Playoff NHL ’23: i poker di Pavelski e Draisaitl non bastano

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Mai successo nella storia dei playoff NHL: in quattro partite due giocatori hanno realizzato quattro reti a testa, ma sono usciti entrambi battuti. In gara 1 del secondo turno Carolina e Vegas rispettano il pronostico, mentre continua il sogno di Kraken e Panthers.

Draisaitl ha appena realizzato la terza delle sue quattro reti personali in gara 1

WESTERN CONFERENCE

DALLAS STARS – SEATTLE KRAKEN: 4-5 (OT) (0-1)
Agli Stars non bastano, incredibilmente, le quattro reti di Joe Pavelski per avere ragione degli indomiti Kraken, apparsi per nulla appagati dall’aver mandato in vacanza i campioni uscenti di Colorado. Dallas ha pagato il minuto di follia in cui, nel primo periodo, ha incassato tre reti, e lo sforzo conseguente per raddrizzare la partita, impresa poi vanificata in overtime. Primo tempo da cineteca, con ben sei reti in venti minuti di hockey. Ad aprire le danze, dopo due minuti e mezzo, è ovviamente Pavelski; Seattle pareggia con Schwartz, poi ancora Pavelski riporta avanti gli Stars. Dal minuto 14’28” al 15’20” arriva, inatteso, lo strappo dei Kraken, che dapprima pareggiano con Schultz, dopo 11″ siglano il 3-2 con Bjorkstrand e poco dopo il 4-2 con Eberle. Dopo un secondo periodo bianco, gli Stars si gettano con furore nel terzo periodo, riagguantando i Kraken con altre due reti di Pavelski, la prima su rebound e la seconda con un autentico capolavoro di coordinazione aerea per la deviazione decisiva sottoporta. Si va ai supplementari, quindi, con Grubauer che dapprima tiene Seattle in vita ed infine, dopo 12’17”, consente a Gourde di siglare la rete della vittoria, con un tiro a sorpresa che coglie forse impreparato Oettinger sul suo palo. Che partita, signori, e che impresa (l’ennesima) per i Kraken.

VEGAS GOLDEN KNIGHTS – EDMONTON OILERS: 6-4 (1-0)
Anche a Edmonton non sono bastate quattro reti di un fantastico Leon Draisaitl, ma qui la sconfitta è stata decisamente più netta di quella degli Stars di Pavelski. Di fronte alle prodezze del tedesco, Vegas non si è mai scomposta, continuando a mantenere alta la pressione nel terzo difensivo dei canadesi; tattica che ha pagato ricchi dividendi, viste le sei reti realizzate (più almeno altre tre salvate dai miracoli di Skinner). Colpa della leggerezza difensiva degli Oilers, pessimi nelle letture difensive e con un penalty killing che è quasi una certezza di gol incassati. Dopo 4′ del primo periodo Draisaitl segna in power play con uno onetimer da manuale, ma il vantaggio dura solo 36″, visto che la difesa degli Oilers pensa bene di regalare un disco davanti alla gabbia a Barbashev, che gentilmente ringrazia e sigla l’1-1. Vegas prende in mano il match, volando sul 3-1 con Amadio e Stone (in power play), distanza parzialmente colmata a 10″ dalla prima sirena da una meraviglia di Draisaitl, che da posizione impossibile infila il puck tra palo e portiere. Niente reti nel secondo periodo, pur con Vegas sempre al comando delle operazioni. Dopo solo 1’35” del terzo periodo Edmonton trova il 3-3 (ancora con Draisaitl in power play su rebound), ma la parità non dura: in meno di un minuto arriva il 4-3 di Barbashev e il 5-3 di Stephenson, lasciato libero da un folle cambio di linee di Edmonton in piena transizione. Il poker personale di Draisaitl incide poco, infine Eichel, in empty net, fissa il 6-4 finale a 34″ dalla sirena.

EASTERN CONFERENCE

TORONTO MAPLE LEAFS – FLORIDA PANTHERS: 2-4 (0-1)
Altro che sazi, questi Panthers. Dopo aver eliminato in sette partite i super favoriti per la Stanley Cup, i Boston Bruins, proseguono impertubabili il loro cammino andando a vincere gara 1 a Toronto, di fronte a dei, va detto, deludenti Maple Leafs. Il match si apre con un clamoroso errore di Matthews, che dopo un solo minuto di gioco spreca un breakaway solitario che avrebbe meritato miglior sorte. Dopo una prima fase di assestamento, Florida prende progressivamente le leve del match, coglie un palo dopo 8′, quindi passa in vantaggio a metà periodo con Cousins. Ancora dopo 8′, ma del secondo tempo, i Panthers raddoppiano, grazie a una deviazione sottoporta di Bennett; passano solo 9″ e i Maple Leafs accorciano le distanze con un’imbeccata meravigliosa di Matthews per Knies, che deve solo spingere il puck in rete. Passano 7′ e Toronto pareggia, con Bunting, ma a 2’13” dalla seconda sirena i Panthers tornano in vantaggio con Verhaeghe, l’eroe di gara 7, che finalizza perfettamente, lui sì, un breakaway. Nel terzo periodo Toronto prova con generosità a riaprire il match, ma senza produrre pressione con lucidità; dopo 12’23” Montour, su delayed penalty, a fissare il 4-2 finale per Florida.

CAROLINA HURRICANES – NEW JERSEY DEVILS: 5-1 (1-0)
Partita a senso unico, certamente la meno appassionante tra le quattro gare d’apertura di questo secondo turno. Gli Hurricanes, in serata e ben riposati, hanno dominato senza strafare ma anche senza rischi sui Devils forse ancora alle prese con le scorie della vittoriosa gara 7 con i Rangers di soli due giorni fa. La cronaca ha ben poco da dire: dopo 2′ del secondo periodo si è già sul 3-0 Carolina, con le reti di Pesce, Jarvis e Kotkaniemi. Accorcia parzialmente le distanze Bastian per i Devils, ma sul finire del secondo periodo gli Hurricanes colgono prima un palo e poi anche una traversa. Quindi nel terzo periodo arrotondano il risultato con altre due reti, di Skjei e Fast (in empty net).

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Gianluca Puzzo

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