrante Lacy, benissimo la difesa, con Matthews e Pepper a imperversare a caccia di Alex Smith. L’unico neo che possiamo trovare ai Packers, se proprio vogliamo trovargliene uno, è che forse sono arrivati al top della forma troppo presto.

Nessun problema per i Patriots ad asfaltare i Jaguars sotto 51 punti, con Brady che diventa il quarto qb della storia ad oltrepassare la soglia dei 400 td pass in carriera. Davanti a lui solo Peyton Manning, Brett Favre e Dan Marino, decisamente un’ottima compagnia. A proposito di Manning sr., bella vittoria per i suoi Broncos in quel di Detroit (24-12): il qb ha lanciato 324 yard e 2 td ma tutta la squadra sembra in crescita. Denver è certamente meno spettacolare delle passate stagioni, ma appare più concreta, imperniata su una difesa fortissima che concede al suo anziano qb il lusso di poter giocare anche a strappi, senza l’ansia di dover segnare punti a ogni drive. Restando sui quarterback c’è da segnalare la brutta tegola per gli Steelers, che pagano la bella vittoria sui Rams con il serio infortunio occorso a Big Ben Roehtlisberger (nella foto), uscito a braccia nel terzo periodo e poi con le stampelle dagli spogliatoi.

Quanto sia difficile per i backup qb riuscire a incidere sulla partita lo dimostrano le sconfitte di Dallas, New Orleans e Chicago. Brandon Weeden ha aperto benissimo la partita, conducendo i Cowboys al 14-0, ma pian piano la difesa di Atlanta gli ha preso le misure e la premiata coppia Ryan-Jones ha fatto il resto, confezionando una rimonta coi fiocchi (39-28 il finale) che mantiene Atlanta sorprendentemente imbattuta dopo tre partite. Stessa storia per i Saints, con il fratello d’arte Luke McCown che spinge New Orleans sul 10-0 prima di subire il veemente ritorno dei Panthers. Sul 22-27 McCown ha avuto in mano il drive della vittoria, ma si è fatto intercettare dalla difesa di Carolina e la partita si è chiusa lì.

Peggio di tutti è andata a Clausen, qb di riserva dei Chicago Bears, sconfitti addirittura a zero dai Seattle Seahawks: d’accordo che si trovava di fronte una delle più forti difese del campionato, ma lanciare solo 63 yard in un’intera gara mi sembra davvero umiliante (in primis per chi ha scelto il giocatore…). Stavolta Wilson e compagni, messi con le spalle al muro dalle due sconfitte precedenti, hanno badato al sodo, confezionando una vittoria che sa di riscossa. Lynch si è fatto a lungo massaggiare la schiena e ha giocato meno snap del solito, ma quando gli è stato affidato il pallone ha fatto sfracelli. Si tolgono dal baratro (nessuna squadra ha mai raggiunto il Superbowl dopo una partenza con 3 sconfitte di fila) anche i Colts, che la spuntano per il rotto della cuffia sul campo dei Titans (35-33). Il rookie Mariota non sfigura nel duello con Luck, ma nel quarto periodo viene fuori tutto il talento del qb di Indianapolis, supportato alla grande dalle corse di Gore. Mariota ci ha provato fino in fondo, confezionando il touchdown della speranza a 47″ dalla fine. Per pareggiare e andare ai supplementari gli sarebbe però servita la conversione da 2 punti, mancata per un pasticcio colossale in corresponsabilità col suo backfield.

Seconda vittoria consecutiva degli Oakland Raiders, 27-20 a Cleveland, con i Browns che ora dovranno risolvere la grana Manziel, escluso dopo aver vinto la scorsa partita. Ancora imbattuti i Cincinnati Bengals, sempre più spettacolari in attacco (che trio Dalton-A.J. Green-Marvin Jones!) e sempre più concreti e brutali in difesa: passano a Baltimora e condannano i Ravens alla terza sconfitta di fila. Flacco e compagni non hanno demeritato, ma si sono “autoseppelliti” sotto una montagna di penalità, troppe per poter recuperare contro una squadra davvero in forma come i Bengals.

Danno spettacolo anche i Bills a Miami, stravincendo 41-14 con la difesa prima ancora che con l’attacco (in cui comunque Karlos Williams è stato capace di correre per 110 yard e un td). Attacco che invece è il marchio di fabbrica degli Arizona Cardinals, che seppelliscono mestamente i 49ers sotto 47 punti (subendone solo 7) e rimangono anche loro imbattuti. Carson Palmer passa per 311 yard e 2 td, Chris Johnson corre per 110 yard e 2 td, Larry Fitzgerald riceve per 134 yard e 2 td, mentre dall’altra parte il depresso (e deprimente) Colin Kaepernick lancia solo 67 yard: mi pare non ci sia altro da aggiungere no?

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Gianluca Puzzo

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