Numeri e record: i migliori piloti della F1 (2a parte)

N

Seconda e ultima parte dell’excursus tra le statistiche della Formula 1, alla scoperta dei record stabiliti dai piloti del passato, fino all’epoca più recente. 

La lunga storia della F1 ha regalato sia dei campionati avvincenti che monotoni, conclusisi con distacchi a dir poco abissali. È di Vettel il maggior distacco sul secondo classificato quando nel 2013 (ai tempi della Red Bull) vinse con 155pt su Alonso, detenendo da quella stagione anche il record di vittorie consecutive (9) e totali in un campionato (13), eguagliando con quest’ultimo risultato quello di Michael Schumacher nel 2004. Al contrario, se i campionati 2007 (a favore di Raikkonen, ultimo titolo Ferrari) e 2008 (primo titolo di Hamilton, a spese di Massa) hanno regalato forti emozioni fino all’ultima curva, il record per il distacco minimo spetta a Lauda, che nel 1984 vinse sul compagno di squadra Prost per solo mezzo punto. Focalizzando la percentuale di vittorie rispetto ai Gran Premi in calendario, il primato assoluto spetta ad Alberto Ascari (foto copertina) che nel 1952 vinse 6 delle 8 gare in calendario (75%), statistica incredibilmente avvicinata da Michael Schumacher nel 2004, quando ne vinse 13 delle 18 stabilendo una percentuale del 72,2%. Scorrendo altri nomi, il “leone” Nigel Mansell disputò ben 13 stagioni prima di vincere il suo primo e unico titolo mondiale, mentre furono 206 le gare che dovette completare Nico Rosberg per vincere il suo primo ed unico campionato nel 2016, quasi un segno del destino se confrontando entrambe le cifre, togliessimo il numero “1” di campione del mondo. Alla carriera dell’australiano Mark Webber, servirono 130 gare prima di vincere la prima nell’edizione 2009 del Gran Premio di Germania, discorso inverso per Nino Farina (Gran Bretagna ’50), Johnny Parsons (Indianapolis ’50 che all’epoca faceva parte del calendario di F1) e Giancarlo Baghetti (Francia ’61) che vinsero dopo una sola gara. Per quanto riguarda i veterani, tocca a Rubens Barrichello il numero più alto di partenze (323), record che, salvo clamorosi eventi, viste le 22 gare nel calendario 2020, sarà superato da Kimi

Raikkonen, fermo a quota 313 e sempre il finlandese, oggi pilota dell’Alfa Romeo, è ad un passo dal superare il record di Gran Premi conclusi che oggi appartiene a Fernando Alonso (254). A Barrichello resta il primato di diciannove stagioni in F1, leadership condivisa con Michael Schumacher che detiene anche l’egemonia di Gran Premi con uno stesso costruttore (180 con la Ferrari), mentre traballa il record di vittorie del tedesco (91) seguite da quelle di Hamilton (84).
Proseguendo il confronto tra Schumacher e Hamilton, al tedesco spetta il record di stagioni consecutive (15) con almeno una vittoria (dal 1992 al 2016), seguito da Hamilton (13 stagioni dal 2007 al 2019), un altro primato che potrebbe essere messo in discussione. A Schumacher appartiene anche il record di vittorie consecutive in uno stesso Gran Premio (8 volte in Francia), primato che potrebbe essere eguagliato sempre da Hamilton qualora vincesse in Canada e/o Ungheria, visto che il britannico in entrambi gli appuntamento (in calendario 2020) ha vinto per ben sette volte. Nelle strette stradine di Montecarlo, il re indiscusso resta Ayrton Senna, con 6 vittorie. Nelle gare “casalinghe”, Hamilton vincendo il prossimo Gran Premio d’Inghilterra, potrebbe superare il record che condivide con Prost, 6 volte vincitore del Gran Premio di Francia. Ancora Hamilton (63 vittorie in Mercedes), potrebbe superare Schumacher nella premiership di vittorie con lo stesso costruttore (72 in Ferrari), il britannico sei volte campione del mondo detiene con Jacques Villenueve il record di vittorie (4) nella stagione d’esordio.
In tempi recenti, anche per la disparità delle monoposto, abbiamo visto tante rimonte quando i piloti dei top-team sono partiti dal centro gruppo o sul fondo della griglia di partenza a causa di penalità o qualifiche mediocri, ma il record di vittoria con posizione di partenza peggiore è di John Watson, che nel Gran Premio degli Stati Uniti del 1983 partì in 22ma posizione per poi trionfare.

Autore

Andrea La Rosa

Aggiungi un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Andrea La Rosa

Segui Sport One

Tag più frequenti

Categorie