Playoff NFL ’23: Conference Finals, l’incognita Mahomes e il peso della difesa 49ers

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Analizziamo le due finali di Conference che si giocheranno domenica: in Chiefs-Bengals occhi puntati sulla caviglia infortunata di Mahomes, mentre a Philadelphia sarà scontro ad altissimi livelli tra Eagles e 49ers.

Si disputano domenica, a Kansas City e Philadelphia, le due Conference Finals che promuoveranno chi si sfiderà per il titolo nel Super Bowl del 12 febbraio a Glendale, casa degli Arizona Cardinals. Due match attesissimi, per la posta in palio, per i confronti indiretti tra protagonisti, per le differenti filosofie di football che andranno inevitabilmente a scontrarsi. In questa postseason non abbiamo avuto outsider, se si considera che la testa di serie più bassa giunta fin qui è Cincinnati, la terza della AFC, per il resto due prime, Philly e Kansas City, e la seconda della NFC, San Francisco. Da un punto di vista storico è sorprendente notare come, in 56 Super Bowl fin qui disputati, solo 13 volte entrambe le prime teste di serie siano arrivate a giocarselo l’una contro l’altra, circa una volta su quattro; l’ultima nel febbraio 2018, quando proprio gli Eagles fecero l’impresa contro i favoritissimi New England Patriots. Sono ovviamente ammessi tutti gli scongiuri del caso da parte dei tifosi di Chiefs ed Eagles, ma è un dato oggettivo che il football della regular season, e i relativi valori in campo, sia spesso differente da quello dei playoff, dove nella partita secca può accadere veramente di tutto.
Passando al dettaglio delle sfide, andiamo in ordine di gioco, iniziando quindi ad analizzare il match tra Eagles e 49ers, finale della National Football Conference. Jalen Hurts, qb degli Eagles, sembra aver recuperato dall’infortunio alla spalla di lancio patito nel finale di stagione regolare, anche se contro i Giants ha dato la saggia impressione di giocare il secondo tempo (a risultato già acquisito) con il freno a mano tirato; il suo completo da 40 yard nei primi minuti, però, lascia pochi dubbi sulla salute della spalla. Gli Eagles hanno il secondo miglior attacco NFL per punti fatti (dopo i Chiefs), ed è un attacco molto ben bilanciato nella qualità, visto che è quinto nelle corse e nono nei passaggi, e per questo molto difficile da leggere e bloccare. Sarà uno scontro tra titani quello contro la miglior difesa del campionato, quella dei 49ers, apparsa perfino cresciuta nella post season grazie al rendimento delle secondarie e al terzetto di linebacker (Warner, Greenlaw e Al-Shaair), vero perno dell’intero schieramento. Dall’altra parte dell’ovale, molto dipenderà dalla capacità di Brock Purdy di sostenere (tecnicamente e psicologicamente) il peso di un match e di una pass rush che non ha mai affrontato nella sua giovanissima carriera. Il qb rookie di San Francisco, dopo l’ottimo esordio nei playoff contro Seattle, ha mostrato qualche incertezza contro i Cowboys, ed ora, contro la difesa con più sack nella NFL, dovrà essere veloce nel muovere la palla dopo lo snap, altrimenti la gabbia potrebbe farsi troppo stretta per lui. La chiave dell’attacco dei 49ers potrebbero essere le corse, contro una difesa che è solo 17ma nello specifico: se McAffrey, Mitchell e Samuel dovessero iniziare a macinare yard con la palla a terra, regalerebbero forse maggior tranquillità e spazio al loro giovane qb.

Ci spostiamo a Kansas City per la finale di AFC tra Chiefs e Bengals, con un’intera città appesa agli scricchiolii di una caviglia, quella di Pat Mahomes, uscita molto malconcia dalla sfida contro i Jaguars. Il fenomenale numero 15 ha condotto in porto il match anche su un piede solo, ma è evidente come quel qb a mezzo servizio non potrà bastare contro i Bengals, squadra che segna molto e che quindi chiamerà i Chiefs a segnare ancora di più (anche perché sulla difesa di casa non è che si possa fare grande affidamento). Col miglior Mahomes quello dei Chiefs tornerebbe ad essere il più forte attacco della NFL, e la bilancia della partita penderebbe quindi decisamente dalla loro parte; ma se così non fosse, le legittime ambizioni di Burrow, Mixon e Chase troverebbero fiato e speranze. Al di là del calo di rendimento di Mahomes, i suoi eventuali problemi negli spostamenti creerebbero anche un problema tattico ai Chiefs, già evidenziatosi nel secondo tempo contro Jacksonville: il running back Jerick McKinnon, ottimo come ricevitore aggiunto (9.7 yard after catch quest’anno, perfino meglio di Kelce), sarebbe costretto a sacrificarsi nei bloccaggi, come ulteriore protezione del malconcio qb, togliendo un’opzione di primissimo piano per i lanci di Mahomes. Nel precedente in regular season (vinto dai Bengals, per inciso), la difesa di Cincinnati giocò una partita mirabile nella marcatura di Travis Kelce, tenendolo a quattro ricezioni per sole 56 yard e forzando proprio su di lui il fumble nel quarto periodo chiuse virtualmente il match: domenica dovrebbe ripetersi, se vuole vincere, perché sarà ancora e sempre Kelce la freccia migliore nella faretrta di Mahomes. L’attacco dei Bengals è cresciuto, sia in continuità che in qualità: la linea offensiva, vero tallone d’Achille lo scorso anno, quando Cincy raggiunse il Super Bowl perdendolo contro i Rams, non è ancora il top ma è molto migliorata, e i numeri sono lì a confermarlo, con i sack concessi passati da 51 a 41 dodici mesi dopo. La pass rush dei Chiefs è certamente più pericolosa di quella dei Bills, oltretutto priva dell’infortunato Von Miller, ed è la seconda per sack dell’intera NFL, pur a distanza siderale dalla leadership degli Eagles (70 sack contro 55), quindi Joe Burrow avrà certamente più pressione addosso nel muovere il pallone, ma ha dimostrato di essere sicuramente il più forte tra i qb della nuova generazione e ha talento e classe per spostare la catena anche in condizioni meteo complicate, come quelle di Buffalo e come quelle che molto probabilmente troverà domenica a Kansas City. In più, ad aiutarlo, troverà il rinnovato gioco di corse del suo attacco, una delle chiavi dell’ottimo finale di stagione dei Bengals, che ha ritrovato efficienza grazie soprattutto allo stato di grazia di Joe Mixon, semplicemente incontenibile domenica scorsa sotto la neve di Buffalo (20 portate per 105 yard). Cincinnati ha il grande sogno di riprovare a vincere il Super Bowl dopo la grande delusione dello scorso anno, e le mancano solo due passi. Che sia il momento giusto per compierli?

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Gianluca Puzzo

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