Niente sarà come prima

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La fatica dietro i risultati raggiunti anima i cuori degli sportivi. Ringraziamo le ragazze azzurre classificatesi tra le prime otto nazionali e protagoniste assolute del mondiale francese.

Dentro un mese di giugno calcisticamente ricco per i colori azzurri con la nazionale under 20 maschile (quarta con recriminazione al mondiale di categoria) e quella under 21 (eliminata ai gironi ed esclusa anche dalle prossime Olimpiadi), c’è indubbiamente la prestazione dell’Italia in rosa al mondiale la cui ultima partecipazione ad una competizione iridata era datata 1999. Le nostre ragazze azzurre presentatesi col sedicesimo posto del Ranking Fifa, hanno fatto un figurone fin dalla fase a gironi, nonostante il difficoltoso sorteggio data la terza fascia iniziale: hanno dapprima vinto al fotofinish, nonostante lo svantaggio iniziale, nell’esordio contro l’Australia, poi la goleada contro la Giamaica e l’ininfluente sconfitta col Brasile che, per la differenza reti, ha permesso alle azzurre di concludere al primo posto. Ricorderemo quel 25 giugno e le vittoria agli ottavi per 2-0 contro la Cina, che nell’ultima edizione dei Mondiali e delle Olimpiadi era sempre arrivata tra le prime otto squadre. Il cammino si è purtroppo fermato ai quarti di finale nella partita giocata in un caldo asfissiante contro l’Olanda campione d’Europa in carica e, per questo,

sicuramente più abituata a giocare a questi livelli e ricca di giocatrici professioniste. Un campionato bello ed ordinato sul profilo tattico, il calcio femminile, soprattutto quello italiano, è in piena evoluzione, merito anche di un’ampia diffusione televisiva e mediatica. Per noi sportivi, sarà stata anche la voglia di riscatto che si accende al profumo di un mondiale, tale da tenerci incollati alla tv. Ragazze che hanno giocato le partite della loro vita, raggiungendo probabilmente l’apice delle rispettive carriere, brave e caparbie a sfidare i pregiudizi durante il loro percorso, mettendo a frutto i tanti sacrifici fatti, gli allenamenti e le rinunce anche ad affetti personali, dando tutto nella personalità ed onorando il tricolore. Bisogna essere orgogliosi del percorso che hanno fatto, pronte per ripartire dalle qualificazioni dei prossimi europei. Merito anche del Ct Milena Bartolini che ricordiamolo, insieme a Carolina Morace, è l’unica donna ad essere abilitata ad allenare anche nella serie A maschile. Un meritato tributo e ringraziamento a queste ragazze, che oltre a travolgerci e divertirci, lasciano alle prossime generazioni di bambine, finalmente il lecito sogno senza pregiudizi di diventare delle calciatrici.

D’ora in poi il calcio femminile in Italia sarà diverso. Le ragazze meritano il professionismo e opportunità diverse.

Milena Bartolini, ct Italia femminile

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Andrea La Rosa

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